Turismo: estate positiva per l’ospitalità religiosa, ma frenano le città d'arte

ROMA\ aise\ - Il bilancio dell'estate 2026 per il settore dell'ospitalità religiosa e non-profit in Italia si chiude sotto il segno della stabilità generale, ma rivela profonde e marcate differenze a seconda della tipologia di destinazione scelta dai viaggiatori. È lo scenario delineato dall'ultimo sondaggio promosso dall’associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) tra i gestori di un comparto strategico per il turismo nazionale che mette a sistema circa 3.000 strutture ricettive per un totale di 200.000 posti letto.
I dati raccolti nel confronto diretto con la stagione estiva del 2025 mostrano un mercato spaccato: se da un lato il 47% delle strutture dichiara presenze sostanzialmente invariate, il restante campione si divide quasi equamente tra un 27% che registra un aumento dei flussi e un 26% che segnala invece una diminuzione. A distinguersi con performance decisamente positive sono state le località di montagna, dove ben il 43% dei gestori ha messo a referto un incremento dei pernottamenti a fronte di un esiguo 10% in flessione. Un trend analogo ha interessato anche i territori di mare, che vedono il 41% delle strutture in crescita e il 18% in calo.
Di contro, una situazione molto più complessa e preoccupante emerge per i soggiorni nelle città d’arte, cultura e spiritualità. In questo specifico segmento, il 43% delle realtà ricettive ha dovuto fare i conti con una riduzione delle presenze rispetto all'anno precedente, mentre appena il 10% è riuscito a registrare un segno positivo. Per quanto riguarda il turismo internazionale, la quota di ospiti stranieri si è confermata solida e stabile per il 57% delle strutture intervistate, con un 24% che ha rilevato una crescita e il 19% una contrazione. Nonostante le criticità evidenziate nei centri storici, il sentiment generale dei gestori resta prevalentemente ottimista: il 67% definisce la stagione da “buona” a “eccellente”, il 17% la ritiene “accettabile” e solo il 16% esprime un giudizio negativo.
"I dati ci restituiscono un settore che nel complesso dimostra ancora una buona capacità di tenuta, ma che non può essere letto in maniera uniforme", ha commentato Fabio Rocchi, presidente di Ospitalità Religiosa Italiana. "Montagna e mare hanno beneficiato di una domanda vivace anche quale alternativa al caldo torrido di questa estate, mentre le città d’arte e di spiritualità hanno incontrato maggiori difficoltà. È un segnale importante per i gestori, chiamati sempre più a lavorare sulla unicità dell’offerta e sulla capacità di far comprendere il proprio messaggio di accoglienza". Secondo l'associazione ORI, il quadro complessivo dell'estate conferma la solidità strutturale del sistema non-profit, ma impone allo stesso tempo un monitoraggio attento e costante sui mutamenti dei comportamenti d'acquisto e delle scelte di viaggio degli ospiti. (aise)