RIM 2020/ DI TORA (MIGRANTES): LA PERSONA IN CAMMINO RIMANE AL CENTRO DI OGNI NOSTRO PENSIERO

RIM 2020/ DI TORA (MIGRANTES): LA PERSONA IN CAMMINO RIMANE AL CENTRO DI OGNI NOSTRO PENSIERO

ROMA\ aise\ - Emigrazione e immigrazione sono due facce della stessa medaglia. Lo sanno bene gli italiani all’estero e lo sa bene anche la Fondazione Migrantes, che oggi ha presentato la 15ª edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, a poche settimane da quella del 21° Rapporto Immigrazione. A ricordarlo oggi è stato monsignor Guerino Di Tora, presidente della Fondazione che con il suo intervento ha chiuso la videoconferenza moderata da Delfina Licata.
Dalla prima edizione del Rim, nel 2006, “sono cambiate moltissime cose”, tranne una, “gli italiani continuano a migrare”. Al tempo stesso, in tanti dall’estero raggiungono l’Italia, costretti da fame, conflitti, emergenze ambientali.
“La persona in cammino rimane al centro di ogni nostro pensiero e studio”. L’Italia “è cambiata e continua a cambiare sotto i nostri occhi; è già stato ricordato che da Paese di emigranti è diventato un paese di immigrazione e oggi sta di nuovo ridiventando paese di forte emigrazione: sempre più numerosi partono e tornano in pochi”, ha osservato Di Tora. Senza contare che magari chi torna “riparte ancora”; la nuova mobilità “segue percorsi difficili da rintracciare, è difficile seguire gli italiani che si perdono nella mobilità globale”.
Da 15 anni, per la stesura del Rapporto, la Migrantes “collabora con diverse strutture, in Italia e all'estero”. Si tratta di “collaborazioni diventate fondamentali, sempre più strutturali nella realizzazione di un progetto” che ha il compito di “studiare, approfondire” questi fenomeni per “essere attenti a ciò che accade ed essere sempre più pronti a camminare accanto ai migranti”. Un’attenzione fondamentale visto che l’Italia si prepara “a un significativo futuro migratorio”.
A nome della Fondazione, Di Tora ha rivolto un grazie a Delfina Licata e ai collaboratori del rapporto, a chi è intervenuto alla presentazione di oggi ma anche e soprattutto “ai confratelli sacerdoti che in Europa e nel mondo sono presenti e vicini ai nostri connazionali all'estero”. (aise) 

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