Turismo delle radici: a Bruxelles il Circolo Esperia mette in rete istituzioni, territori e comunità italiane – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - Il turismo delle radici non è soltanto una nuova forma di promozione turistica, ma un investimento strategico sul rapporto tra l’Italia e gli oltre 80 milioni di italiani e oriundi nel mondo. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Turismo delle Radici: Italia e Belgio si incontrano”, organizzato a Bruxelles dall’Ambasciata d’Italia in Belgio, dalla Regione Piemonte, dal Consolato Generale d’Italia a Bruxelles e dal Circolo culturale Esperia, che si conferma sempre più un laboratorio di idee e di dialogo al servizio del Sistema Italia.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, amministratori locali, diplomatici, associazioni e protagonisti della comunità italiana in Belgio, offrendo un confronto concreto sulle prospettive del progetto “Turismo delle Radici”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e destinato a entrare in una nuova fase grazie ai finanziamenti del Fondo di Sviluppo e Coesione.
Ad aprire i lavori è stata l’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi, che ha definito il turismo delle radici “una grande opportunità per l’intero Sistema Italia”, ricordando come il Belgio rappresenti uno dei luoghi simbolo dell’emigrazione italiana e della memoria collettiva delle nostre comunità all’estero.
Uno dei principali meriti dell’iniziativa è stato però quello di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni nazionali, Regioni, Comuni, rappresentanti dell’Unione europea e associazioni della società civile, dimostrando come il successo del progetto dipenda dalla capacità di creare reti permanenti tra tutti gli attori coinvolti.
In questo senso il Circolo Esperia ha confermato la propria vocazione originaria. Nato otto anni fa per favorire il dialogo tra Italia ed Europa e contribuire a rendere più efficace l’azione del Sistema Italia a Bruxelles, Esperia – circolo europeista di ispirazione PPE - continua a distinguersi come uno spazio di confronto libero, competente e trasversale, capace di mettere in relazione istituzioni europee, amministrazioni italiane e rappresentanze delle comunità italiane all’estero.
Lo hanno ricordato il presidente Antonio Cenini e il vicepresidente Mattia de’ Grassi, sottolineando come l’obiettivo del think tank sia quello di aiutare i decisori italiani a comprendere meglio l’Europa e, nello stesso tempo, rafforzare la presenza dell’Italia nelle istituzioni europee. Un’impostazione che considera perfettamente complementari identità italiana, europea e territoriale, valorizzando proprio quelle radici che costituiscono il filo conduttore dell’intero progetto.
Di particolare rilievo anche gli interventi di Gianluigi Tombolini, consigliere del Ministro degli Esteri per il Turismo delle Radici, del vicepresidente del Gabinetto del Commissario europeo al Turismo sostenibile Pierpaolo Settembri, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e del vicepresidente vicario ANCI Roberto Pella, che hanno evidenziato come il turismo delle radici possa diventare uno strumento di sviluppo economico, culturale e sociale soprattutto per i piccoli comuni italiani, contrastandone lo spopolamento e rafforzando il legame con le comunità nel mondo.
Il secondo panel ha visto protagonisti la rete diplomatica e consolare italiana in Belgio, l’Istituto Italiano di Cultura, il Comites e numerose associazioni della comunità italiana, offrendo una testimonianza concreta di come il lavoro di squadra tra istituzioni e società civile rappresenti la chiave per trasformare il turismo delle radici in una politica stabile e duratura.
L’incontro di Bruxelles ha così dimostrato che il turismo delle radici va ben oltre la semplice riscoperta delle origini familiari: è uno strumento di diplomazia culturale, di promozione territoriale e di rafforzamento dell’identità italiana nel mondo.
Ed è proprio qui che emerge il valore aggiunto del Circolo Esperia: creare occasioni di confronto tra livelli istituzionali diversi, favorire il dialogo tra Italia ed Europa e trasformare idee e relazioni in iniziative concrete. Un ruolo di “ponte” che, ancora una volta, ha contribuito a fare di Bruxelles non soltanto la capitale dell’Unione europea, ma anche uno dei luoghi privilegiati dove costruire il futuro del Sistema Italia. (alessandro butticé\aise)