“Colore Forma Materia dialogo di Creatività”: mostra collettiva alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

MANTOVA\ aise\ - Inaugura oggi alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, la mostra collettiva “Colore Forma Materia dialogo di Creatività” di cinque artisti cremonesi: Anna Bolognesi, Angelo Cauzzi, Ulisse Gualtieri, Cristina Mazzotti e Paride Pasquali. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 maggio.
“Il senso dell’essere trova nell’incontro di cinque artisti il significato dell’esistere nella collettiva “Colore Forma Materia Dialogo di Creatività”. Paesaggi, fiori, colori, sculture evocano il loro autentico messaggio di rinascita per divenire identità segrete e fonti rigenerative dello spirito”, scrive il critico Gianluigi Guarneri nella presentazione della mostra. “Riappropriarsi dello spazio, cercare nel dialogo tra forme e colori una nuova identità rappresenta la perfetta espressione della creatività artistica in equilibrio tra armonia e bellezza”.
In mostra opere di Anna Bolognesi pittrice, Angelo Cauzzi scultore della terracotta, Ulisse Gualtieri pittore, Cristina Mazzotti ceramista e Paride Pasquali pittore.
Insieme propongono “una galassia di forme mutevoli, cromie, sedimentazioni plastiche, riflessioni sulle dinamiche connotative della materia generano un fluido che alimenta una suggestiva pulsione”, scrive ancora Guarneri. “Forme universali, armonie del disegno, colori sgargianti superano il concetto intimistico di lirico pathos, per divenire etico messaggio di trascendente rigenerazione dell’anima”.
Anna Bolognesi
Nativa di Cremona, Anna Bolognesi inizia la sua formazione artistica dedicandosi al disegno, allo studio del nudo e della figura umana. Il percorso formativo prosegue tra Bergamo e la provincia di Roma dove nel 1976 espone nella prima delle numerose collettive e personali dedicandosi successivamente all’insegnamento del disegno, acquarello, olio, presso il Nuovo Gruppo Artistico “Il Cascinetto” di Cremona. Il paesaggio, la natura inanimata, la figura, prevalentemente femminile rappresentano il leitmotiv dell’artista dalle quali affiora una realtà trasfigurata dai sentimenti e dalle sfumature sensibili della composizione. Le pennellate morbide e vaporose incantano la luce nei bagliori dello sfondo, volutamente informale, che accentua l’intensità degli sguardi, l’eleganza delle pose, l’introspezione psicologica, la sensuale naturalezza della gestualità. Lo stupore spontaneo verso il colore affiora da ogni variazione chiaroscurale rincorrendo con una immediata velocità interpretativa l’attimo fuggente. Oniriche immagini si intrecciano e si diramano tra sogni e desideri di un immaginario futuro. Figure affascinanti evocano una raffinata espressività e gioiosa freschezza interpretativa donando ai dipinti la luce primordiale, l’intangibile ricercatezza del segno, tra una dimensione di disvelamento sensoriale della memoria e un articolato linguaggio sensitivo. La pittura dell’artista evoca una profonda intensità poetica, venata da una sottile malinconia, che si diffonde silente tra le emulsioni dei colori trovando nei segni e nelle forme quel tangibile equilibrio tra intensità cromatica e velocità visiva.
Angelo Cauzzi
Il percorso artistico di Angelo Cauzzi inizia negli anni 80 nei corsi di disegno, pittura, per poi, essere attratto successivamente dalla scultura fondando nel 2004 l’Associazione Spazio e Forma della Terracotta con sede a Cremona. Competenza e umiltà d’intenti rivelano la raffinatezza dell’artista, eccellente plasmatore della creta e dell’anima. La sua ricerca attinge dalla figurazione di genere che trova nella semplicità rappresentativa un’elevata intensità emotiva. Mendicanti, Suonatori di chitarra, Contadine, Pescatori allietano la nostra contemporaneità distratta, riportandoci in una dimensione pacata ed umana. Fanciulli che osservano il pane, Bambini che giocano con oggetti, Animali o elementi naturali diffondono nello spazio una gioiosa felicità di vivere. Ispirandosi a un’iconografia di genere, ha interpretano personaggi di grande notorietà quali Giuseppe Verdi, Amilcare Ponchielli, Caravaggio. Freschissima ed aneddottica la ricerca verso soggetti popolari dove affiora la spigliatezza del modellato nei gesti e nelle pulsioni estetizzanti. Umanità, amore, spiritualità si alternano in una dimensione onirica, sottesa e silente che scuote il nostro immaginario sensibile donandoci sensazioni lontane, ricordi di un mondo quasi dimenticato dove l’impegno, il desiderio di fare, la passione, lasciavano un’indelebile traccia per la Vita, oltre i confini del tempo.
Ulisse Gualtieri
Originario del cremonese Ulisse Gualtieri si avvicina alla pittura negli anni 70. Numerose le mostre nazionali ed internazionali che lo vedono partecipe premiandone l’impegno e la costanza esecutiva. Le opere, sospese tra realtà e informale, si diramano nello spazio evocando paesaggi inconsueti e rarefatti dove il colore, dinamico e tumultuoso si amalgama silente tra atmosfere romantiche. La continua sperimentazione approda verso nuovi orizzonti percettivi dove la natura, si dilata veloce tramite accostamenti organici e vaporosi. Intrecci tonali, a volte misteriosi e inaspettati, accendono inedite luminosità in bilico tra caos e linearità formale. L’artista trasfigura la composizione in un raffinato accostamento cromatico dai toni tempestosi e modulati operando un ribaltamento di priorità tra soggetto e oggetto tra mondo visibile e invisibile. Cangianti tonalità accendono le emulsioni emozionali della materia pittorica libera di espandersi sul substrato alla ricerca di una inedita luce. Un’idilliaca dimensione spazio-temporale esplora arcani mondi tra disfacimento e linearità, tra ectoplasmi seriali e infiniti silenzi, enigmi di un’improbabile convivenza convergenti verso una dimensione di mutua reciprocità. Le opere recenti trovano nel paesaggio un segreto artificio di lontane simbologie, sintesi rivelatrice di primordiali composizioni prospettiche. Spettrali alberi, come entità elettriche, convergono le loro chiome verso un’irrevocabile verticalità attraversata da un’inquieta brezza artificiale. Il colore è considerato dall’artista luce creativa vissuta nella centralità dello spazio alla ricerca di un’inedita sovrapposizione atmosferica che si espande fra trame e tracce metamorfiche sottese in un’apparente immobilità.
Cristina Mazzotti
Nata in Svizzera, Cristina Mazzotti dal 1981 si dedica alla pittura e alla ceramica esponendo in numerose mostre personali e collettive internazionali. Dal 1995 ha un proprio laboratorio di ceramica dove nascono opere ispirate alla natura sospese tra idealità Pop e fantasie floreali. Corolle, peduncoli, raffinate infiorescenze raccontano la sensibilità materica dell’artista tramite un dinamico e idealizzato percorso ideativo. Utilizzando la tecnica Raku gli oggetti vivono la gioia e l’armonia della natura idealizzando misteriose e surreali atmosfere in perfetto equilibrio con il creato. Nelle vibratili alternanze della materia le delicate vegetazioni veleggiano nello spazio trasfigurando coloratissimi fiori in variopinte presenze libere di fluttuare nell’aria. Cangianti e fantastiche luminescenze accentuano le accattivanti trasparenze del processo creativo generato da una travolgente energia cosmica. Divampanti cromie plastiche, irrompono sulle superfici amalgamandosi in ricercate assonanze materiche dalla estetizzante, purissima essenzialità. La vibrante unicità dei fiori genera l’equilibrato rapporto tra spazio e luce, in una dimensione di serena e pacata spiritualità. Un’intima vena evocatrice, accarezza, come una brezza primaverile, petali delicati, trasformando le essenze floreali in esseri ultraterreni dalle forti valenze psicologiche. Malinconia, gioia di vivere, inquietudine, si diramano sulla materia sia nelle opacità che nelle lucentezze dei colori. Forme plastiche, oltre il tempo, veleggiano sulle distese della memoria, corpose e vellutate, pulsanti di vita e di mistero, trasformando profumate corolle in trasognanti, oniriche silhouette, dalla pelle setosa e diafana, illuminata da un sole tiepido e suadente.
Paride Pasquali
Originario del casalasco, Paride Pasquali ha studiato presso l’istituto “Paolo Toschi” di Parma, dove si è diplomato maestro d’arte in grafica pubblicitaria. Consulente creativo a livello internazionale si dedica da decenni alla pittura interpretando con una personale tecnica il paesaggio golenale e il fiume Po. I dipinti, sospesi tra cielo, terra e acqua, evocano profumi, colori, atmosfere delle calde giornate estive o delle ovattate e rigide serate invernali. Affascinato dalla natura, dalla semplicità, dalle improvvise variazioni tonali, associa il fascino del silenzio alla unicità del paesaggio fluviale. Magiche alchimie collegano idealmente mondi e tempi lontani salvaguardati dalla semplicità di un segno, dalla raffinata scelta di una gradazione che si diffonde sulle superfici generando irrevocabili segreti dell'anima. Paesaggi idilliaci evocano atmosfere rarefatte concepite come pura e sensibile meditazione della natura che sublima in una raffinata e vibratile emozione. La composizione diviene sogno e allegoria di purezza in una dimensione sospesa e inquieta. La terra guarda il cielo e volge lo sguardo oltre l'orizzonte dove arcane idealità sottese, raccolte e dischiuse come petali di un fiore, si stemperano nelle acquose velature dalla delicata lievità del tratto. L’acqua, diffusa nell’aria come vapore, dinamica e decisa nello scorrere della corrente, diviene lo specchio di irrevocabili tramonti rosa azzurro, fluido primigenio di un idilliaco rinascere. (aise)