“Anna Magnani. La vita è bella lo stesso”: esce in quattro lingue il romanzo di Matteo Persica

ROMA\ aise\ - Il romanzo di Matteo Persica esce nelle lingue delle comunità italiane nel mondo, nell’anno del centenario. Una notte, un giovane giornalista bussa alla porta di Anna Magnani e l’intervista diventa il racconto di una vita intera. “Anna Magnani. La vita è bella lo stesso”, di Matteo Persica, è da queste ore in vendita su Amazon in italiano e, per la prima volta, anche in inglese, francese e spagnolo.
Gli oggetti della casa aprono la memoria: i copioni e i ritagli sul tavolino, una fotografia più piccola delle altre. Da lì riaffiorano la madre che se ne va, la nonna Giovanna, il collegio, i palcoscenici di rivista, il set di Roma città aperta, l’Oscar, e Luca — il figlio, la ragione di tutto.
Non c’è monologo interiore, e ogni parola fra virgolette è autentica: la Magnani parla, il giornalista ascolta, il libro registra. Ne esce un ritratto che non somiglia a quello sedimentato in cinquant’anni: non l’urlo di Roma città aperta, non la popolana sboccata, non la maschera. Una donna. Persica ad Anna Magnani aveva già dedicato una biografia e vent’anni di ricerca su fonti primarie: è per questo che ogni parola virgolettata nel romanzo è documentata — interviste, trascrizioni radiofoniche e televisive, lettere — e nessuna è inventata. Ci è tornato dieci anni dopo per un bisogno improvviso di scriverne ancora, quando la storia sembrava chiusa. E ha scelto di pubblicarlo da solo, fuori da una casa editrice: nessuno gli ha detto che cosa togliere. Il romanesco delle registrazioni è rimasto dov’era.
Per le comunità italiane all’estero significa una cosa concreta: i figli e i nipoti che l’italiano non lo leggono più possono leggere lei, nelle sue parole, senza mediazioni. Il volto che ha rappresentato l’Italia nel mondo torna accessibile a chi di quell’Italia discende ma non ne ha più la lingua.
Il momento non è casuale. Nel settembre 1926 Anna Magnani si iscriveva alla Regia Scuola di Recitazione “Eleonora Duse”, l’unica riconosciuta dallo Stato: quaranta lire di tassa, un certificato di sana costituzione, il consenso scritto della madre. Il centenario cade quest’anno e copre tutto il 2026: la sua storia arriva nelle tre lingue proprio mentre si compiono cent’anni dal giorno in cui entrò in quella scuola. (aise)