10 anni senza Giulio Regeni: domani a Londra la marcia commemorativa

LONDRA\ aise\ - Si terrà domani, 25 gennaio, a Londra, la marcia commemorativa per ricordare Giulio Regeni a 10 anni dalla sua scomparsa in Egitto. Un'iniziativa civica organizzata da un gruppo di cittadini e accademici e da alcune realtà attive dell’associazionismo della comunità italiana nel Regno Unito.
Con l'iniziativa si vuole rinnovare la richiesta di verità e giustizia sulla sua morte.
La marcia, che prenderà il via alle ore 18.00 in Audley Street, nei pressi dell’Ambasciata d’Egitto nel Regno Unito, si concluderà con un minuto di silenzio alle 18.41 davanti l’Ambasciata d’Italia, in difesa della libertà accademica e dei diritti umani.
Giulio Regeni, dottorando all’Università di Cambridge, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016 mentre stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo la strada per Alessandria, con evidenti segni di tortura.
Da allora, il caso è stato oggetto di una complessa e dolorosa vicenda giudiziaria e diplomatica, segnata da ostacoli nelle indagini, ricostruzioni contraddittorie e da una persistente mancanza di piena collaborazione da parte delle autorità egiziane.
L’iniziativa londinese nasce su spinta di un gruppo di cittadini e accademici e ha immediatamente trovato il supporto di altre associazioni e movimenti italiani attivi nel Regno Unito. L’obiettivo è mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non riguarda soltanto una famiglia in cerca di risposte, ma solleva questioni fondamentali legate al diritto alla verità, alla libertà accademica, alla protezione dei ricercatori e, più in generale, alla difesa dei diritti umani.
I partecipanti alla marcia del 25 gennaio sono invitati a titolo individuale e senza segni di natura politica.
Attraverso questo momento di memoria e impegno civile, gli organizzatori intendono ribadire che chiedere verità per Giulio Regeni significa difendere la libertà di ricerca e di parola e affermare che nessuno – studente, lavoratore o attivista – dovrebbe essere lasciato senza protezione quando opera in contesti difficili. L’iniziativa intende anche ricordare al governo italiano che i cittadini non si sono ancora stancati di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni. (aise)