Associazionismo e Intelligenza Artificiale: il caso dei Bergamaschi a Bruxelles - di Mauro Rota

BRUXELLES\ aise\ - Si è tenuto mercoledì 21 gennaio, nella sede della Fédération Wallonie-Bruxelles, il Convegno "Il futuro della scuola in Europa e il ruolo dell'Intelligenza Artificiale" organizzato dalla UIL SCUOLA Belgio anche con il contributo del Circolo dei Bergamaschi di Bruxelles.
Alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia presso il Regno del Belgio, Federica Favi, del Console Generale a Bruxelles Francesco Varriale, dell'onorevole Fabio Porta (Commissione Esteri Camera Deputati), del Segretario Generale della UIL Scuola Rua, Giuseppe d'Aprile e del Responsabile del Dipartimento Estero della UIL Scuola, Angelo Luongo, di altri relatori ed in videocollegamento da Strasburgo con l'europarlamentare Brando Benifei, sono state sviluppate alcune implicazioni del ruolo dell'intelligenza artificiale.
Di rilevante interesse gli interventi che hanno evidenziato le criticità, ma anche le opportunità da cogliere da questa rivoluzione epocale. In particolare focalizzate sul ruolo della scuola in cui la figura del docente resta centrale come mentore e architetto educativo come ha sottolineato la Dirigente dell'Ufficio Scolastico presso il Consolato di Bruxelles, Giovanna Bernasconi.
Relazioni e interventi si sono susseguiti come la riflessione del professore di Filosofia Morale dell'Università della Calabria, Luca Lupo, sulla valenza etica del contributo dell'IA. E ancora l'esposizione di Cristina Pozzi sottoponendo l'interrogativo di quale tipo di futuro si possa costruire con la divulgazione delle innovazioni tecnologiche come l'IA.
Partendo dal riferimento alle proprie origini e dalle finalità associative nel mio intervento quale Presidente del Circolo di Bruxelles dell'Ente Bergamaschi nel Mondo ho voluto offrire un contributo per stimolare un'interazione critica nell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale.
Bergamo e la sua Provincia, che dalla tragedia della pandemia è tristemente risaltata all'attenzione nazionale e internazionale, conta una popolazione di poco più di 1.100.000 abitanti di cui circa 120.000 nel capoluogo. Dati da evidenziare se si pensa che attualmente sono ormai più di 75.000 i Bergamaschi iscritti all'AIRE. Una Bergamo fuori dalle proprie "Mura" sparsa nei cinque continenti con aggregazioni principali in Argentina, Svizzera, Belgio, Francia e Germania, ma anche Brasile, Regno Unito, Canada e Australia.
All'estero sono strutturati una trentina di Circoli legati alla casa madre con sede a Bergamo: l'Ente Bergamaschi nel Mondo che nel 2027 festeggerà 60 anni di attività. Oltre ai Circoli storici che hanno già festeggiato traguardi significativi di oltre 50 anni di sodalizio, c'è l'associazione di Bruxelles, che ha da poco festeggiato i suoi primi 15 anni di attività, a cui fanno riferimento circa 400 famiglie dai cognomi tipicamente di origine bergamasca e un centinaio di soci. A Bruxelles la comunità bergamasca rappresenta un unicum, un laboratorio di indagine sociologica privilegiato dove convive ancora la storica emigrazione, ormai in evaporazione, con la mobilità contemporanea nelle sue varie sfaccettature.
Grazie alla collaborazione con il Centro di Ricerca e di Risorse D.L.C.M. (Centro di Ricerca e di Risorse in Didattica/Didattologia delle Lingue-Culture e delle Migrazioni-Mobilità) diretto dalla Segretaria del Circolo, professoressa Silvana Scandella, permane il monitoraggio dei flussi migratori che consente l'intercettazione di nuovi arrivi.
In questi 15 anni di attività è stata consolidata la fidelizzazione dei soci e dei simpatizzanti seppure Bruxelles si ponga come una realtà di alto dinamismo migratorio transnazionale, ovvero con soggetti che, per varie ragioni e opportunità, a distanza anche di soli sei mesi o un anno si trasferiscono in un'altra nazione o città, oppure rientrano a Bergamo o in altre città italiane (Milano, Bologna, Parma, Torino...).
Come tante micro realtà dell'associazionismo delle comunità italiane all'estero, il Circolo dei Bergamaschi a Bruxelles non si avvale di una segreteria strutturata e tantomeno dispone di una propria sede. Tante energie profuse in una dimensione di volontariato che il ricorso al supporto dell'IA potrebbe quindi alleggerire.
Valutando rischi e vantaggi, tra paure e preoccupazioni per il Circolo, sono stati evidenziati alcuni esempi di distorsione di stereotipi e pregiudizi che il ricorso all'interazione artificiale potrebbe correggere se governato con attenzione etica all'uso e abuso dell'informazione. Il rischio è che da una fonte distorta ne derivi un'"info" distorta, ma "venduta" per vera, o ancor peggio, non avendo dati a cui attingere si formalizzi un'informazione inventata con la presunzione di legittimazione.
A tal proposito, si prenda in considerazione lo stereotipo classico del fenomeno migratorio italiano: la valigia di cartone, poi diventata ventiquattrore ed infine zainetto. Eppure, da indagini empiriche l'attuale mobilità potrebbe simbolicamente essere rappresentata, in base al contesto di destinazione, da una sorta di icona ibrida tra ventiquattrore, trolley e zainetto. Una rappresentazione iconica che non banalizza la definizione del profilo dell'expat consumatore, cliente ed elettore.
O ancora la retorica dei "cervelli in fuga" che in realtà si definiscono "talenti che hanno saputo scegliere", nei cui confronti sarebbero auspicate politiche sociali che favoriscano una ricaduta sul territorio del plusvalore acquisito con l'esperienza estera.
Ancora oggi dalla Provincia di Bergamo, nonostante l'Istat l'abbia recentemente segnalata come la Provincia con la più bassa percentuale di disoccupazione, espatriano circa 3.000 soggetti all'anno. Una emorragia di giovani e meno giovani, con medio o alto livello di istruzione, dalle svariate motivazioni e orientati a nuove destinazioni: India, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Corea del Sud, Cina, Canada, Africa, sempre l'Australia, e ovviamente la vecchia Europa con preferenza per l'Irlanda.
Emblematico è il caso del Regno Unito con un incremento esponenziale di iscrizioni all'AIRE dopo la Brexit, ma che in realtà rappresentano la prevalente regolarizzazione di chi già vi risiedeva.
Merita un approfondimento la motivazione all'espatrio indicata come necessità.
In realtà, emergono nella nuova mobilità indicatori di insofferenza claustrofobica nei confronti della propria realtà ("Il mio paese o Paese mi sta stretto!"); di curiosità, anche se a volte superficiale (conoscere il nuovo, arricchimento dal confronto con l'Altro); e di autostima nel volersi mettere in gioco (sfida, attrazione remunerativa, accelerazione carriera professionale).
Nel migliorare l'obiettivo di essere un punto di riferimento per i Bergamaschi che risiedono o transitano a Bruxelles mantenendo vivo il legame con le proprie radici, anche il Circolo mostra l'interesse al ricorso all'IA per ottimizzare la propria azione di monitoraggio della mobilità a partire dall'intercettazione dei nuovi arrivi con momenti di confronto preliminare, di formazione preventiva di educazione all'espatrio, di informazioni di servizio per la prima sistemazione nella nuova realtà di destinazione e successivamente di attività di supporto e di coinvolgimento. In effetti l'"onniscenza artificiale" potrebbe offrire un'analisi sociale molto più focalizzata grazie all'accesso ad una immensa banca dati e all'immediatezza del loro incrocio. ChatGPT o Google Gemini insegnano.
In sintesi cosa chiede il Circolo dei Bergamaschi di Bruxelles facendosi portavoce dei desiderata dell'associazionismo italiano all'estero? È accertato che mentre l'80% dei giovani ricorre al supporto artificiale con approccio autodidattico, fruisce dell'IA il 50% del personale docente di cui solo il 26% con una formazione specifica. Non ci sarebbe da stupirci se tale percentuale nel mondo associativo italiano all'estero rappresentasse attualmente lo zero virgola!
La richiesta è quindi di formazione sulla scia delle linee guida pubblicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito o anche del vademecum di Regione Lombardia. Corsi online propedeutici e di alfabetizzazione in prospettiva di una formazione permanente che metta a fuoco le potenzialità dell'IA e le sue applicazioni concrete.
Pochi giorni fa si è riunito il Consiglio Direttivo del Circolo e tra le varie iniziative per l'agenda 2026 è sorta la proposta di ripetere un ciclo di interventi di formazione e educazione all'espatrio, sulla falsa riga di quanto già realizzato alcuni anni fa come "Settimana formativa all'emigrazione-mobilità". Non sarebbe allora proficuo il ricorso ad un "assistente intelligente virtuale" che possa soddisfare le richieste perlomeno al loro primo step? E ancora, non sarebbe vantaggioso accedere alla disponibilità di tale "segreteria artificiale comune" attraverso una piattaforma condivisa?
Ovviamente servono investimenti auspicando una convergenza politica trasversale che possa concretizzare tali aspettative. (mauro rota*\aise)
* Presidente del Circolo di Bruxelles dell'Ente Bergamaschi nel Mondo)