Sul filo della memoria in terra argentina – di Renato Dutto

TORINO\ aise\ - C’è un filo tenace, che parte dal cuore del Piemonte e attraversa l’oceano. Composto da musica, passi antichi, veglia e festa contadina, è lo stesso filo che in questi giorni sta guidando "Ij Danseur dël Pilon" nella loro nuova avventura in Argentina, un viaggio che non è solo tournée, ma ritorno simbolico a una casa lontana, ad una memoria che non ha mai smesso di pulsare.
Da giovedì 12 febbraio, la Pampa Gringa accoglie il gruppo folclorico di Piemonte Cultura Aps come un parente che torna dopo tanto tempo: con emozione, con riconoscenza, con quella gioia semplice e antica che appartiene alle comunità che non hanno dimenticato le proprie radici. Nella provincia di Córdoba, il piemontese non è un ricordo sbiadito, ma una lingua viva, parlata, studiata, difesa. Una lingua che conserva parole arcaiche, intatte come semi custoditi per generazioni.
Il progetto di questo viaggio, che terminerà lunedì 23 febbraio, si chiama “Sël Fil ëd la Memòria – Sul filo della memoria” e non potrebbe esserci titolo più adatto. Perché davvero i "Danseur dël Pilon" stanno camminando su un filo che unisce mondi e tempi diversi: il Piemonte delle "veije piòle" (vecchie osterie) e l’Argentina degli emigranti, il teatro di stalla e le piazze assolate della Pampa, le melodie dei nonni e le voci dei giovani della Gap, la Gioventù Argentin-a Piemontèisa.
A guidare questa missione culturale è Bruno Donna, presidente di Piemonte Cultura, che da anni lavora per portare nel mondo il patrimonio immateriale subalpino. Accanto a lui, la direzione coreutica di Sandra Mascarello e quella musicale del maestro Ivan Ravalli, che intreccia organetti, violini, cornamuse, flauti e ghironde in un tessuto sonoro capace di evocare il ritmo dei campi, delle feste, delle veglie d’inverno. Poi c’è la voce di Sergio Donna, presidente di Monginevro Cultura, che con le sue narrazioni in piemontese e castigliano diventa ponte, chiave, bussola. Le sue parole aprono ogni spettacolo come si apre una porta di casa: con rispetto, con calore, con la consapevolezza che la lingua è il primo luogo in cui abita un popolo.
Le tappe del viaggio, tra le province di Córdoba, (Luque, Arroyito, Devoto, Morteros, San Francisco, Las Varillas) e Santa Fe (San Guillermo, Rafaela) sono un pellegrinaggio laico nella geografia della memoria piemontese d’oltreoceano. Ogni città è un incontro, una storia, un frammento di quel grande mosaico che è l’emigrazione piemontese in Argentina.
Questa tournée è il frutto di un anno intenso per Piemonte Cultura Aps, segnato da un altro viaggio, questa volta verso il nord della Francia, in Bretagna. Nell’agosto 2025, infatti, Ij Danseur dël Pilon hanno partecipato con grande successo alla 103ª edizione del Festival des Filets Bleus di Concarneau, portando in terra transalpina il progetto “Riti miti leggende & tradizioni del Piemonte contadino”. Tra le strade affollate della cittadina bretone, il gruppo ha incantato il pubblico con costumi colorati, energia contagiosa e un repertorio che racconta il Piemonte rurale con autenticità e grazia. La Grande Parade, con i suoi 42 gruppi e oltre 2.000 figuranti, era stata un trionfo: “La memoria vivente di un patrimonio”, ha scritto la stampa locale.
In quei giorni d’estate, il Piemonte ha danzato accanto alla Bretagna, in un abbraccio di culture che parlano la stessa lingua: quella della tradizione che vive, si muove e si rinnova. Oggi, dall’altra parte dell’oceano, quel ricordo risuona ancora. La Bretagna e la Pampa Gringa sembrano lontanissime, eppure sono unite da un filo invisibile: lo stesso che i "Danseur dël Pilon" portano con sé in ogni viaggio, in ogni palco, in ogni piazza. Un filo che non si spezza, non si consuma e continua a tessere identità, appartenenze e futuro. (renato dutto*\aise)
* Piemontesi nel Mondo