Il turismo come risorsa e motore d’Italia: a Roma la 76a assemblea nazionale di Federalberghi

ROMA\ aise\ - Un evento per tenere alta l’attenzione sul tema centrale del turismo quale motore trainante dell’economia italiana. È quanto avvenuto nei giorni scorsi durante la 76ma Assemblea Nazionale di Federalberghi, tenutasi a Roma di fronte ad una platea di settecento persone tra albergatori, giunti da tutta l’Italia, associazioni provinciali, delegati, giornalisti e figure istituzionali. Una la richiesta fondamentale espressa anche davanti alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da Federalberghi: “più qualità, più legalità, più sicurezza, più competenze, più equità e più fiducia”.
Meloni è stata ringraziata dal presidente Bernabò Bocca per la sua presenza in apertura. Accanto a lei, il nuovo Ministro del Turismo, Gian Marco Mazzi, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“È per me un piacere e un onore aprire i lavori della nostra Assemblea annuale qui a Roma – ha dichiarato Bocca presentando la sua relazione dal palco -. Roma è una città che parla a tutta Italia. È capitale, ma è anche una sintesi del Paese: storia, cultura, accoglienza, grandi flussi, grandi responsabilità. Ed è proprio qui, dove il turismo mostra in modo più evidente la sua forza e le sue contraddizioni, che siamo chiamati a dire con chiarezza una cosa semplice: il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato”.
“Preservato dagli abusivi - ha sottolineato Bocca - ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati. Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Essi non creano ricchezza, la distruggono. Dietro il paravento dei grandi numeri non fanno altro che svuotare le nostre città, privarle della loro anima e trasformarle in desolati dormitori per ospiti che non sono neanche censiti ai fini di pubblica sicurezza. È questa la nostra idea di qualità? Di eccellenza? È così che vogliamo competere come Paese? Non credo”.
“I pirati – ha proseguito il neoeletto presidente di Federalberghi - sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma, senza nessuna rappresentatività. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe. Una recente ricerca che abbiamo realizzato con l’associazione ADAPT ha evidenziato come il rischio connesso a questa possibilità sia di 40mila euro annui di maggiori costi per l’impresa media. Ne vale davvero la pena? Anche in questo caso, posso dire che non lo credo”.
La Premier ha dunque voluto ringraziare, “per la straordinaria capacità di resilienza”, gli albergatori. “Sembra ormai trascorsa un'eternità dalla pandemia, però io ricordo bene il contributo che questo settore ha assicurato alla nazione quando c'è stato bisogno di avere le strutture che servivano agli italiani che si trovavano in quarantena. È stato dimostrato da qui, è stato dimostrato in quella occasione come in tante altre la capacità di rappresentare non solo un settore importante dell'economia, ma un pezzo importante della comunità”.
“È questo - ha concluso Meloni - che fa la differenza, credo valga la pena ricordarlo perché racconta della capacità non solo di resistere, ma di rialzarsi, di ricominciare a correre quando magari si viene dati per spacciati. Questa è una specialità tutta italiana ed è stata dimostrata molto bene da questo settore”.
“Noi rappresentiamo un settore che non chiede privilegi – ha dichiarato in chiusura ancora il presidente di Federalberghi -. Chiede regole giuste. Chiede stabilità. Chiede coerenza. Chiede rispetto per il lavoro, per l’impresa e per il territorio. E chiede soprattutto una cosa: che l’Italia creda fino in fondo nel proprio turismo. Perché quando l’Italia investe bene nel turismo, non sostiene solo una filiera. Sostiene l’occupazione, la formazione, le città, i borghi, la reputazione internazionale del Paese. Sostiene una parte importante della nostra identità”.
“Per questo – ha concluso Bocca - il nostro messaggio oggi è semplice e forte: più qualità, più legalità, più sicurezza, più competenze, più equità. E, soprattutto, più fiducia nelle imprese che fanno bene il loro lavoro”. (aise)