Carabinieri per sempre: il Generale Manzo presiede il gemellaggio tra le Marche e la Grande Mela

NEW YORK\ aise\ - Esistono simboli che non temono le distanze e valori che non conoscono confini geografici. Quando un cittadino italiano varca la soglia di un’ambasciata a Tokyo, di un consolato a Parigi o di una rappresentanza diplomatica a New York, il primo volto che incontra, il primo sguardo che trasmette sicurezza e il calore di casa, è quello di un Carabiniere. È questa presenza silenziosa e rassicurante, baluardo della nostra identità in ogni capitale del mondo, ad aver fatto da cornice al solenne gemellaggio tra la sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Sant’Elpidio a Mare e la sezione di New York.
L’evento, celebrato nella Grande Mela, ha suggellato un legame profondo tra due comunità unite dalla stessa fiamma. Alla presenza del Generale Alfonso Manzo, Consigliere Militare della Rappresentanza Italiana all’ONU, i presidenti delle due sezioni — Serafino Dell’Avvocato per Sant’Elpidio a Mare e Antonio Ferri per New York — hanno firmato un patto che va ben oltre la formalità burocratica: è la riaffermazione di una fratellanza nata nel giuramento e mai scalfita dal tempo.
Il motto “Nei Secoli Fedele” risuona con la stessa forza tra le colline marchigiane e i grattacieli di Manhattan. L’onore di proteggere le sedi diplomatiche all’estero e l’impegno costante nelle missioni internazionali di pace hanno permesso al mondo intero di conoscere e rispettare i Carabinieri, facendo guadagnare all’Arma l’appellativo di “Benemerita”. È una capillarità che non ha eguali: dai più piccoli comuni d'Italia alle metropoli globali, la divisa dell’Arma è sinonimo di Stato, di protezione e di umanità.
“Il foglio di congedo sancisce la fine del servizio attivo,” è stato ricordato con commozione durante la cerimonia, “ma come usano dire i nostri Anziani, si è Carabinieri per sempre”. Questo gemellaggio incarna esattamente questo spirito: l’appartenenza a una famiglia che non si congeda mai dal dovere di testimoniare l’onore italiano.
Una cerimonia importante, iniziata con l’esecuzione degli Inni nazionali, i discorsi ufficiali e lo scambio di targhe ed onorificenze che ha avuto tra l’altro un importante testimone di origine italiana in rappresentanza della,” NYPD” Chief Joseph Gallucci.
L’incontro tra la sezione elpidiense e quella newyorkese dimostra che, ovunque sventoli il Tricolore, batte il cuore della Benemerita. Un cuore che oggi, grazie a questo storico accordo, unisce idealmente l’Adriatico all’Atlantico, confermando che la fedeltà e il servizio sono una lingua universale che non ha bisogno di traduzioni. (marco macorigh\aise)