Le imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi rafforzano l’export grazie al digitale: l’indagine di Promos Italia

MILANO\ aise\ - Dopo le tappe di Ferrara e Cosenza, il roadshow DigIT Export Day 2026 è arrivato oggi a Milano per chiudere un percorso di confronto dedicato al rapporto tra digitale, internazionalizzazione e competitività delle micro, piccole e medie imprese italiane. Un tema sempre più centrale in uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, nuove dinamiche dei mercati internazionali e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, che impongono alle aziende non solo di essere presenti online, ma di utilizzare gli strumenti digitali in modo strategico, integrato e orientato ai risultati.
L’appuntamento nel capoluogo lombardo, organizzato da Promos Italia con il contributo di Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Punto Impresa Digitale e il supporto di ING Italia, ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sull’evoluzione dell’export digitale e sulle opportunità offerte dalle tecnologie per la crescita sui mercati esteri, con focus su e-commerce, commercio globale, intelligenza artificiale e dati territoriali aggiornati.
Dopo i saluti istituzionali di Alvise Biffi, Presidente Assolombarda e Consigliere della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Giovanni Rossi, Direttore Generale di Promos Italia, e Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere, sono intervenuti Federico Fubini, editorialista e vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, Federico Della Bella, Partner P4I-Digital360 e docente del Politecnico di Milano, Nadine Methner, Head of Business Banking di ING Italia, Nicola Mattina, imprenditore e advisor su progetti di innovazione digitale, Lucia Cenetiempo, divulgatrice ed esperta di AI generativa, Greta Lomaestro, consulente di Digital Marketing & Online Communication, ed Enrico Casati, Co-Founder di Velasca, che ha portato la testimonianza di un modello di crescita internazionale costruito anche attraverso i canali digitali.
Secondo i dati raccolti da Promos, in uno scenario globale sempre più condizionato da tensioni geopolitiche, nuove dinamiche dei mercati internazionali e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, il digitale rappresenta una leva strategica ed essenziale per rafforzare la competitività e l’export delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di Milano, Monza Brianza e Lodi.
Per più di due aziende su cinque ha, infatti, un ruolo determinante nell’apertura di nuovi mercati, mentre quasi il 40% delle imprese utilizza l’analisi dei dati per supportare in misura significativa le proprie decisioni riguardanti l’export. Le tecnologie stimolano anche gli investimenti: una quota ancora contenuta ma strutturata (5%) di aziende nel 2025 ha destinato oltre 50mila euro nel digitale a supporto dell’export.
Durante l’evento è stata presentata un’indagine di Promos Italia su come le imprese del territorio stanno utilizzando strumenti digitali e tecnologie innovative per affrontare le sfide e cogliere nuove opportunità nei mercati esteri. Ne è emerso che, sul territorio delle province di Milano, Monza Brianza e Lodi, numerose aziende puntano sulla digitalizzazione per avanzare il proprio business all’estero, sebbene ci sia ancora spazio per miglioramenti.
Secondo l’indagine, le attuali dinamiche geopolitiche hanno inciso in modo prevalentemente contenuto sull’adozione del digitale per l’export da parte delle MPMI di Milano, Monza Brianza e Lodi: il 56% delle imprese coinvolte segnala infatti un impatto limitato, mentre una quota minore rileva nelle dinamiche geopolitiche un’influenza significativa, con il 20% che le considera rilevanti e un ulteriore 11% molto rilevanti come leva per rafforzare l’utilizzo del digitale nei processi di export. In questo contesto, ad ogni modo, il digitale si conferma una leva strategica per lo sviluppo internazionale. Quasi il 40% delle aziende riconosce infatti al digitale un contributo, anche se parziale, nell’apertura di nuovi mercati di sbocco, mentre il 42% lo considera un fattore determinante.
Le principali opportunità generate dal digitale si concentrano in Europa e Medio Oriente (indicati rispettivamente dal 65% e dal 60% delle imprese), seguiti da Nord America (55%), Sud America (35%) e Asia (30%). Guardando alla presenza sui mercati esteri, quasi tre quarti (il 73%) delle MPMI di Milano, Monza Brianza e Lodi vende o promuove le proprie attività in modo strutturato oltre confine. Questo orientamento internazionale è confermato anche dalla forte diffusione di strumenti digitali di base, con l’84% delle aziende che dispone di un sito web disponibile in più lingue oltre all’italiano. Tuttavia, non sempre questi strumenti risultano pienamente ottimizzati. Il 16% delle imprese dichiara, infatti, di avere un sito aggiornato con regolarità, ma non ancora adeguatamente ottimizzato.
Per quanto riguarda le attività di sviluppo commerciale e di relazione con clienti e prospect internazionali, i canali digitali proprietari, quali il sito web e l’e-commerce, sono lo strumento più utilizzato (68%), seguiti dagli eventi fisici e le occasioni di networking (66%) e i social media (55%). L’utilizzo dei social è ormai diffuso, solo l’8% delle MPMI dichiara di non farvi ricorso. Tra le piattaforme, LinkedIn si conferma la più utilizzata (82%), seguita da Instagram (60%) e Facebook (45%). Un dato particolarmente significativo, perché conferma l’evoluzione di LinkedIn da canale prevalentemente associato alla ricerca di lavoro e al networking professionale a vero e proprio strumento di sviluppo commerciale: una piattaforma utilizzata dalle imprese per individuare controparti, costruire relazioni qualificate, generare lead e rafforzare il proprio posizionamento nei mercati esteri.
Forte è l’attenzione verso l’analisi dei dati a supporto dell’export: il 53% delle aziende si avvale di strumenti di data intelligence, seppur in modo ancora limitato, mentre quasi il 40% ne fa un utilizzo più avanzato e strutturato.
Sul fronte degli investimenti, nel corso dell’ultimo anno la maggior parte delle MPMI (74%) ha destinato una somma compresa tra i 1.000 e i 50mila euro alle attività digitali legate all’export. Si distingue tuttavia una quota più contenuta ma significativa (5%) che ha scelto di investire oltre 50mila euro in strumenti digitali a supporto dell’internazionalizzazione. (aise)