Scaglione (Lucani nel Mondo): Regione Basilicata intervenga per aiutare i lucani in Venezuela

POTENZA\ aise\ - "Il Governo regionale intervenga per aiutare i lucani in Venezuela e ne favorisca anche il rientro per chi è nelle condizioni di farlo". A dirlo è stato Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e della CIM - Confederazione Italiani nel Mondo Basilicata.
Per Scaglione, la drammatica situazione che sta vivendo il Venezuela dopo il terremoto che lo ha devastato, impone "un intervento ufficiale del Governo regionale di Basilicata". E proprio in questa direzione va la richiesta ufficiale di intervento del Governo regionale nei confronti del Ministero degli Affari Esteri, per risolvere alcune questioni urgenti che interessano la comunità lucana residente in Venezuela.
"Le attestazioni di stima e gli impegni ufficiali assunti subito dopo la caduta del Presidente Maduro, oggi si scontrano con la evidenza di una difficoltà reale che la Regione Basilicata registra ormai da almeno 4 anni, nel trasferimento di risorse importanti in favore dei lucani indigenti che vivono in Venezuela, acuite ora dal violento terremoto che ha sconvolto la vita anche dei lucani e della ripresa a pieno titolo delle attività del laboratorio medico che la Regione Basilicata aveva a suo tempo insediato nel cuore di Caracas aprendolo anche alle altre comunità italiane", ha spiegato Scaglione.
"Si tratta di riaprire i canali ufficiali di trasferimento dei fondi attraverso la sede consolare, come accadeva in passato con la collaborazione operativa della nostra Federazione, senza che gli Euro venissero trasformati nella moneta locale e quindi incamerata dal Governo locale", ha aggiunto ancora Scaglione ricordando anche le sollecitazioni, in tal senso, arrivate nel passato dal compianto Antonio Pucillo ed oggi dal rappresentante della Federazione Lucana, Gianfranco Capasso.
"Situazione esplosiva e drammatica dunque dei nostri corregionali così come ci viene segnalata, in virtù dei gravi danni subiti e che fa il paio con i ritardi nella definizione dei programmi di intervento di tutte le associazioni dei Lucani nel Mondo, che dopo aver visto svanire i fondi del 2024 ora rischiano, se non interverrà un correttivo finanziario nel prossimo bilancio regionale, di vedere inevaso anche il programma di azioni svolte o ancora da svolgere, relativo al 2025 per il quale una normativa farraginosa ha di fatto paralizzato l’iter. E siamo nel 2026!", ha spiegato infine il Presidente del Centro Studi.
Una crisi, dunque, "che il sistema dei Lucani nel Mondo sta vivendo alla pari delle politiche contrarie al riconoscimento della cittadinanza italiana che a livello governativo è passato tra mille contestazioni e esaltazione delle difficoltà burocratiche. Difficoltà che di fatto stanno limitando i flussi di rientro e quelli su cui pure si immaginava si potesse costruire un flusso imponente per riattivare le piccole comunità afflitte dallo spopolamento e che oggi possono diventare anche momento salvifico per i nostri corregionali colpiti dalla catastrofe". (aise)