Rita Frattolillo presenta a Macchiagodena il suo saggio sui migranti minori molisani tra ‘800 e ‘900

ISERNIA\ aise\ - Si terrà domani, venerdì 20 maggio, alle ore 18.00, nell’esclusivo progetto del Comune di Macchiagodena (Isernia) denominato “Genius Loci. Portami un libro e ti regalo l’anima”, la presentazione del saggio “L’infanzia migrante tra realtà e rappresentazione letteraria (1861-1920)” (Cosmo Iannone Editore, 2020, pagine 152, euro 15), di Rita Frattolillo.
La scrittrice e divulgatrice porterà il suo libro nella Biblioteca Comunale assieme alla vicesindaca Donatella Midea e alla giornalista Carla Marino. Un saggio, quello di Frattolillo, che mette a fuoco il movimento migratorio dei minori che interessò particolarmente il Molise dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento.
“Le storie dei bambini molisani “fittati” o “venduti” ai padroni come apprendisti dalle famiglie angustiate dalla miseria e finiti per le strade del mondo come strimpellatori, ammaestratori di animali, figurinai e spazzacamini ambulanti, hanno a lungo subito una mancanza di attenzione da parte della stampa locale e da parte degli studiosi di migrazioni - ha spiegato l’autrice -. Infatti, mentre sulla “grande” emigrazione si sono consumati i classici fiumi d’inchiostro, sulla tratta clandestina dei fanciulli poveri solo negli ultimi decenni si è cominciato ad indagare. Ma non in Molise, che pure è stato l’epicentro dell’odioso fenomeno, specialmente tra il periodo unitario e i primi decenni del Novecento. Così, grazie ad una circostanza occasionale e alla copertina dell’unico libro molisano sull’argomento, mossa da una profonda empatia, ho iniziato la ricerca di documenti e la consultazione delle fonti reperibili negli archivi regionali e nazionali. Mi sono immersa in un lavoro matto e disperatissimo, reso ancora più complicato dalla chiusura generale di archivi e biblioteche dovuta al Covid-19. Sono entrata in una bolla atemporale, intenta a leggere telematicamente rapporti, romanzi, comunicazioni, informative, provenienti sul mio pc da tutta l’Italia. Sono inorridita davanti ai percorsi di sofferenza e maltrattamenti vissuti dai bambini sfruttati da gente senza scrupoli, e la commozione è stata tale che ho sentito l’urgenza di dare voce e nome a tutte quelle creature a cui l’infanzia - e spesso la vita - era stata rubata. Dopo diversi mesi di intenso lavoro e insonnia emotiva ha preso forma “L’infanzia migrante tra realtà e rappresentazione letteraria (1861-1920)”, con prefazione di Norberto Lombardi, pubblicata dall’editore C. Iannone nel 2020”.
“Ho cercato di dare risposta ad alcuni interrogativi - ha aggiunto ancora Frattolillo -: quali le ragioni strutturali dell’emigrazione infantile molisana, e quale ne è stata, all’epoca, la percezione sulla stampa e nei vari strati della popolazione? Come hanno reagito le istituzioni molisane, nazionali ed europee di fronte allo scandalo suscitato dal dilagare nelle strade dei piccoli vagabondi sfruttati o schiavizzati in pericolose fabbriche estere? Mi sono quindi soffermata sull’ambiente familiare dei fanciulli, sulla miserevole condizione delle madri e sulla generale criticità della scuola. Nel frattempo l’espatrio, lo sfruttamento lavorativo dei minori, i mille mestieri a cui erano costretti trovavano posto nella letteratura, riempiendo le pagine di racconti, romanzi, opere teatrali e poemi destinati con intenti pedagogici e moraleggianti agli scolari borghesi “fortunati”. Ho completato il mio lavoro tracciando le matrici letterarie e le motivazioni che hanno ispirato le opere italiane e straniere sull’infanzia migrante e sfruttata di ieri e di oggi. Perché la situazione dolorosa dell’anello più debole della catena è purtroppo di grandissima, penosa attualità”, ha concluso.
Rita Frattolillo, di origini casertane, dopo la laurea con il massimo voto ottenuta presso l’Istituto U. Orientale di Napoli, si è stabilita dopo le nozze a Campobasso (1968), affiancando all’impegno di docente negli istituti superiori della città l’attività di giornalista pubblicista (dal 1988) e quella di ricercatrice nell’ambito dialettologico, artistico e storico-letterario del Molise. La sua intensa attività di divulgatrice culturale si è arricchita con contributi ospitati anche su diversi numeri dell’“Almanacco del Molise”. Ha fatto parte, negli anni, della giuria di diversi premi letterari e artistici (pittura).
Molti dei temi che ha approfondito sono stati pubblicati, a cominciare da: il volume sulla pittrice e musicista Elena Ciamarra di cui ha curato per conto dell’Amministrazione provinciale di Campobasso il coordinamento e la biografia (Arti Grafiche La Regione, 1996).
Inoltre, constatando l’assenza di materiale librario sui molisani illustri che fosse di agevole consultazione (specie per i giornalisti), ha avviato un ampio e approfondito lavoro di ricerca con l’amica giornalista Barbara Bertolini, indagine che ha riguardato anche i tanti molisani all’estero. Ne è risultato il dizionario Molisani, milleuno profili e biografie (ed. Enne, 1998, con B. Bertolini). E siccome mancava nelle biblioteche un lavoro che raccontasse le donne di spicco del Molise, si è colmato anche questo vuoto, con il volume Il tempo sospeso. Donne nella storia del Molise (Filopoli, 2007, con B. Bertolini). (aise)