“Fortunato Velonà: quando l’emigrazione esporta la forza lavoro”: il volume di Letterio Licordari

REGGIO CALABRIA\ aise\ - Si intitola “Fortunato Velonà – Quando l’emigrazione esporta la forza lavoro, l’ideologia e l’arte” volume di Letterio Licordari pubblicato dalle “Edizioni Apodiafazzi” di Bova (Reggio Calabria).
Nel libro – che si è aggiudicato anche il Premio nella sezione “Cultura senza confini: il lavoro in emigrazione”, bandito dal circolo culturale Apodiafazzi insieme all'Istituto Fernando Santi nell’ambito del Premio Letterario Internazionale “Gerhard Rohlfs – Franco Mosino – Anastasios Karanastasis” - l’autore inquadrando il contesto storico e sociale della Bovesia, dell’Area Grecanica e della città di Reggio Calabria tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, si sofferma sulle prime esperienze politiche di Velonà.
Fortunato Velonà, calabrese di Bova, si era iscritto alla sezione del Partito Socialista e alla Camera del Lavoro, lottando per la giustizia sociale e per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Si era formato frequentando Nicola Palaia, uno dei primi sostenitori del pensiero socialista in Calabria, e leggendo “La Luce”, periodico della Federazione socialista calabrese e altre pubblicazioni che manifestavano il dissenso verso la politica governativa (con il fascismo non ancora al potere) e i privilegi degli industriali attraverso lo sfruttamento della classe operaia.
Nel 1913, era emigrato negli Stati Uniti, stabilendosi a New York, riuscendo a integrarsi, dove aveva lavorato come sarto per impegnarsi nel sindacato dei tessili e in politica a favore dei numerosi immigrati italiani.
Collaboratore di più giornali in lingua italiana avversi al fascismo, era noto anche per le sue vignette satiriche che sbeffeggiavano il Duce.
Velonà aveva fatto parte anche della “Mazzini Society” e della “Federazione Garibaldina d’America”.
Il saggio di Licordari, arricchito da numerosi documenti e da molte vignette da lui disegnate, riconduce a una ricca nota bibliografica, archivistica e alle pubblicazioni di giornali e riviste sia dell’area reggina che della stampa statunitense.
Licordari restituisce un profilo complesso e attuale del contesto in cui ha agito Fortunato Velonà, evidenziando come l’emigrazione non sia stata soltanto un fenomeno economico, ma anche un veicolo di idee, partecipazione e produzione culturale. Il libro si presenta così come un contributo significativo non solo alla memoria dell’emigrazione italiana, ma anche alla riflessione sui diritti, sull’identità e sul ruolo dell’individuo nei processi storici. Una lettura che unisce rigore e coinvolgimento, restituendo dignità e attualità a una storia che merita di essere conosciuta. (aise)