Gran Canaria: l’Apice nella Federazione delle Associazioni atlantiche

TENERIFE\ aise\ - L’unione fa la forza. Questo il concetto dal quale si è partiti venerdì scorso, 20 maggio, quando si è costituita un’assemblea presso il Centro Socio Cultural De Mayores di Maspalomas, a Gran Canaria, in Spagna, al quale ha preso parte anche l’Associazione Pensionati Italiani e dei Connazionali all’Estero - APICE, con il suo Presidente, Giuseppe Bucceri. Scopo della riunione, che ha coinvolto le associazioni all’interno dei limiti del Sud dell’Oceano Atlantico, creare una Federazione delle Associazioni Atlantiche.
Un progetto originale, ambizioso, ma che se realizzato darebbe luogo ad un evento di eccezionale levatura, sia per la sua estensione, sia per il potere che riuscirebbe ad immagazzinare perché diventerebbe l’espressione delle decisioni riguardanti i forti interessi economici e sociali dei vari settori rappresentati dalle diverse associazioni aderenti all’iniziativa.
Presenti, durante l’evento, la dottoressa Anna Maria Carè (portavoce del Comitato della direzione della FEDASUR), il dottor Oscar Hernandez, presidente della FE.CA.M, (Federazione Canaria dei Municipi), Luis Miguel León Rodriguez, presidente della Confederazione FEDASUR, la signora Irasema Hernandez (assessore a San Bartolomé de Tirajana) ed il signor Gianluca Zecchetto, vicepresidente e tesoriere.
Tutti i partecipanti hanno presentato la questione nelle sue svariate sfumature, in particolare il presidente León, profondo conoscitore del settore turistico Canario ed esperto per la gestione dei movimenti associativi canari, che ha voluto dare un impulso di particolare forza, fondando nel marzo 2021 un gruppo di impresari riconosciuti e membri di differenti associazioni configurando la Federación de Asociaciones de Atlantico Sur (FED.A.SUR).
Anna Maria Carè, invece, ha spiegato come questa Federazione appena costituita abbia più solidità nella sua struttura, una voce più autorevole, anche, in quanto rappresentante di più associazioni di differenti attività. Includere più associazioni nella Federazione vuole dire anche attuare una forma di co-working associativo che abbia come obiettivo il bene comune delle strutture aderenti.
In questo modo, secondo Carè, si potrà dare maggiore forza alla Federazione anche perché le associazioni aderenti abbracciano vari settori, a partire da quello sociale (con particolari interessi verso le categorie più deboli: donne, anziani e bambini), per proseguire con quello economico, sportivo, gastronomico, agricolo, professionale, inter-culturale e altro ancora.
La cosa fondamentale, secondo la Portavoce, è non evidenziare le differenze. Non ci saranno infatti interessi particolari che possano favorire gli uni rispetto agli altri, non ci saranno differenze dovute ai colori politici, né religiosi. Insomma, tutti uguali e allo stesso livello. Tutti possono partecipare alle richieste di eventuali aiuti e/o sovvenzioni. Una cosa fondamentale sarà anche l’uso della parola all’interno della Federazione: tutti hanno diritto ad esprimersi e non conta il peso rappresentativo della struttura che rappresentano.
Già numerose associazioni fanno parte di questa struttura che sta crescendo rapidamente. Esiste uno statuto che regolarizza l’ingresso delle associazioni che, prima di essere accolte, dovranno mostrare di avere le carte in regola. L’adesione alla Federazione è totalmente gratuita, mentre per la formazione di un’associazione non a scopo di lucro il costo varia a seconda di certi parametri che verranno specificati all’atto della costituzione presso il notaio, comunque l’ordine di grandezza della cifra è di qualche centinaio di euro (300 - 500, poco più, poco meno). (aise)