A settembre missione imprenditoriale in Argentina e Brasile promossa da Confindustria e Ice

ROMA\ aise\ - Si terrà dal 7 all’11 settembre prossimi la missione in Argentina e Brasile organizzata da Confindustria e Agenzia Ice. Promossa in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e a Brasilia, la missione è dedicata alle imprese attive in questi cinque settori: agroalimentare; farmaceutico e medicale; transizione energetica e infrastrutture sostenibili; macchinari per l’industria e impiantistica per energia e minerario; digitale.
La Missione toccherà tre città in cinque giorni di lavoro: Buenos Aires, il 7 e 8 settembre; San Paolo, il 9 e 10 settembre; e infine Brasilia, l’11 settembre.
Il programma prevede sessioni di incontri di business (BtoB) con aziende argentine e brasiliane, seminari settoriali con controparti locali su tendenze di mercato, comparti in espansione, piani di investimenti e progetti prioritari governativi, momenti di scambio e networking con le aziende italiane già presenti nei due mercati e, per i settori ad alta regolamentazione e intensità tecnologica, incontri di posizionamento strategico, politico e normativo, eventualmente affiancati da visite specifiche.
Argentina e Brasile si confermano mercati in crescita per l’export italiano.
Nel 2025 – riporta l’Ice - l’export italiano verso l’area Mercosur ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro, con una crescita media annua del 7% verso l’Argentina e del 6% verso il Brasile nel periodo 2021-2025. A sostenere questa dinamica c’è anche una presenza industriale italiana molto radicata: in Brasile operano circa 1400 imprese a partecipazione italiana, che impiegano 150.000 addetti e generano 42 miliardi di fatturato.
In Argentina sono circa 300, con 25.000 addetti e circa 2 miliardi di euro di fatturato.
Su queste basi si inserisce l’accordo UE-Mercosur, che ha già iniziato a produrre effetti concreti.
Nel maggio 2026, primo mese di vigenza dell’accordo, l’export italiano verso l’area è cresciuto del 21,1% rispetto allo stesso mese del 2025.
A regime, il potenziale è ancora maggiore: le esportazioni italiane potrebbero passare da 7,5 a 14 miliardi di euro.
Anche gli importatori italiani trarranno vantaggio dall’accordo sperimentando risparmi consistenti sui dazi pagati.
Le opportunità più rilevanti riguardano soprattutto alcuni settori strategici: Agroalimentare; Macchinari e impiantistica; Farmaceutico e medicale; Tecnologie digitali; Transizione energetica e Infrastrutture Sostenibili. (aise)