Aumentano le armi nel mondo: l’Italia sesto paese esportatore

Photo: Shutterstock da sipri.org
ROMA\ aise\ - Il nuovo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) fotografa un mondo che corre verso il riarmo. Nel quinquennio 2021-2025, infatti, il volume dei trasferimenti internazionali di armamenti è cresciuto quasi del 10% (9,2% per la precisione) rispetto al periodo 2016-2020. E al centro di questa escalation ci sono l’Europa e anche l’Italia, che compie un balzo in avanti nella classifica dei maggiori Paesi esportatori di armi passando dal decimo al sesto posto, dietro solo a Stati Uniti, Francia, Russia, Germania e Cina.
Anche le importazioni di armi nel cosiddetto “vecchio continente” sono però aumentate, toccando il +210% negli ultimi 5 anni, più che triplicate, fino a rappresentare il 33% degli acquisti militari globali. Un dato che riporta il continente, per la prima volta dagli anni Sessanta, al primo posto nel mondo per acquisizioni di armamenti.
Tra il 2021 e il 2025, infatti, l’Italia ha aumentato le proprie esportazioni del 157% rispetto al 2016-2021. E oltre la metà delle esportazioni italiane è stata destinata al Medio Oriente (59%), mentre il 16% è andato in Asia e Oceania e il 13% in Europa.
Il primo paese destinatario delle forniture è l’Ucraina, che ha ricevuto il 9,7% di tutte le forniture di armi a livello globale. Dopo, in graduatoria, ci sono India, Arabia Saudita, Qatar e Pakistan.
A fare da padrone agli esportatori sono gli Stati Uniti, che hanno fornito il 42% di tutti i trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2021-2025, in aumento rispetto al periodo 2016-2020 (36%). Gli Stati Uniti hanno esportato armi in 99 stati nel periodo 2021-2025. Molti dei quali in Europa, che ha accresciuto le importazioni dagli USA del 217%.
“Sebbene le tensioni e i conflitti in Asia e Oceania e in Medio Oriente continuino a guidare importazioni di armi su larga scala, il forte aumento dei flussi di armi verso gli Stati europei ha fatto crescere i trasferimenti globali di quasi il 10% - ha spiegato Mathew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del Sipri -. Le consegne all'Ucraina dal 2022 sono il fattore più evidente, ma anche la maggior parte degli altri stati europei ha iniziato a importare significativamente più armi per rafforzare le proprie capacità militari di fronte alla percezione di una crescente minaccia dalla Russia”. (aise)