Lingua Ignota: il progetto artistico di Victoria Zidaru a Venezia

VENEZIA\ aise\ - Si intitola “Lingua Ignota” l’articolato progetto artistico di Victoria Zidaru allestito all’Istituto della Pietà di Venezia per iniziativa di ERA - Ecosostenibilità, Ricerca, Arte.
“Lingua Ignota” è un progetto indipendente, commissionato direttamente all’artista da ERA, realizzato in concomitanza della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Curato da Adina Drinceanu, si avvale del patrocinio dell’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia e del sostegno del Gruppo Valorizzazioni Culturali, dell’Istituto Santa Maria della Pietà e Ferma de Arte.
“Lingua Ignota” propone una riflessione sulla relazione tra natura, spiritualità e guarigione e si sviluppa in due fasi strettamente connesse tra di loro: una performance immersiva agli Archivi della Misericordia, svolta lo scorso 15 aprile, e una installazione site specific nel cortile dell’Istituto della Pietà, che verrà inaugurata sabato 11 maggio e resterà aperta gratuitamente al pubblico fino al 29 settembre 2024.
Dei grandi arazzi vegetali con forti proprietà olfattive, realizzati con corde di erbe aromatiche intrecciate, provenienti sia dalla Romania che dalla laguna veneta, tra cui finocchio, anice, basilico, ortica, cardamomo, camomilla, salvia, liquirizia e altre, invaderanno e trasformeranno gli spazi del giardino.
“Lingua Ignota” mette in luce la visione artistica di Victoria Zidaru, (Liteni, Romania, 1956) che negli ultimi quattro decenni ha reinventato e superato i paradigmi storici dell'arte tessile integrando texture vegetali e olfattive con elementi concettuali. Il suo approccio multidisciplinare comprende installazioni su grande scala, sculture, performance, azioni, in una ricerca artistica dedicata alla cura dell'ambiente, alla dimensione spirituale e alla collaborazione tra le persone, per affrontare in modo più efficace le problematiche legate all'ambiente e alla giustizia. Un agire in linea con la mission di ERA che crede fortemente nel potere dell’arte e della cultura come strumenti per trasformare le comunità ed educare e mobilitare le persone verso azioni concrete per un mondo più equo e sostenibile.
Come spiega la curatrice “il linguaggio artistico di Zidaru, profondamente legato alla sua terra, la regione Bucovina, utilizza elementi vegetali, parole, ricamo, cucito e intrecci come mezzi di espressione. Le sue tecniche sono immerse nei ritmi e nei cicli della vita naturale attraverso l’utilizzo di materiali organici tra cui erbe aromatiche, foglie, semi. Una pratica artistica interdisciplinare con cui Zidaru diventa portavoce di una forma di conoscenza sostenibile e interconnessa, arricchita da sfumature sacre di rituali antichi e dall'essenza organica del mondo naturale”.
Il titolo “Lingua Ignota” trae ispirazione dagli scritti di Ildegarda di Bingen una mistica visionaria medievale, ecologista ante litteram, che elaborò nel XII secolo un particolare sistema alfabetico per fini mistici, come spiega Drinceanu “un tentativo precoce di costruire una lingua che trascenda i modi di espressione tradizionali, offrendo un mezzo per esplorare il divino e il mondo naturale".
Evento collaterale del progetto è la campagna “Donate a word”, un progetto artistico nato per condividere le parole e donarle alla collettività. Ispirata al rituale rumeno del “Descântec”, e radicata nella convinzione dei poteri terapeutici delle parole, “Donate a word” è una open call aperta a tutti, avviata lo scoro marzo da Victoria Zidaru con ERA, che invita letteralmente a donare una parola tramite il sito e i canali social dedicati. Alcune delle parole saranno trasformate in opere d'arte, finemente ricamate su tela e combinate con elementi naturali sigillati nella cera, alcune faranno parte dell'installazione Lingua Ignota o saranno regalate ai visitatori durante la mostra.
Inoltre, le parole donate saranno presenti anche sul sito donateaword.org concepito come un arazzo interattivo che intreccia parole, immagini e suoni, consentendo ai visitatori online di esplorare e interagire con i contributi, mettendoli in risonanza tra di loro.
Il progetto, che si avvale della collaborazione del poeta giamaicano Ishion Hutchinson, ha già visto la partecipazione dei bambini accolti dalla comunità veneziana dell'Istituto della Pietà, delle donne del villaggio rumeno di Liteni in Bucovina e da varie altre comunità e singoli individui in tutto il mondo. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione su www.donateaword.org. (aise)