A Rio de Janeiro l’incontro di UbItalia nel ricordo di Teresa Cristina di Borbone

RIO DE JANEIRO\ aise\ - Il consiglio direttivo di UBITALIA si è riunito ieri, 3 settembre, per commemorare la data dell’arrivo della Principessa napoletana, Teresa Cristina di Borbone, giunta, nel 1843, a Rio de Janeiro per unirsi al marito, Don Pedro II, con il quale si era sposata, a Napoli, per procura, il 30 maggio dello stesso anno.
Questa data viene considerata estremamente importante perché rappresenta l’inizio della presenza italiana in Brasile. Una presenza inizialmente culturale e intellettuale divenuta, successivamente, di tenacia lavorativa. Possiamo affermare, pertanto, che la storia della immigrazione italiana in questo Paese abbia avuto proprio inizio nel momento in cui la nuova imperatrice brasiliana, sbarcando dalla nave Constituição, ha posato il piede sul molo della città, nel paese nel quale, per le sue doti umane, fu chiamata dai suoi abitanti “Madre dei brasiliani”.
La commemorazione è avvenuta nella residenza del presidente di UNITALIA, senatore Ney Suassuna, discendente dalla famiglia dei Cavalcanti, il quale ha voluto ricordare che questa data è stata considerata così importante da meritare un articolo nello statuto dell’associazione. Il vicepresidente, l’avvocato Santino Ceraldi, dal canto suo, ha invitato i presenti a suggerire iniziative per divulgare le attività e creare nuove prospettive e azioni per il futuro.
In questa occasione non sono mancate critiche al decreto Tajani che ha tagliato il cordone ombelicale tra Italia e i suoi oriundi delle generazioni passate, ignorando il sacrificio di quanti, emigrati all’estero, furono costretti a rinunciare alla loro cittadinanza.
È stato, poi, sottolineato il fatto che la poca presenza di giovani italiani alle varie manifestazioni e incontri derivi, direttamente e indirettamente, dalla mancata attenzione data dai vari governi italiani, nel secolo passato, alla diffusione della cultura e della lingua italiana. Una dopo l’altra sono sparite le varie istituzioni delegate a questi scopi, iniziando dalla Dante Alighieri, continuando con il liceo parificato intitolato a Guglielmo Marconi, passando per l’ACIB, che amministrava corsi di italiano in varie scuole pubbliche brasiliane e, per concludere, con la morte dell’unico Ospedale Italiano del Brasile.
La riunione è terminata auspicando che in Italia il governo possa ritornare, almeno in parte, sui suoi passi dando l’opportunità, a chi si sente italiano e ama il nostro Paese, di potersi finalmente dire di essere italiano e orgoglioso di esserlo, non solo nel cuore, ma anche negli atti ufficiali. (edoardo pacelli\aise)