In altre parole: la Spagna protagonista al Teatro Manzoni di Roma

Vanessa Montfort foto di Danielle Campbell

ROMA\ aise\ - Al Teatro Manzoni di Roma, nell’ambito della XVIII edizione della rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea “In altre parole” a cura di Miriam Mesturino e Pino Tierno, con la collaborazione artistica di Ferdinando Ceriani, grande protagonista sarà la Spagna con due appuntamenti teatrali organizzati grazie al sostegno dell’Instituto Cervantes di Roma: mercoledì 6 dicembre alle ore 17.30 “La tigre” di Ramon Madaula, letture sceniche di Giorgio Lupano e Carlotta Proietti a cura di Ferdinando Ceriani, traduzione di Pino Tierno; e mercoledì 13 dicembre sempre alle ore 17.30 “La toffana: il veleno che salva” di Vanessa Montfort che sarà eccezionalmente presente all’incontro, letture sceniche degli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, a cura di Andrea Giuliano, traduzione di David Campora. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Quest’anno la rassegna propone otto appuntamenti, per conoscere testi contemporanei inediti in Italia provenienti da altri paesi, con la partecipazione di autori, attori, registi, traduttori in un continuo confronto con il pubblico e addetti ai lavori. Austria, Francia, Italia, Israele, Olanda, Québec, Slovacchia, Spagna - con opere in lingua castigliana e catalana - sono i paesi coinvolti in questa importante rassegna ideata da Pino Tierno in risposta ad un’unica passione, quella per il teatro e le sue parole. In questi anni la manifestazione ha presentato in prima nazionale più di 150 testi nati in ogni angolo del mondo, attraverso spettacoli, studi e letture drammatizzate e, di questi, oltre un terzo è stato poi prodotto e messo in scena.
Come sottolinea Pino Tierno, il contributo della Spagna è di altissimo livello grazie a testi molto maturi e personaggi ben delineati.
Mercoledì 6 dicembre alle ore 17.30 sarà la volta della Catalogna con “La tigre” di Ramon Madaula, affermato attore di teatro, cinema e televisione che ha studiato all’Istituto del Teatro di Barcellona, dove si è diplomato in recitazione, e ha lavorato con i più grandi registi della scena spagnola e catalana. Negli ultimi anni, ha deciso di dedicarsi anche alla drammaturgia, ottenendo da subito un grande riscontro di pubblico e di critica. Il suo testo “L’electe” è divenuto un enorme successo internazionale, e a questa pièce ne sono susseguite altre, messe in scena regolarmente sui palcoscenici di Barcellona e Madrid.
La storia: un mental coach di successo ed esperto in crescita personale si ferma in teatro al termine di una delle sue conferenze per un servizio fotografico. La fotografa inviata dall’agenzia sta però vivendo un brutto momento, il che diventa un’ottima occasione per l’uomo di fare sfoggio della sua formula della felicità. Ma esiste davvero la felicità e soprattutto se ne può insegnare la ricetta? In una girandola di battute ed eventi imprevedibili, due visioni opposte della vita si scontrano e si ribaltano, fino a giungere a un finale tanto esilarante quanto inaspettato.
Mercoledì 13 dicembre alle ore 17.30 andrà in scena “La toffana: il veleno che salva” di Vanessa Montfort, scrittrice e drammaturga la quale, dopo una laurea in Scienze dell’informazione, ha pubblicato diversi romanzi e diretto varie opere teatrali che spaziano dalla commedia al dramma, dalla commedia musicale al genere fantastico.
Il suo romanzo Donne che comprano fiori (2017) è diventato un fenomeno internazionale tradotto in tutto il mondo. In Italia è edito da Feltrinelli, così come altri suoi lavori. Fil rouge della sua opera, tanto teatrale quanto narrativa, è una spiccata attenzione per il mondo femminile, per i suoi ideali e le sue rivendicazioni.
La vicenda: anno 1659; presso il Tribunale del Sant'Uffizio di Roma sta per aver inizio il tanto atteso processo a Giulia Toffana, a sua figlia e alla sua aiutante, accusate di eresia per aver violato il sacramento del matrimonio. Le imputate sono colpevoli di aver fornito ad altre donne il veleno per uccidere i mariti violenti o imposti dalla famiglia. Ma in un’epoca in cui le donne non hanno quasi nessuna libertà di scelta, il veleno diventa il mezzo per sovvertire un destino deciso da altri, attraverso matrimoni combinati e oppressivi. Tratto da una storia vera, la pièce è un grande affresco sulla Roma del Seicento, ma soprattutto un’occasione tristemente attuale per riflettere sulla libertà, sul condizionamento femminile e sul senso della giustizia. (aise)