Sessant'anni di Bellunesi nel Mondo: museo, battaglie sui diritti e due nodi da sciogliere

BELLUNO\ aise\ - Si è svolta la mattina di sabato, 30 maggio, la 62ª Assemblea generale dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, riunita nella prestigiosa sede di Palazzo Crepadona a Belluno con quasi 200 persone presenti. A moderare i lavori la vice presidente vicario Patrizia Burigo.
Il presidente Oscar De Bona ha letto la relazione morale, seguita da quella del tesoriere Angelo Paganin. Un'assemblea segnata dal peso dei numeri — sessant'anni di attività, un museo in arrivo, un'infrastruttura digitale da oltre dieci milioni di pagine viste all'anno — ma anche da due denunce dirette su altrettante situazioni che De Bona ha definito inaccettabili.
Un anniversario, non una celebrazione
De Bona ha aperto senza indulgere nella retorica dell'occasione. I sessant'anni dalla fondazione, avvenuta il 9 gennaio 1966, non sono un punto di arrivo, ma “la rampa di lancio per il futuro”. L'associazione resta una realtà capace di raggiungere comunità di origine bellunese su cinque continenti, tenute insieme da sessant'anni dalla rivista Bellunesi nel mondo, definita dal presidente “il nostro vero e proprio cordone ombelicale”.
Il disservizio di Poste Italiane
Il tono si è fatto più fermo quando De Bona ha affrontato il tema della distribuzione della rivista. I disservizi di Poste Italiane nella consegna agli abbonati sono sistematici e documentati. “Un servizio così basilare non viene garantito”, ha detto il presidente, “eppure non mi sembra che Poste Italiane chiuda il bilancio in perdita, anzi”. Una contraddizione difficile da accettare per un'associazione che produce contenuti e li spedisce nel mondo, salvo poi trovarsi bloccata nell'ultimo miglio da una società pubblica redditizia che non garantisce la consegna. Il direttore della rivista Dino Bridda è intervenuto a sua volta per ribadire la gravità della situazione.
Il calo dei contributi della Regione Veneto
Ancora più netta la denuncia sui fondi regionali. In dieci anni i contributi destinati dalla Regione Veneto all'associazionismo dei veneti nel mondo si sono ridotti del 78%. Le conseguenze sono già visibili: chiusura di associazioni storiche nel territorio veneto e drastica riduzione dei circoli all'estero. Il confronto con altre realtà amministrative è impietoso: la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento hanno invece aumentato i propri contributi alle associazioni di emigranti, perché “vedono grandi opportunità attraverso il nostro associazionismo”. Per il 2026 la Regione Veneto ha confermato 200.000 euro destinati all'intero territorio regionale. De Bona non chiede cifre irraggiungibili: “Non stiamo chiedendo milioni di euro, ma almeno il doppio degli attuali 200.000 euro. E si badi bene che questi 200.000 sono destinati a tutto il territorio regionale”.
L'auspicio è che la nuova Giunta regionale cambi direzione.
Il MEV apre il 4 luglio
La notizia più attesa è arrivata a metà relazione: il Museo dell'Emigrazione Veneta inaugurerà ufficialmente il 4 luglio, ospitato nella sede associativa su piano terra e secondo piano. L'operazione è stata resa possibile grazie a 220.000 euro a fondo perduto ottenuti tramite il PNRR e il Ministero della Cultura. Sarà l'unico museo regionale interamente dedicato all'emigrazione veneta: una struttura interattiva e multimediale, pensata anche per le scolaresche, lontana dall'immagine del museo tradizionale.
Tre battaglie istituzionali
De Bona ha dedicato spazio anche a tre questioni aperte. La prima riguarda la residenza fiscale fissata d'ufficio a Roma per gli emigranti con pensione italiana: una distorsione che comporta aliquote più alte e sottrae gettito al territorio di origine. La seconda investe i ritardi degli uffici anagrafe nella gestione degli atti di stato civile per i cittadini AIRE. La terza riguarda la cittadinanza iure sanguinis: con il cosiddetto Decreto Tajani il diritto è limitato alla seconda generazione, ma l'Abm chiede di estenderlo almeno alla terza, anche come risposta concreta allo spopolamento demografico delle vallate bellunesi.
Del Bianco (Regione) e la battaglia sull'acqua
Presente in sala il consigliere regionale di minoranza Alessandro Del Bianco, che ha portato il proprio sostegno all'Abm e a tutto l'associazionismo veneto in emigrazione, pur precisando la propria collocazione di minoranza. Del Bianco si è complimentato con l'associazione per la capacità di gestire i fondi con progetti all'avanguardia, osservando che «merita davvero un ulteriore sostegno». Il consigliere ha poi chiesto all'Abm di affiancare una battaglia che riguarda direttamente la provincia di Belluno e le comunità bellunesi all'estero: la gestione delle acque del territorio, questione che De Bona ha riconosciuto come centrale per il futuro del Bellunese.
Le istituzioni presenti
La sala ha visto una presenza istituzionale ampia. Per le amministrazioni comunali e territoriali erano presenti: Marzio Sovilla per la Provincia di Belluno; Irene Gallon per il Comune di Belluno; Claudio Dalla Palma per il Comune di Feltre; Piera Del Vesco per il Comune di Longarone; i rappresentanti dei Comuni di Sedico, Falcade, Zoppè di Cadore, Soverzene, Alpago, Limana, Pieve di Cadore e Santa Giustina. Era presente anche il vescovo emerito di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich.
I soci scomparsi
Prima delle conclusioni l'assemblea ha ricordato, con un momento di raccoglimento, i soci venuti a mancare nel 2025 e nei primi mesi del 2026. De Bona ne ha letto i nomi uno per uno: Marcello Mazzucco di Longarone; Piergiorgio Martinetti di Zurigo; Teddy De Cia di Zurigo; Ivo Da Rezze di Basilea; Antonio Campigotto di Arina; Vittoria De Marco vedova De Martin Patrizio; Luigi Fant di Limana; Celestino Dall'ò della Famiglia di Le Locle in Svizzera; Iolanda De Martin, sorella De Martin Patrizio, di Zurigo; Viviana Pongan di San Biagio di Callalta; Flora Costa di San Tomaso Agordino, Francia; Aldo Tormen della Famiglia Sinistra Piave; Ezio Dal Pont dell'Alpago, legato alla memoria di Mattmark; Giuseppe Balest di San Gregorio nelle Alpi; Luigi Rivis di Belluno; Gianclaudio Bressa di Belluno; Antonio Cortese, già direttore Istat; Roberto Soppelsa, presidente della Famiglia di Argovia Soletta; Angelo Costa della Famiglia Agordino; Enrico De Salvador di Sedico; Giuseppe De Salvador dalla Svizzera; Gianni Olivier di Longarone.
Relazione economica, pergamene e gelato
Il tesoriere Angelo Paganin ha illustrato il quadro economico dell'associazione. Si è poi passati alla consegna delle pergamene di ringraziamento a soci storici, volontari e sostenitori — aziende ed enti — che hanno accompagnato l'Abm nel corso degli anni. A chiudere la giornata, un gelato offerto a tutti i presenti dalla Famiglia Bellunese del Nord Reno Westfalia. (aise)