BEIRUT/UNICEF: 120 SCUOLE DANNEGGIATE/100.000 BAMBINI SFOLLATI/RISALGONO I CONTAGIO DA COVID-19

BEIRUT/UNICEF: 120 SCUOLE DANNEGGIATE/100.000 BAMBINI SFOLLATI/RISALGONO I CONTAGIO DA COVID-19

GINEVRA\ aise\ - “L'UNICEF stima che tra coloro le cui case sono state danneggiate o distrutte potrebbero esserci fino a 100.000 bambini. Alcune famiglie dispongono di acqua ed elettricità limitate. Abbiamo le prime segnalazioni di oltre 120 scuole pubbliche e private che hanno subito danni che vanno da finestre distrutte a danni a infrastrutture più fondamentali. Queste scuole sono utilizzate da circa 55.000 bambini e sarà fondamentale risanarle prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. L'aria è cosparsa di polvere e si teme che possa essere tossica, soprattutto per i bambini”. Questo è il drammatico bilancio che ha fatto fino a questo momento l’UNICEF, per voce della sua portavoce, Marixie Mercado.
“Sono stati distrutti 10 container con dispositivi di protezione individuale, tra cui centinaia di migliaia di guanti, camici, mascherine, appena forniti dal Ministero della Sanità Pubblica per la risposta al COVID - aggiunge Mercado -. L'UNICEF sta lavorando con l'OMS per sostituire immediatamente queste forniture. Negli ultimi giorni c'è stato un aumento significativo di contagi da COVID. Ieri si è registrato un numero record di contagi: 255. Il numero totale di morti finora è di 70, e il numero totale di contagi confermati è di 5.672. Le aree intorno all'esplosione sono tra quelle con i focolai e la trasmissione comunitaria più attivi. È impossibile per le persone colpite praticare un distanziamento sicuro - c'è un disperato bisogno di mascherine - ma per la maggior parte delle persone in questo momento il COVID non è in cima ai pensieri. Sono state distrutte cinque "celle frigorifere" di vaccini su sette in un magazzino del porto la cui manutenzione è supportata dall'UNICEF. Tutti i vaccini sono stati spostati in sicurezza in altre celle frigorifere la stessa notte delle esplosioni. L’Assameh Birth and Beyond Pediatric Unit dell'Ospedale di Karantina, che aveva un'unità specializzata nel trattamento dei neonati che necessitano di cure salvavita, è stata completamente distrutta. Altri sedici centri di assistenza sanitaria di base utilizzati da circa 160.000 persone hanno subito danni”.
Le priorità immediate segnalate dall'UNICEF sono: Sostituire i dispositivi di protezione individuale e e altri prodotti medici danneggiati e procurarsi le forniture essenziali di cui hanno bisogno in questo momento i servizi sanitari; Distribuire acqua e forniture igieniche; Riunire i bambini separati alle loro famiglie e fornire un sostegno psicosociale a coloro che si trovano ad affrontare shock, traumi e lutti; Lavorare con i giovani volontari per fornire alle famiglie colpite un sostegno per l’igiene e per cucinare; Fornire un'assistenza di emergenza in denaro per le famiglie più vulnerabili, compresi gli operatori sanitari e logistici. Le strutture sanitarie e le scuole danneggiate dovranno essere riabilitate”.
“I bisogni sono immediati e sono enormi. L'appello preliminare dell'UNICEF - ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo - è ora salito a 8,25 milioni di dollari. Per questo come UNICEF Italia abbiamo attivato una campagna di raccolta fondi. Vi chiediamo di donare tramite il sito web https://donazioni.unicef.it/landing-emergenze/emergenza-beirut. Non lasciamo soli i bambini del Libano”. (aise) 

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