SERVIZI CONSOLARI GIOVANI E COMITES: I LAVORI DELL’INTERCOMITES TEDESCO

SERVIZI CONSOLARI GIOVANI E COMITES: I LAVORI DELL’INTERCOMITES TEDESCO

STOCCARDA\ aise\ - Il 29 e 30 marzo scorsi si è tenuto a Berlino l’incontro dei Presidenti dei Comites in Germania. Servizi consolari, giovani e fondi ai Comites i temi al centro della due-giorni che ha avuto come momento clou l’incontro con l’Ambasciatore italiano Mattiolo e con il sottosegretario agli esteri Merlo. A fare un resoconto dei lavori è oggi il coordinatore dell’Intercomites, Tommaso Conte. Lo riportiamo integralmente di seguito.
“Venerdì 29 marzo e sabato 30, si è tenuto l’Intercomites Germania presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino. Venerdì è stato presente anche l’onorevole Massimo Ungaro. I lavori sono iniziati alle 15,10 di venerdì fino alle 18,30, ripresi sabato mattina alle 9,40 fino alle 13,00 e si sono concentrati soprattutto nella preparazione dell’incontro che si è avuto dalle 14,20 fino alle 18,00 del sabato con l’Ambasciatore Luigi Mattiolo, il Vice Ambasciatore Alessandro Gaudiano, la Consigliera per gli affari sociali Susanna Schlein, i Consoli in Germania, alla presenza del Senatore Riccardo Merlo, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo. Presente anche la Senatrice Garavini.
L’Intercomites Germania, nel dare il benvenuto al Sottosegretario Merlo, ha ricordato che in Germania vive la più numerosa collettività italiana presente in una nazione fuori dall’Italia. Tutti gli indicatori concordano sul fatto che gli italiani in Germania superino abbondantemente il milione di unità.
Dopo aver informato il Sottosegretario delle varie pubblicazioni prodotte, delle diverse campagne informative, non ultima quella per le imminenti elezioni europee, della prossima pubblicazione di un opuscolo “Primi Passi nella terza età”, è stato ribadito con forza che tutto quanto è stato fatto e verrà fatto, a favore della collettività, dai consiglieri e dai presidenti Comites eletti in Germania, è stato e viene fatto sulla base del più puro VOLONTARIATO.
Riteniamo una vessazione la comunicazione della DGIT a proposito dell’abolizione delle diarie sui Capitoli 3103 e 3106. Questo messaggio che non sappiamo da quale intelligente e preparato diplomatico del MAECI è stato firmato, è immeritato, inopportuno e offensivo. Il nostro tempo, il lavoro, le capacità, poche o molte che impegniamo, non contano alcunché, è tutto dovuto! Veniamo trattati come se fossimo dei funzionari dello Stato: la differenza è che loro sono stipendiati, mentre Noi non lo siamo.
Il Coordinatore dell’Intercomites ha continuato informando il Senatore Merlo che in Germania è stato formato un gruppo di lavoro sui “SERVIZI CONSOLARI”, formato da 2 presidenti Comites, 1 membro del CGIE e 2 Diplomatici. Tale gruppo di lavoro richiesto dall’Intercomites per uniformare i servizi, migliorarli, abolire l’obbligatorietà della prenotazione elettronica, far diventare regola l’autocertificazione, per arrivare poi a definire la performance consolare insieme al Comites di riferimento, purtroppo non ha dato ancora i risultati sperati.
Sulla rete consolare e le risorse umane, è stato sottolineato che essa è inversamente proporzionale al nuovo fenomeno migratorio.
Infatti, nel 2010 la rete consolare contava 255 impiegati su una popolazione di 652.127 persone; avevamo cioè per ogni impiegato 2.557 connazionali. Alla fine del 2018 avevamo 186 impiegati su una popolazione di 800.689 persone, cioè un impiegato per 4.338 connazionali. Nel 2019, si potrebbe arrivare a soli 162 impiegati, che significherebbe per ogni impiegato più di 5.000 connazionali.
L’Intercomites Germania ha ancora una volta fatto presente che i nostri connazionali non hanno interesse a che ci siano Consolati di prima classe, Consolati generali, Consolati semplici o agenzie consolari, vogliono SERVIZI. Pertanto abbiamo richiesto di riaprire Amburgo, Mannheim, Norimberga e Saarbrücken; istituire lì degli sportelli consolari, o come si intenderà chiamarli. Ciò significherebbe avvicinare l’Amministrazione alla collettività. Abbiamo chiesto che occorre collocare le nuove assunzioni nelle sedi soppresse, bisogna realizzare una decentralizzazione dei servizi resi da personale MAECI ben addestrato e ben attrezzato. Siamo contrari all’istituzione dei Consolati onorari, per quanto riguarda i servizi per la collettività. Queste istituzioni (salvo casi particolari come ad esempio il consolato onorario di Brema) servono a poco, perché non hanno e non vogliono avere deleghe adeguate, spesso non sono in grado di rispondere alle esigenze della nostra collettività.
Alcune ore di apertura mensili servono a poco; abbiamo avuto il caso di un Console onorario che si è rifiutato di ricevere l’apparecchio per le impronte digitali.
Per quanto riguarda la nuova migrazione, trattasi di un fenomeno vasto, composto da giovani e meno giovani, pensionati che seguono i figli espatriati, pensionati che ritornano di nuovo in Germania, da diplomati o laureati, ma il grosso è senza alcuno qualifica. Ormai gli italiani in Germania superano, e di parecchio, il milione di unità. Stiamo vivendo più o meno lo stesso fenomeno degli anni 60 del secolo scorso. Purtroppo la maggior parte delle famiglie che arrivano con figli a carico non sono preparate ad affrontare la vita lavorativa che trovano qui. Gli stessi giovani, spesso senza alcuna qualifica, partono impreparati, e anche quando sanno padroneggiare la tecnologia, non sempre sono in grado di risolvere i loro problemi.
Questo fenomeno, che a tutti piace definire “nuova mobilità”, rappresenta problematiche complesse, e tutti, Ambasciata, consolati, Patronati, Missioni cattoliche, Associazioni, Comites, CGIE e Parlamentari eletti all’estero, ognuno nel proprio ruolo, dovremmo sostenere quanti sono costretti ad emigrare.
Il Coordinatore dell’Intercomites, nell’illustrare l’intervento scolastico culturale fatto dall’amministrazione italiana direttamente e tramite gli enti gestori, ha chiesto che la nostra diplomazia prenda maggiormente coscienza che i parlamenti regionali tedeschi, nell’ambito della lingua materna, lentamente, si stanno ritirando dal loro impegno. Abbiamo visto che la Baviera non organizza più corsi di Lingua e Cultura italiana, mentre nella Bassa Sassonia e nel NordrenoVestfalia, quando un insegnante va in pensione non viene sostituito. Nel Baden-Wüttemberg, alla fine degli anni 90 si ricevevano più di due milioni di marchi per i corsi di Lingua e Cultura italiana e per i corsi di sostegno, nel 2019 l’impegno della Regione sarà meno di 150.000€.
In riferimento agli enti gestori, l’Intercomites Germania ha con forza richiesto che i fondi del Capitolo 3153 vengano erogati nei tempi dovuti, massimo entro febbraio, mentre da parte degli enti ci deve essere l’impegno a pagare regolarmente i loro dipendenti. Non è possibile che tanti insegnanti vengano regolarmente paganti a gennaio, mentre nei mesi di febbraio, marzo e aprile ricevano solo metà stipendio, a maggio ricevano lo stipendio pieno con le loro spettanze arretrate. Alla fine di luglio si debbano iscrivere alla disoccupazione e a ottobre vengano di nuovo riassunti. È questa una prassi che dura ormai da diversi anni, a cui l’amministrazione e la politica evidentemente non ritengono di porre rimedio. Nello stesso tempo chiediamo che i controlli, visto l’ultimo episodio del Co.As.Sc.It, di Friburgo siano più sistematici ed indifferenti.
Abbiamo poi messo in risalto che i fondi assegnati ai COMITES per l’anno 2019 hanno subito, nella maggior parte dei casi, un taglio superiore al 43% rispetto al 2018 e che molte sedi, di conseguenza, dovranno chiudere perché non riescono più a coprire neanche le spese dell’affitto.
Alcuni esempi: Berlino € 6.475; Wolsburg € 4.524; Hannover € 7.969; Saarbrücken € 5.665; Norimberga € 5.598; Dortmund € 8.795; etc…
Inspiegabilmente, il Superiore Ministero, nell’erogare i finanziamenti strutturali che dovrebbero essere pari a quelli del 2017, ha trattenuto indebitamente una parte: circa 175.000 Euro da ridistribuire come fondo integrativo per la realizzazione di eventuali progetti. Nessuno ha capito il senso di questa decurtazione, per cui abbiamo pregato il Sottosegretario Merlo di intervenire per far rivedere tale decisione e di fare dare subito una risposta in merito.
Tutti i contratti di affitto sono stati sottoscritti dai rispettivi presidenti e questi devono avere i tempi giusti (nella maggior parte dei casi 3 mesi di preavviso) per disdirli. Abbiamo comunicato altresì al Sottosegretario che per poter realizzare i progetti, bisogna aggiungere su questo capitolo altri fondi e non attingere a quelli destinati al mantenimento delle strutture. Questi sono ormai già ridotto all’osso e servono principalmente per mantenere una sede dignitosa, per poter adempiere ai compiti che la legge assegna ai nostri comitati.
Abbiamo chiesto, infine, che anche a noi all’estero venga rilasciata quanto prima la carta d’identità elettronica.
Nella replica del Sottosegretario Merlo, abbiamo ascoltato con piacere che c’è la sua volontà e il suo consenso a far sì che le sedi soppresse in Germania possano riaprire, saranno “Sportelli o altro” occupati da 2 o 3 impiegate/i.
Ha promesso poi di occuparsi delle problematiche che abbiamo sollevato sui Capitoli di bilancio 3103, 3106 e 3153.
Ha affermato poi che il Coordinatore dell’intercomites aveva il 300% di ragioni, nel sollevare il problema, che ci sono dipendenti di enti che non vengono pagati regolarmente e ha preso come primo impegno la soluzione di questo problema.
Alle ore 18,00 l’Ambasciatore Mattiolo dopo avere ringraziato i presenti e in particolare il senatore Merlo, ha chiuso l’incontro”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi