Scaglione (Lucani nel mondo): continuano le criticità per i corregionali all'estero

POTENZA\ aise\ - Nonostante alcune buone notizia, come la nascita e l’iscrizione nell’albo regionale di due nuove associazioni di Lucani in Italia e nel Mondo (a Firenze e a Mar de Plata, in Argentina), Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo – C.I.M. Basilicata, ha posto l'attenzione sulla complessiva criticità che il sistema dei Lucani nel Mondo sta vivendo in questo momento, tra politiche "contrarie al riconoscimento della cittadinanza italiana" e "ritardi nell'approvazione dei piani di intervento per le associazioni".
Queste difficoltà, secondo il Presidente del Centro Studi, di fatto "stanno limitando i flussi di rientro e quelli su cui pure si immaginava si potesse costruire un flusso imponente per riattivare le piccole comunità afflitte dallo spopolamento".
In particolare, Scaglione ha parlato della comunità lucana residente in Venezuela, per la quale il governo regionale lucano ha chiesto un intervento al Ministero degli Affari Esteri "per risolvere alcune questioni urgenti".
Ma secondo Scaglione, "le attestazioni di stima e gli impegni ufficiali assunti subito dopo la caduta del Presidente Maduro, oggi si scontrano con la evidenza di una difficoltà reale che la Regione Basilicata registra ormai da almeno 4 anni nel trasferimento di risorse importanti in favore dei lucani indigenti che vivono in Venezuela". Le difficoltà si riscontrano anche nella "ripresa a pieno titolo delle attività del laboratorio medico che la Regione Basilicata aveva a suo tempo insediato nel cuore di Caracas aprendolo anche alle altre comunità italiane".
Dunque, per il Presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo, adesso si dovrebbe trattare per "riaprire i canali ufficiali di trasferimento dei fondi attraverso la sede consolare, come accadeva in passato con la collaborazione operativa della nostra Federazione, senza che gli Euro venissero trasformati nella moneta locale e quindi incamerata dal Governo locale". In tal senso, Scaglione ha spiegato di aver ricevuto sollecitazioni dal rappresentante della Federazione Lucana, Gianfranco Capasso.
Una "situazione esplosiva", dunque, "che fa il paio con i ritardi nella definizione dei programmi di intervento di tutte le associazioni dei Lucani nel Mondo, che dopo aver visto svanire i fondi del 2024 ora rischiano, se non interverrà un correttivo finanziario nel prossimo bilancio regionale, di vedere inevaso anche il programma di azioni svolte o ancora da svolgere, relativo al 2025 per il quale una normativa farraginosa ha di fatto paralizzato l’iter".
Infine, Scaglione ha anche posto l'attenzione al tema della tutela dell'identità dei corregionali residenti all’estero (152 mila quelli iscritti all’AIRE), che, a suo modo di vedere, "si tengono abbarbicati all’idea di una Regione e di un Paese che li considera cittadini a tutti gli effetti". Un'idea contrastata anche dalla "non tutela al diritto ad organizzarsi o ad esprimersi con il voto in occasione delle consultazioni elettorali, alla pari degli studenti fuori sede". (aise)