CRISI VENEZUELA: CALDISSIMO DIBATTITO TELEVISIVO TRA L’AMBASCIATORE DI MADURO E IL SOTTOSEGRETARIO MERLO

CRISI VENEZUELA: CALDISSIMO DIBATTITO TELEVISIVO TRA L’AMBASCIATORE DI MADURO E IL SOTTOSEGRETARIO MERLO

ROMA\ aise\ - “L’ago della bilancia sono i militari, insieme a due attori internazionali, che sono Usa e Russia”. Ospite a SkyTG24 Pomeriggio, una delle trasmissioni di attualità e approfondimento politico più seguite in Italia, il sottosegretario agli Affari Esteri, sen. Ricardo Merlo, è intervenuto sulla crisi in Venezuela.
In studio, con Merlo, l’ambasciatore del Venezuela a Roma, Julián Isaías Rodríguez Diaz, il quale, rispondendo a una domanda della giornalista, ha dichiarato di non essere preoccupato per quanto sta accadendo nel suo Paese.
Al contrario, il sottosegretario Merlo si è detto “preoccupatissimo per la situazione, non solo per quella politica, ma anche perché in Venezuela lo stipendio medio è di cinque dollari al mese, le famiglie non riescono a mangiare, non ci sono medicine, mancano tutti i beni di prima necessità, è un disastro. Se il governo di Maduro non si rende conto di tutto questo vuol dire che vive su un altro pianeta”.
“Le ultime elezioni presidenziali in Venezuela sono state un bluff”, ha sottolineato Merlo. “Metà dell’opposizione non ha partecipato, su undici liste nove avevano l’immagine di Maduro nel simbolo. Le elezioni sono state indette in meno di un mese; ci sono state varie denunce, oltre 200 prigionieri politici, ma con il Tribunale elettorale in mano a Maduro tutto è stato messo a tacere. Quelle elezioni non sono state riconosciute dall’Italia né dalla comunità internazionale”.
Avviandosi alla conclusione, il sottosegretario Merlo ha evidenziato che “l’Italia è totalmente contraria a un intervento in militare in Venezuela”, poi ha aggiunto: “Oltre alla crisi economica, perché in Venezuela non si rispetta la libertà di stampa? Perché non si rispettano le istituzioni, come il Parlamento? Perché in Venezuela tutti gli organismo di controllo sono in mano al potere esecutivo? Sono tutte cose antidemocratiche”, ha concluso, lanciando “un appello al presidente Maduro, attraverso l’ambasciatore qui presente: presidente Maduro, vada a casa e consenta nuove elezioni in Venezuela, libere e democratiche, per una transazione senza violenza”. (aise)


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