Salis (Comites Grecia): le criticità nelle elezioni dei Comites rendono la democrazia quasi invisibile

ATENE\ aise\ - “Ogni volta che si avvicinano le elezioni dei Comites, emerge sempre la stessa domanda: quanti italiani all’estero sanno davvero come si vota? La risposta è semplice e allo stesso tempo preoccupante: pochissimi”. A dirlo è Costantino Salis, Presidente del Comites Grecia che in una riflessione sulle elezioni per il rinnovo dei Comitati italiani nel mondo ha spiegato come questo sistema presenti diverse criticità. Criticità che spostano la battaglia elettorale nel solo cercare di raggiungere gli elettori, non convincerli attraverso idee e progetti, il che favorirebbe, a suo modo di vedere, dinamiche ristrette e poco rappresentative, rendendo di fatto la democrazia quasi “invisibile”.
“In Grecia, come in molti altri Paesi, migliaia di cittadini italiani iscritti all’AIRE ignorano completamente che, per poter partecipare alle elezioni del Comites, non basta essere elettori. È necessario dichiarare preventivamente la propria volontà di voto entro una precisa scadenza. Il problema è che questa informazione, nella pratica, raggiunge solo una minima parte degli aventi diritto”, ha spiegato. “L’Ambasciata pubblica un avviso generale sul proprio sito istituzionale, ma non esiste una vera campagna di comunicazione capillare, diretta e personale verso gli elettori. Nessuna lettera, nessuna comunicazione individuale realmente efficace, nessuna strategia concreta per garantire una partecipazione ampia e democratica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: elezioni decise da una percentuale minima di votanti”.
Facendo l’esempio della Grecia, nella precedente tornata elettorale per il rinnovo del Comites, su circa 14.000 italiani iscritti all’AIRE hanno votato meno di 300 persone. “Un dato che dovrebbe far riflettere profondamente chiunque abbia a cuore la rappresentanza degli italiani all’estero”.
In questo sistema, il rischio a suo parere è evidente: “non sempre prevale chi rappresenta davvero la maggioranza della comunità italiana, ma chi riesce semplicemente a mobilitare un numero ristretto di elettori già informati o già inseriti in reti organizzate di contatti personali. Di fatto, il vero “campo di battaglia” non è il confronto delle idee, dei programmi o dei risultati concreti, ma la capacità di raggiungere personalmente gli elettori e convincerli a registrarsi in tempo per poter votare”.
Per questo, Salis si è domandato della legittimità di questo modello che non garantirebbe davvero “una partecipazione democratica ampia e trasparente”, favorendo, “involontariamente”, “dinamiche ristrette e poco rappresentative”.
Per queste ragioni, per il Presidente del Comites Grecia “senza un’informazione diretta, chiara e realmente accessibile a tutti gli iscritti AIRE, il rischio concreto è che migliaia di cittadini restino esclusi da una scelta che li riguarda direttamente”. “Le criticità relative alle modalità di comunicazione agli elettori AIRE e alla bassissima partecipazione elettorale saranno inoltre portate formalmente all’attenzione dell’Ambasciata d’Italia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, affinché si apra finalmente una riflessione seria sulla reale accessibilità democratica delle elezioni dei Comites”.
“Una democrazia che non informa adeguatamente i propri elettori – ha chiosato - è una democrazia che rischia di diventare invisibile”. (aise)