Primi ingegneri geologi in El Salvador grazie alla Cooperazione Italiana

SAN SALVADOR\ aise\ - Il 20 marzo scorso, presso l’Università di El Salvador (UES), si è celebrata la prima laurea in Ingegneria Geologica del Paese. In questa occasione hanno conseguito il titolo i primi tre ingegneri geologi formati in El Salvador, segnando una tappa storica per lo sviluppo accademico e scientifico nazionale.
Questo importante risultato è stato reso possibile grazie al progetto CASTES, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Ambasciata d’Italia in El Salvador e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il progetto, del valore di 1.480.000 euro, è realizzato dalle Università italiane di Palermo (UNIPA) e “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara (UNICH), in collaborazione con la UES, con l’obiettivo di rafforzare le competenze nazionali nei settori della geologia, della valutazione dei rischi naturali e della gestione sostenibile del territorio.
El Salvador è tra i Paesi dell’America Centrale maggiormente esposti a fenomeni naturali come terremoti, attività vulcanica, frane e inondazioni, eventi ricorrenti che possono avere conseguenze molto gravi. Nonostante questa forte vulnerabilità, fino al 2021 nel Paese non esisteva un percorso universitario in grado di formare professionisti capaci di studiare tali rischi e contribuire alla pianificazione di uno sviluppo urbano più sicuro.
La comunità salvadoregna di esperti in geologia è infatti ancora molto ridotta: conta circa 25 specialisti, molti dei quali hanno dovuto completare la propria formazione all’estero proprio perché nel Paese mancava un programma accademico dedicato. Grazie al progetto CASTES, è stato attivato il primo corso di laurea in Ingegneria Geologica, oggi frequentato da circa 65 studenti. Il progetto ha inoltre permesso la formazione avanzata del corpo docente – attraverso Master, Dottorati e corsi di aggiornamento realizzati in Italia – e la creazione di un moderno Laboratorio di Geoscienze, dotato di strumenti per analisi litologiche, studi sismologici e vulcanologici, ricerche idrogeologiche e attività di campo.
La prima cerimonia di laurea rappresenta quindi un passo fondamentale verso la costruzione di una nuova generazione di professionisti capaci di contribuire alla riduzione dei rischi naturali e allo sviluppo sostenibile di El Salvador, rafforzando al contempo la cooperazione scientifica e accademica tra Italia e Centroamerica.
All’evento di laurea è intervenuto l’ambasciatore d’Italia in El Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, che ha espresso l’orgoglio del Governo italiano per aver contribuito alla formazione dei primi ingegneri geologi salvadoregni attraverso il progetto CASTES.
“Desidero sottolineare che questo traguardo acquista un valore ancora maggiore perché coincide con i 165 anni di relazioni diplomatiche tra Italia ed El Salvador”, ha detto Sordini. “Inserire il successo dei primi laureati in Ingegneria Geologica in queste celebrazioni significa riconoscere il contributo concreto che la nostra cooperazione ha offerto, nel tempo, al rafforzamento dei legami tra i nostri due Paesi. Per questo motivo considero la giornata di oggi non solo una conquista accademica, ma anche una testimonianza viva della solidità e della proiezione futura delle relazioni tra Italia ed El Salvador”.
Il rettore dell’Università di El Salvador (UES), Juan Rosa Quintanilla, ha invece ricordato come la Cooperazione Italiana abbia sempre offerto un sostegno generoso, accompagnando l’Università nello sviluppo di iniziative capaci di incidere profondamente sulla vita dei salvadoregni e sulla formazione di nuove competenze scientifiche.
I delegati dell’Università degli Studi di Palermo, Attilio Sulli, e dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Marcello Buccolini, presenti all’evento, hanno ricordato come i diversi progetti sviluppati negli ultimi vent’anni abbiano aperto la strada all’intervento odierno. “Il progetto CASTES ha permesso di formare non solo nuovi esperti nel settore geologico, ma, grazie anche a iniziative complementari quali programmi di Master e percorsi di Dottorato, ha contribuito a preparare nuove generazioni di ricercatori e professionisti. In questo modo si stanno formando nuove generazioni di scienziati del territorio: il modo migliore di cooperare tra Paesi”. (aise)