Dal 7° Meeting Made in Italy di AEPI un appello condiviso: imprese e professionisti siano il motore dell'Agenda 2027

ROMA\ aise\ - Mettere imprese e professionisti al centro delle politiche di sviluppo del Paese, rafforzare la competitività del Made in Italy, investire nella sicurezza economica, nell'innovazione e nella semplificazione amministrativa. È questo il messaggio emerso dal 7° Meeting “Made in Italy – Stati Generali dei Professionisti e delle Imprese”, promosso dalla Confederazione AEPI e svoltosi a Palazzo Wedekind, che ha riunito rappresentanti del Governo, delle istituzioni europee, degli enti locali e del mondo produttivo in un confronto sulle prospettive dell'economia italiana e sulle sfide che accompagneranno il Paese verso l'Agenda 2027.
L'iniziativa ha confermato il ruolo di AEPI come luogo di dialogo tra istituzioni e sistema produttivo, offrendo uno spazio di confronto sui grandi temi della crescita: competitività, produttività, sicurezza energetica, innovazione, internazionalizzazione, lavoro e valorizzazione delle professioni, con l'obiettivo di individuare strumenti concreti per sostenere il tessuto economico nazionale in uno scenario internazionale sempre più complesso.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Confederazione AEPI, Mino Dinoi, che ha ribadito il significato del Meeting quale occasione di confronto stabile tra chi rappresenta le istituzioni e chi ogni giorno produce ricchezza, occupazione e sviluppo.
“Questo nostro appuntamento annuale è un momento di sintesi e incontro, per capire insieme quali siano le prospettive reali per accompagnare le nostre imprese”, ha affermato Dinoi. “Quando parliamo di imprese e professionisti parliamo di coloro che producono e che costituiscono un valore aggiunto”.
Un richiamo che guarda anche al futuro della Confederazione e del Paese. “Il prossimo 28 novembre AEPI celebrerà il suo ottavo anniversario e, in vista dell'Agenda 2027, chiediamo che imprese e professionisti non siano soltanto uno slogan politico ma diventino una priorità permanente dell'azione di Governo, indipendentemente dalle maggioranze”, ha aggiunto il presidente della Confederazione.
Il filo conduttore dell'intera giornata è stato quello della capacità del sistema Italia di affrontare una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche e nuove sfide per la competitività.
Su questo punto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, ha sottolineato come la stabilità delle istituzioni rappresenti un elemento decisivo per garantire continuità alle politiche economiche e rafforzare il posizionamento internazionale dell'Italia.
“Il carattere politico e la stabilità di Governo sono fondamentali per la continuità dell'interlocuzione sul piano internazionale e sul piano interno che consentono di incidere concretamente”, ha osservato.
Mantovano ha quindi richiamato le vulnerabilità che interessano il sistema produttivo nazionale, evidenziando come la dipendenza dalle fonti energetiche e l'instabilità dello scenario internazionale impongano una strategia condivisa tra pubblico e privato. “La sicurezza economica presuppone la capacità di fare sistema”, ha spiegato, ricordando il lavoro svolto per rafforzare la collaborazione tra intelligence istituzionale e imprese. “Il successo del lavoro di squadra può consentire al Made in Italy di elevarsi a infrastruttura economica nazionale”.
La dimensione europea del confronto è stata affidata alla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha posto l'accento sulla straordinaria capacità di adattamento dimostrata dal tessuto delle piccole e medie imprese italiane negli ultimi anni.
“Parlare di Made in Italy non è mai facile soprattutto in questa fase di grande incertezza internazionale e di trasformazione delle catene del valore”, ha dichiarato. “La nostra piccola e media impresa ha però dimostrato grande resistenza agli shock: dalla pandemia alla guerra russo-ucraina fino alle tensioni commerciali internazionali. È un tessuto fondato sull'impegno, sul sacrificio e sulla capacità di innovare”.
Per Picierno, il rafforzamento della competitività italiana passa inevitabilmente da una maggiore produttività, da una più solida sicurezza energetica e da una revisione dell'impianto regolatorio europeo, affinché le imprese possano operare in un contesto più favorevole alla crescita e agli investimenti.
Tra gli interventi che hanno richiamato il valore internazionale del Made in Italy, quello del senatore Giorgio Salvitti, che ha ribadito come la reputazione costruita dall'Italia rappresenti uno dei principali asset competitivi del Paese.
“Dobbiamo tenere a mente il fatto che la targhettina tricolore all'estero viene percepita sempre come qualcosa di buono e bello: dobbiamo quindi mantenere il livello sempre alto”, ha affermato.
Salvitti ha inoltre ricordato i risultati raggiunti dall'export italiano, sottolineando come il sistema Paese abbia consolidato la propria presenza sui mercati internazionali e come le imprese rappresentino il cuore dell'industria nazionale. Ha richiamato anche i dati positivi del comparto agroalimentare, evidenziandone la capacità di contenere gli effetti dell'inflazione e confermarsi uno dei settori trainanti dell'economia italiana.
Nel corso del Meeting è stato più volte evidenziato anche il ruolo dei corpi intermedi e delle organizzazioni di rappresentanza nello sviluppo del Paese.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alessandro Morelli, ha sottolineato come tali realtà costituiscano un elemento fondamentale per accompagnare cittadini e imprese, favorendo il dialogo con le istituzioni e contribuendo a rendere più efficaci gli investimenti sul territorio.
“I corpi intermedi sono fondamentali per dare un contributo a chi non ha tutte le possibilità”, ha detto, ricordando come la capacità delle imprese abbia permesso di mettere in connessione investimenti pubblici e privati, generando benefici economici e sociali anche nelle realtà territoriali più piccole.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi dell'innovazione tecnologica e della trasformazione delle città.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha illustrato il percorso avviato dalla Capitale grazie agli investimenti legati al Giubileo e al PNRR, evidenziando come la collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali abbia consentito di accelerare numerosi interventi strategici.
“Siamo in un momento di passaggio nel quale possiamo investire questo capitale di crescita e di fiducia e non lasciarlo cadere. Dobbiamo essere protagonisti e non aspettare”, ha affermato.
Tra i progetti ricordati da Gualtieri figurano gli investimenti nelle reti 5G, nella migrazione al cloud, nella digitalizzazione dei servizi pubblici, nella cybersicurezza e nello sviluppo della prima piattaforma pubblica di intelligenza artificiale realizzata dall'amministrazione capitolina. “Non dobbiamo essere governati dall'innovazione tecnologica, ma diventarne protagonisti”, ha concluso.
Nel dibattito è intervenuta anche la deputata Maria Elena Boschi, che ha riportato l'attenzione su una delle principali criticità evidenziate dal mondo produttivo.
“La vera sfida che propone oggi AEPI è capire come stare accanto alle imprese e ai professionisti in una sfida che non riguarda soltanto la crescita economica, ma soprattutto il peso della burocrazia”, ha dichiarato.
Nel corso della giornata sono stati inoltre affrontati i temi del Piano Mattei, dell'internazionalizzazione delle imprese, del contributo del Terzo Settore allo sviluppo del Paese e del rapporto tra competenze, lavoro e produttività, oltre alla presentazione di AEPI Edizioni, il nuovo progetto editoriale della Confederazione nato per promuovere cultura d'impresa, approfondimento economico e riflessione sui temi strategici per il futuro dell'Italia.
Il 7° Meeting Made in Italy si chiude così con una visione condivisa: la competitività del Paese passa dalla capacità di fare sistema, valorizzando il patrimonio rappresentato da imprese e professionisti, rafforzando il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo e costruendo politiche capaci di trasformare le sfide globali in opportunità di crescita. Un percorso che AEPI intende continuare a promuovere anche nei prossimi mesi, consolidando il proprio ruolo di interlocutore delle istituzioni e punto di riferimento per il sistema delle professioni e delle imprese italiane. (aise)