Una rete multilivello per le comunità all’estero: Calderone (Comites Romania) al Seminario Acli/Eza di Barcellona

BUCAREST\ aise\ - “Serve una collaborazione sempre più fattiva tra le istituzioni per il bene delle comunità italiane all’estero”. Questo è, in estrema sintesi, l’opinione espressa dal Presidente del Comites Romania, Gianni Calderone, al seminario Acli/Eza, che si è tenuto nei giorni scorsi a Barcellona.
Il presidente Calderone ha quindi ribadito con forza il proprio impegno nel promuovere una collaborazione sempre più stretta tra Comites, CGIE, associazioni e patronati. Il suo intervento si è incentrato infatti proprio sulla necessità di rafforzare questa sinergia, che può portare benefici concreti alle comunità italiane nel mondo.
Altro punto focale del suo discorso è stato il bisogno di una nuova legge quadro per il CGIE e per i Comites, con l’obiettivo di garantire maggiore rappresentatività e più incisività a questi organismi. Calderone ha inoltre sottolineato come l’attuale sistema di voto per le rappresentanze all’estero — basato sulla richiesta preventiva di iscrizione — risulti ormai anacronistico e penalizzante per i cittadini, auspicando l’introduzione del voto elettronico.
Il presidente del Comites romeno ha anche espresso grande apprezzamento per la proposta di riforma avanzata dal consigliere CGIE Pietro Mariani di prevedere la presenza dei parlamentari eletti all’estero all’interno del CGIE, evidenziando come tale innovazione potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo e il peso dell’organismo, chiedendo con forza però anche la rappresentativa dei piccoli Comites nel CGIE.
Molto positivo il rapporto instaurato durante il seminario con i cinque consiglieri CGIE presenti e con la presidente del Comites Barcellona, Roberta Martin. Dal confronto è emersa una chiara linea comune e una serie di intenti condivisi che potranno tradursi, già nel breve periodo, in iniziative di collaborazione per un’azione sempre più incisiva.
In tale ottica, Calderone ha proposto ai colleghi del CGIE l’organizzazione a breve di una plenaria del Consiglio a Bucarest, proposta accolta con entusiasmo dai presenti.
Le giornate di confronto hanno evidenziato un clima che Calderone ha definito “positivo, dinamico e orientato al futuro”, nel quale sono emerse nuove idee e progettualità concrete. La significativa presenza di membri del CGIE, poi, ha “ulteriormente rafforzato il valore istituzionale dell’iniziativa, offrendo uno spazio qualificato di dialogo e di costruzione condivisa”.
Uno spazio che per il Presidente del Comites Romania è “strategico” perché permette di “investire in questa rete multilivello”. Una rete che consente di “intercettare in modo più efficace i bisogni reali delle comunità italiane residenti all’estero”, e di creare “un modello di cooperazione che non solo migliora la capacità di ascolto e di intervento, ma apre anche nuove prospettive di sviluppo per servizi, tutela dei diritti e promozione culturale”.
Il “futuro della rappresentanza passa attraverso una sempre più intensa cooperazione tra tutti gli attori del sistema”, ha aggiunto Calderone. “Le sinergie avviate in questi incontri non sono solo occasioni di confronto, ma veri e propri laboratori dai quali possono nascere progettualità innovative e nuove frontiere operative a beneficio delle comunità italiane nel mondo”. (aise)