Festa della Repubblica e festa dell’arrivo degli italiani in Argentina – di suor Myriam Castelli

ROMA\ aise\ - Grande emozione per la Festa della Repubblica italiana: 80 anni, una vita matura che parla di una democrazia che più avanza e più rimane giovane, vitale, solenne, cammina a ritmo pacato, il ritmo di un popolo operoso e dinamico, che ama la pace e il bene dei suoi figli.
Formazioni militari in marcia verso l’altare della Patria e una grande folla che ammira l’incredibile spettacolo di uomini in divisa e di bandiere tricolore. Un popolo in cammino, che ama la patria e vuole la pace. La folla è emozionata, sembra voler rappresentare tutta l’italianità sparsa nel mondo. Impossibile del resto non commuoversi in questo contesto festoso accompagnato dall’inno di Mameli, l’inno degli italiani, dove ognuno riconosce la propria appartenenza e la propria identità.
È la parata che celebra la vittoria della democrazia e anche il primo voto alle donne in quel 2 giugno 1946, senza però dimenticare il prezzo pagato dai nostri padri che hanno offerto la vita per dare a noi un futuro di pace. Una parata che è insieme invito a vivere questo presente che siamo chiamati a custodire, accrescere e tramandare anche alle generazioni che verranno.
Al centro un monumento, l’Altare della Patria, e un mare di bandiere tricolore simbolo di una appartenenza che trascende in confini per unire gli italiani di tutto il mondo. Una giornata speciale per chi risiede all’estero, che porta ovunque la cultura, i valori, la bellezza del nostro Paese, ai quali va il mio perenne affetto il mio abbraccio segno di appartenenza e di unità.
Un abbraccio che estendo in particolare agli amici immigrati in Argentina che il 3 giugno celebrano la festa dell’immigrato italiano. Una giornata speciale che esprime un legame profondo degli immigrati italiani con le proprie origini, un popolo che da una parte patisce la distanza geografica e dall’altra custodisce gelosamente la propria identità culturale e il senso di appartenenza all’Italia, terra natale.
Sono anch’io in festa con voi, cari italiani in Argentina. L’Italia nostra Patria d’origine è un legame inciso nella nostra carne e nella nostra anima, un vincolo che non possiamo sradicare perché appartiene alla nostra memoria genetica. Celebro con voi la festa dell’immigrato in Argentina con inni e tricolore, nelle sedi Istituzionali, Ambasciate e Consolati della terra “ai confini del mondo” come l’ha definita Papa Francesco.
Dove ci sono gli italiani nel mondo ci sono anch’io per dire a tutti: siamo un popolo meraviglioso, un popolo che cerca il bene che guarda a ciò che è bello, che punta su ciò che costruisce piuttosto che su ciò che divide.
Auguri a tutti voi. Fiorite dove Dio vi ha seminato, nella terra argentina vostra nuova Patria, e portate, oltre ai valori umani, anche la fede nel Signore Gesù, nostra speranza e respiro di ogni essere umano fatto a Immagine dell’Eterno. (suor miriam castelli*\aise)
*giornalista, conduttrice di “Cristianità” su Rai Italia