“GIOVANI RICERCATORI CERCANSI!”: ASSEGNATI I PREMI AGLI STUDENTI SVIZZERI E ITALIANI

“GIOVANI RICERCATORI CERCANSI!”: ASSEGNATI I PREMI AGLI STUDENTI SVIZZERI E ITALIANI

TRENTO\ aise\ - A causa della pandemia, quest’anno la finale del concorso “Giovani Ricercatori cercansi!” si è fatta attendere più del solito, ma il momento è arrivato: venerdì scorso al MUSE di Trento sono stati premiati i progetti di ricerca più virtuosi presentati dagli studenti di Alto Adige, Trentino, Cantone dei Grigioni e Tirolo. Nella categoria “ricerca di base” il primo premio è andato a Leonhard Kohl-Lörting del Tirolo con un avanzato progetto di chimica. Il progetto “Mana: studio di macroeffetti con l’utilizzo di nano materiali”, di Viola Scrinzi, Anna Bresciani e Selina Logato, realizzato nel corso dell'alternanza scuola lavoro del Liceo Galileo Galilei di Trento con FBK nell'ambito di un più ampio lavoro sull'analisi della qualità dell'aria della città di Trento, ha vinto il secondo premio. Il progetto si è posto l'ambizioso obiettivo di migliorare le caratteristiche di sensibilità e precisione del sensore commerciale a basso costo utilizzato, realizzando e testando nuovi substrati chimici.
Al primo posto nella categoria “sviluppo di prodotto” si è classificato Noa Sendlhofer del Cantone dei Grigioni con il suo braccio robotico low cost a sei assi. In questa categoria anche il progetto altoatesino premiato, il drone ibrido dei ragazzi del Liceo Rainerum.
I progetti trentini selezionati erano quattro. La novità di questa edizione è stata il Premio Speciale dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, un riconoscimento per progetti originali rilevanti per il territorio e per la vita quotidiana dei ragazzi. A vincere un soggiorno studio di due giorni a Bruxelles sono stati gli studenti trentini dell’Istituto tecnico, economico e tecnologico Pilati, Loris Giuliani, Michele Dalprà, Thomas Pinna e Javier Ryam Mojica Peguero con il progetto “ITET sostituzioni”, riguardante la gestione delle supplenze nella scuola attraverso un sito e un’applicazione.
La finale del concorso, frutto di una collaborazione della Provincia autonoma di Trento con EURAC, Università di Innsbruck e Alpine Mittelschule Davos, viene ospitata a rotazione dai 4 territori: l’edizione 2019-2020 è stata organizzata dalla Provincia di Trento presso il MUSE. A rivestire la carica di presidente della giuria internazionale è stato chiamato Marco Cantonati, ricercatore del MUSE.
"Siamo molto contenti di essere riusciti a organizzare la finale dal vivo nonostante le restrizioni legate al coronavirus. Abbiamo spostato l’evento da aprile a settembre e purtroppo alcuni ragazzi non hanno potuto partecipare a causa del lavoro o delle lezioni universitarie. I ragazzi presenti tuttavia hanno mostrato l’entusiasmo di sempre e una preparazione sorprendente” ha commentato Karin Amor di Eurac Research, coordinatrice del concorso.
Per Marilena De Francesco, rappresentate della Provincia autonoma di Trento nell'Euregio, "questo concorso rappresenta una manifestazione ormai affermata,che interessa tutto il territorio dell'Euregio ma 'apre' anche al Cantone dei Grigioni, e che, nel promuovere la ricerca e l'innovazione, intercetta una fascia d'età particolarmente interessante, quella fra i 16 e i 20 anni. L'obiettivo è anche stimolare la crescita di ulteriori collaborazioni e scambi, aprendo al tempo stesso all'Europa".
Per aggiudicarsi il primo premio nella sua categoria, Kohl-Lörting ha lavorato a una simulazione al computer della reazione di Belousov-Zhabotinsky. Si tratta di una reazione chimica oscillante che viene utilizzata come modello chimico di fenomeni di non equilibrio. È invece più orientato alla pratica il progetto primo classificato nella categoria “sviluppo di prodotto”: il prototipo di braccio robotico ideato e fatto costruire da Noa Sendlhofer è in grado di fare operazioni quotidiane come afferrare una bottiglia.
I progetti altoatesini iscritti a questa edizione del concorso erano in totale cinque. La giuria regionale ne ha poi selezionati due per la finale, tra questi il “droide” dei ragazzi del Rainerum che si è aggiudicato il terzo premio nella categoria “sviluppo di prodotto”. Si tratta di una combinazione tra un drone e un modellino d’aereo ed è stato programmato da studenti di classi diverse per volare agile e veloce tra le strette valli altoatesine. Supera gli ostacoli grazie a un pilota automatico programmato con intelligenza artificiale e con i sensori modulari può scattare foto utili agli agricoltori per rilevare i parassiti.
La giuria, composta da Rosa Di Maggio (Università di Trento), Giulio Monaco (Università di Trento) e Marco Roveri (FBK) aveva infine ammesso in finale 4 progetti trentini: “ITET sostituzioni” di Loris Giuliani, Michele Dalprà, Thomas Pinna e Javier Ryam Mojica Peguero, vincitore del Premio Speciale dell'Euregio, “Mana: studio di macroeffetti con l’utilizzo di nano materiali” di Viola Scrinzi, Anna Bresciani e Selina Logato, vincitore del secondo premio dedicato alla ricerca di base, “Interactive GUI (Graphical User Interface) for numerical experiments of the dynamics o fan isolated qubit”, di Fridalì Gaias e “Q NBH-Neuronal Bionic Hand” di Lorenzo Boroni, Martino Civettini, Leonardo Degasperi, Simone Furlani e Angelica Piffer.
I progetti vincitori hanno ricevuto un premio in denaro del valore di 3.000 euro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. I premi in denaro per gli altri progetti sul podio sono stati invece messi a disposizione dalle istituzioni promotrici del concorso - Eurac Research, Leopold-Franzens-Universität di Innsbruck, Provincia autonoma di Trento e Schweizerische Alpine Mittelschule Davos. (aise) 

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