Dall’Italia ai campi profughi saharawi in Africa: al via la missione “Ciliegi nel Deserto”

foto MAM – Medicina e Assistenza ai Margini

ROMA\ aise\ - Un’équipe di medici e volontari è partita giovedì scorso, 26 marzo, per i campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria, dove, fino al 4 aprile, porterà assistenza medica e supporto socio-sanitario a una popolazione che vive da oltre cinquant’anni in condizioni di esilio e forte precarietà.
La missione, promossa dall’associazione MAM – Medicina e Assistenza ai Margini, rientra nel progetto “Ciliegi nel Deserto”, nato con l’obiettivo di garantire cure mediche e contribuire alla sensibilizzazione sulla causa del popolo saharawi, spesso dimenticata.
Durante la permanenza nei campi, il team sarà impegnato in attività di visita, diagnosi e assistenza, con particolare attenzione alle patologie croniche e alle condizioni più diffuse legate al contesto di vita nei campi profughi. Complessivamente, partiranno con la missione quattro quintali di medicinali, dispositivi medici e beni essenziali, frutto di donazioni e di un intenso lavoro di raccolta, catalogazione e preparazione da parte dei volontari.
“Questa missione rappresenta per noi molto più di un intervento sanitario – dichiara la Presidente di MAM Valeria Cortella – è una scelta di presenza. Significa esserci, in un contesto complesso, con competenza e responsabilità. Portiamo cure, ma anche ascolto e attenzione. E lo facciamo insieme a tutte le persone che ci hanno sostenuto, perché ogni donazione si trasforma concretamente in assistenza sul campo”.
Il popolo saharawi vive una situazione estremamente complessa, divisa tra l’occupazione del Sahara Occidentale e la vita nei campi profughi in Algeria, dove l’accesso a beni essenziali come acqua, cibo e cure mediche dipende quasi esclusivamente dagli aiuti internazionali.
Nel corso della missione, sono previste valutazioni cliniche complete per 210 adulti con diabete, che riceveranno visite generali, cardiologiche, neurologiche e oculistiche, oltre a indicazioni per una dieta adeguata. Per 70 bambini con disturbi neuropsichiatrici effettueranno visite specialistiche, con esecuzione di un EEG quando necessario, mentre i genitori di questi bambini parteciperanno a brevi corsi sulla promozione dello sviluppo neuropsichico in contesti a basse risorse come i campi saharawi. Inoltre, 20 insegnanti delle scuole primarie prenderanno parte a un programma di formazione sui principali disturbi neuropsichiatrici e su come gestirli nell’ambito scolastico. (aise)