Tunisia: l’AICS al fianco delle donne contro le discriminazioni

TUNISI\ aise\ - Il cambiamento climatico ha un impatto molto serio in Tunisia che si manifesta con periodi sempre più prolungati di siccità, un intensificarsi della desertificazione, erosione delle coste ed eventi metereologici estremi come le recenti alluvioni che hanno colpito il Nord-Ovest del Paese. Tali fenomeni hanno effetti particolarmente gravi sulle donne, soprattutto in ambito rurale. Il cambiamento climatico, infatti, contribuisce ad un peggioramento generalizzato della condizione socio-economica femminile, di fatto accrescendo il rischio di esposizione alla violenza di genere.
L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è da sempre al fianco delle donne tunisine e promuove una visione inclusiva delle questioni di genere in tutti i suoi interventi. In particolare, il progetto PRESTO, Promuovere la Resilienza al Cambiamento Climatico e la Gestione Sostenibile delle Risorse Naturali in Tunisia, fornisce un appoggio tecnico e finanziario alle associazioni della società civile tunisina attive nell’ambito del cambiamento climatico e del rispetto dell’ambiente in quattro governatorati: Bizerte, Nabeul, Jendouba e Mahdia. Il progetto può contare su un finanziamento di 2,8 milioni di euro da parte della cooperazione italiana e vede come capofila l’OSC CEFA, in partenariato con l’OSC ICU ed altre organizzazioni locali.
Tra gli attivisti coinvolti nel progetto PRESTO troviamo l’associazione Voix Des Femmes di Nabeul. Fondata nel 2011, l’associazione conta oggi circa quaranta iscritte di cui 12 membri attive e promuove azioni di sostegno all’inclusione sociale ed economica, come mezzo di emancipazione delle donne in condizione di maggiore vulnerabilità e a rischio di violenza.
La presidente dell’associazione, Mariem Garaali Hadoussa, ribadisce l’importanza del progetto PRESTO per l’associazione: “sul territorio, constatiamo già gli effetti negativi del cambiamento climatico per le donne. Diventa quindi sempre più urgente sensibilizzare il genere femminile sui rischi che si corrono continuando a ignorare questa tematica e le sue ripercussioni sulla salute e sul tenore di vita”.
“La ricerca di finanziamenti per la lotta alla violenza di genere diventa sempre più complicata”, aggiunge Garaali. “Molti uomini in Tunisia, pensano che le donne abbiano già molti diritti, anche troppi. Ma la nostra associazione persiste e continuerà ad ispirare fiducia e forza nelle donne per aiutarle a uscire da situazioni di precarietà. È questo l’aspetto principale del nostro lavoro”. (aise)