“Da Dante a Borges, come l’Italia ha segnato la cultura in spagnolo”: l’incontro all’Instituto Cervantes di Roma

ROMA\ aise\ - Dalla letteratura e la musica fino all'architettura: tutti i paesi hanno un debito con le arti e con il pensiero dell'Italia da Dante e Petrarca in avanti. Il mondo ispanico non fa eccezione, ricettivo fin dal primo momento nei confronti delle correnti culturali italiane, sebbene con la particolarità di aver contribuito a sua volta, attraverso la propria presenza politica nel paese, ad arricchire tale cultura. Per questo, l’Instituto Cerventes di Roma ha organizzato per mercoledì prossimo, 24 giugno, l’iniziativa “Da Dante e Monteverdi a Borges: come l’Italia ha segnato la cultura in spagnolo”. Un dialogo sull'intreccio di queste tradizioni, non limitato alla sola Spagna ma esteso a tutto il territorio della lingua spagnola. L’appuntamento è fissato alle ore 18.00 presso la Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma.
Ospiti, José María Micó e Ramón Andrés, due dei più importanti intellettuali spagnoli di oggi, nel cui percorso il mondo italiano rappresenta una costante.
José María Micó è poeta, musicista, professore ordinario di Letteratura presso l'Università Pompeu Fabra e traduttore di Dante, Ariosto e Petrarca.
Ramón Andrés è un poliedrico saggista, pensatore, poeta e musicologo autore della biografia di Claudio Monteverdi. L’ingresso è libero.
Nel suo libro “Da Dante a Borges”, José María Micó si sofferma sul fatto che i grandi autori che compongono il canone letterario sono danneggiati da un malinteso che, secondo l’Autore, dovrebbe essere annullato: di solito sono considerati rappresentanti eccezionali della storia, della cultura e del pensiero del loro tempo, quando in realtà sono classici perché hanno trasgredito le regole, perché sono andati oltre le linee di forza del loro tempo. I quindici saggi raccolti in questo volume spiegano in poche parole—a volte facendo il punto e a volte concentrandosi su aspetti trascurati o poco conosciuti—perché Dante, Petrarca, Manrique, Ariosto, Lazarillo, Cervantes, Gracián, Rubén Darío, Borges o i principali poeti dell'Età d'Oro furono e continuano a essere così unici.
L’incontro all’Instituto Cervantes di Roma permetterà al pubblico di mettere a confronto e di ascoltare il dialogo tra il poeta, musicista, e raffinato traduttore di Dante, Ariosto e Petrarca, José María Micó, e il saggista e musicologo autore della biografia di Claudio Monteverdi, Ramón Andrés, in un percorso letterario e musicale affascinante e coinvolgente. (aise)