ESISTENZA IN VITA/ NISSOLI (FI): NECESSARIO UN ULTERIORE SFORZO PER VENIRE INCONTRO AI PENSIONATI ALL’ESTERO

ESISTENZA IN VITA/ NISSOLI (FI): NECESSARIO UN ULTERIORE SFORZO PER VENIRE INCONTRO AI PENSIONATI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ - “Oggi, durante il Question Time nell'Aula di Montecitorio, ho interrogato il Ministro del Lavoro sulla questione della Certificazione dell'Esistenza in Vita (CEV) che riguarda circa 388.000 pensionati italiani residenti all'estero. Ho rappresentato al Ministro le difficoltà dei nostri pensionati all’estero nell’effettuare la convalida presso una autorità della Certificazione dell’Esistenza in Vita a causa del persistere della pandemia che sconsiglia i movimenti per le persone a rischio quali sono gli anziani”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta all’estero che al Ministro Catalfo ha chiesto di “individuare modalità innovative per fare la certificazione senza far spostare i pensionati da casa oppure di dare loro più fiducia ed accettare la certificazione senza convalida salvaguardando, così, sia il loro diritto alla salute che quello a ricevere ogni mese la pensione”.
Il Ministro Catalfo, riporta Nissoli, “nella sua risposta, ha evidenziato gli sforzi fatti dall’Inps sia prorogando i termini della certificazione sia stipulando un accordo con il Maeci per effettuare la convalida della Certificazione dell’Esistenza in Vita con modalità elettroniche, come la videochiamata. Sforzi apprezzabili ma che non ritengo sufficienti. Infatti, c’è ancora molto lavoro da fare ed auspico – come ho detto al Ministro - che si possa migliorare ulteriormente il meccanismo, ed accelerare velocemente le nuove procedure semplificate che andrebbero fatte conoscere a tutti i pensionati subito”.
“Sono stati fatti piccoli passi avanti, ma non nascondo che avrei preferito che il Governo avesse mostrato la piena fiducia verso i nostri pensionati all'estero ed avesse considerato l'opportunità di chiedere all'Inps di accettare la semplice autocertificazione senza convalida per dimostrare l'esistenza in vita, come hanno già hanno fatto altri paesi europei come la Germania, la Francia e la Svizzera”, aggiunge Nissoli. “Abbiamo bisogno di una risposta per procedure semplificate subito, altrimenti ci sarà il rischio che molti pensionati, non effettueranno la certificazione con la conseguenza di non ricevere la pensione”.
“Una cosa molto triste e lesiva di un diritto acquisito con anni di duro lavoro”, sottolinea Nissoli. “Non possiamo permetterci un ulteriore disagio con un aggravio di lavoro, difficile da sostenere per l'Inps e i patronati. Per questo ho chiesto al Ministro di raccordarsi con i soggetti interessati e di agire subito perché il tempo corre veloce! Sarebbe un bel gesto di gratitudine per chi ha tanto lavorato in Italia ed ora si trova lontano dalla Madrepatria e sarebbe anche un bel regalo di Natale da fare a tutti i nostri cari pensionati”. (aise) 

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