C’era una volta a Cerchio: l’omaggio agli abruzzesi emigrati nel libro di Alina Di Mattia

CERCHIO\ aise\ - “Dal 1876 al 1915, oltre seicentomila abruzzesi lasciarono le loro case nella speranza di trovare un lavoro all’estero. Erano perlopiù migrazioni temporanee, indispensabili all’economia familiare”. Il Comune di Cerchio (L’Aquila) ricorda così le difficoltà economiche di quell’epoca e la continua e disperata ricerca di un lavoro all’estero per una vita migliore, una speranza che purtroppo, in molti casi, si spense definitivamente.
Il Comune ha dunque deciso di omaggiare i suoi corregionali all’estero con la pubblicazione esclusiva della versione italiana di “Here in Cerchio” - “C’era una volta a Cerchio” - a cura di Alina Di Mattia. Il volume sarà presentato mercoledì prossimo, 1° settembre, alle 16, nel Palazzo Comunale, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e della cultura.
“Partire, a quei tempi, era una prassi comune in tutto il Paese nonostante le difficoltà dei lunghi viaggi in mare, l’analfabetismo imperante, la mancanza totale di mezzi finanziari. Gli abruzzesi, peraltro, erano abituati alla mobilità stagionale sin dalla notte dei tempi: i pastori – ricordano dal comune marsicano – erano soliti spostarsi per la transumanza, e a centinaia si trasferivano altrove per lavorare alla raccolta del riso, del grano e dell’uva. Quando l’America richiese manovalanza, dai porti italiani partirono navi cariche di sogni, e quei sogni parlavano anche il dialetto cerchiese”. (aise)