“Utopia – Viaggi senza ritorno”: grande partecipazione alla proiezione alla Scuola Italiana di Madrid

MADRID\ aise\ - Il 17 aprile l’Aula Magna della Scuola Italiana di Madrid ha ospitato la proiezione del docufilm “Utopia – Viaggi senza ritorno”, progetto del Comites di Madrid sostenuto dalla Direzione Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina. L’opera, sottolinea il Comites, “continua a suscitare emozione, riflessione e un profondo senso di appartenenza alla storia collettiva dell’emigrazione italiana”.
La sala, gremita di pubblico, ha accolto studenti, docenti, rappresentanti della comunità italiana e numerose autorità diplomatiche.
Alla serata, aperta dal presidente del ComItEs di Madrid, Andrea Lazzari, hanno partecipato l’Ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi, il Console Generale Spartaco Caldararo e altre figure istituzionali, a testimonianza dell’importanza culturale e storica del progetto.
L’Ambasciatore – riporta il Comites – ha introdotto il tema dell’emigrazione italiana a partire dall’Unità d’Italia, offrendo un quadro storico e politico che ha permesso agli spettatori di comprendere le radici profonde della diaspora e le condizioni che spinsero migliaia di famiglie a cercare altrove un futuro possibile. Alla proiezione hanno fatto seguito il saluto del dirigente scolastico, Massimo Bonelli e gli interventi del regista, Pietro Mariani e della professoressa Pina Mafodda, autrice del libro “UTOPIA – Il naufragio tra cronaca e storia”, che ha raccontato la genesi del suo libro: con parole intense, ha condotto il pubblico nella stiva del piroscafo, tra le emozioni, le speranze e le paure dei passeggeri, restituendo umanità e dignità a una vicenda troppo spesso dimenticata. Il suo contributo ha completato il percorso emotivo e storico offerto dal film, trasformando la serata in un vero momento di memoria condivisa.
La proiezione ha generato un forte coinvolgimento emotivo. Molti spettatori hanno voluto lasciare un commento, sottolineando il valore dell’opera e la necessità di continuare a diffonderla.
Uno di loro ha scritto: “senza dubbio un momento commovente, un documentario necessario, e poi l'intervento di Pina Mafodda, molto sentito... GRAZIE Pietro! Ora occorre far camminare il lavoro fatto. La memoria aiuta a rendere l'umanità meno malvagia… però occorre anche coltivare idee, ciò che fa la cultura. Il documentario è necessario, il lavoro di Pietro merita un successo, se non planetario, quanto meno continentale. E il risultato ottenuto dal Comites è veramente degno di nota. BRAVI TUTTI!”
Un altro spettatore ha ricordato come il progetto sia stato più volte sostenuto anche dalla Voce d’Italia, definendolo “parte della nostra storia”, mentre un terzo ha scritto: “Oggi ho assistito a un evento eccezionale: la proiezione del docufilm UTOPIA. Veramente un gran lavoro! Chi ha scelto altra attività si è perso un momento di Alta Italianità, sotto ogni punto di vista culturale, sociale, umano, storico e professionale.”
Particolarmente toccante è stato l’intervento conclusivo di Pina Mafodda, che al termine della serata ha detto: “Utopia in sala ha trasmesso umanità, ha trasmesso competenze, ha trasmesso quel senso di solidarietà verso i borghi presenti nel docufilm. In sala si respirava senso di appartenenza e voglia di andare avanti. Tutto grazie alla testardaggine e alla caparbietà di Pietro, alla presenza continua e costante del presidente Andrea Lazzari, Utopia è entrata nel cuore di molti. Utopia continuerà a camminare per far conoscere la tragedia di fine '800 dimenticata e impolverata. Ora Utopia è viva e deve essere per tutti noi un messaggio forte di solidarietà e umanità per il futuro del nostro Paese”.
La proiezione di Madrid, evidenzia il Comites, “rappresenta un ulteriore passo nel cammino di Utopia – Viaggi senza ritorno, un progetto che continua a crescere grazie al sostegno delle istituzioni, della comunità italiana all’estero e di un pubblico sempre più coinvolto. L’entusiasmo e la partecipazione registrati all’Aula Magna confermano che raccontare la storia dell’emigrazione italiana non è solo un dovere di memoria, ma un atto culturale necessario per comprendere il presente e costruire il futuro. Il ComItEs di Madrid orgoglioso che anche questa produzione, che segue a "Sotto Nuovi Cieli. Storie di Donne Italiane in Spagna", rappresenti un modello di comunicazione adatto ai tempi moderni”. (aise)