Sostegno e promozione dei servizi turistici: la Commissione Industria fa proprio il documento – Giacobbe (Pd) sul turismo di ritorno

ROMA\ aise\ - Nell’ambito dell’affare assegnato su “Sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio”, la Commissione Industria del Senato ha acquisito il documento elaborato dal senatore Pd Francesco Giacobbe sul turismo delle radici.
Il documento, spiega il senatore eletto all’estero, “punta a rimarcare il valore del turismo delle radici e di ritorno mirando alla promozione dei territori attraverso la stampa e media all'estero editi in lingua italiana, affiancando, a questi, la produzione di materiale didattico ed informativo che possa essere utilizzato nei corsi di italiano all'estero per la promozione di iniziative di turismo sociale, scambi culturali fra scuole ed università”.
Il turismo delle radici o turismo di ritorno, si sottolinea nel documento, interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Sud Africa, in Australia e nei Paesi europei. Non si tratta di semplici viaggiatori, perché, viene chiarito, questa tipologia di turista è soprattutto un investitore e un "ambasciatore" dei territori che custodisce nella sua storia familiare.
Questo turismo, annota Giacobbe, è quindi “una parte significativa di un settore strategico dell’economia italiana, quello turistico, al quale l'Italia dovrebbe guardare con particolare interesse ed impegno in un’operazione di sistema che miri a rafforzare l’immagine dell’Italia quale destinazione turistica”. L’obiettivo “è intercettare una quota sempre maggiore di flussi turistici dall’estero da orientare verso le piccole e medie città d’arte, e verso itinerari turistici regionali”.
Gli “italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE, nei prossimi tre anni, avranno l’ingresso gratuito nella rete dei musei, delle aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica. La norma richiesta da anni è stata approvata nella legge di Bilancio 2020”, ricorda il senatore nel documento. “Quando gli italiani all’estero ritorneranno in Italia potranno usufruire di questo beneficio, un motivo in più per tornare in Italia e conoscere così il nostro enorme patrimonio storico culturale. Un segnale di rispetto verso gli italiani all’estero e una misura utile su entrambi i versanti, quello dei connazionali che vivono fuori e che potranno conoscere meglio l’arte e la bellezza dell’Italia e quello del nostro Paese che dall’intensificarsi dei flussi ricaverà risorse preziose per la sua ripresa. Il turismo di ritorno è realmente una leva da usare per la ripresa dei flussi turistici”.
Nel documento si sottolinea “la grande fame di Italia nel Mondo, la voglia da parte dei nostri giovani di andare a riscoprire i luoghi di origine dei loro genitori o nonni. Dobbiamo aiutarli a raggiungere i borghi e i piccoli centri attraverso lo sviluppo di infrastrutture”, spiega Giacobbe ai colleghi. “Innanzitutto migliorare la viabilità interna e locale che aiuta a raggiungere borghi e piccoli centri che possono sembrare, a volte, isolati. Una ulteriore attenzione allo sviluppo delle strutture ricettive, promuovendo anche la nascita del cosiddetto albergo diffuso ed ecologico. Per meglio far conoscere i piccoli centri anche dell'entroterra bisognerebbe valorizzare le tipicità di questi luoghi, usi e costumi tipici dei luoghi e manifestazioni culturali proprie di questi posti”.
E ancora: occorre “puntare su una campagna di promozione all'estero dei luoghi seguendo due direzioni: mirare alla promozione dei territori attraverso la stampa e media all'estero editi in lingua italiana, la produzione di materiale specifico per i turisti che hanno voglia di scoprire nuovi luoghi, coinvolgendo di agenzie di viaggio specifiche che mirino alla promozione dei borghi e piccoli centri dell'Italia”. allo stesso tempo “occorre produrre materiale didattico ed informativo che possa essere utilizzato nei corsi di italiano all'estero e promuovere iniziative di turismo sociale, scambi culturali fra scuole ed università. Tutto questo – conclude Giacobbe – è possibile se si uniscono le energie e gli investimenti sia degli enti territoriali che nazionali”. (aise)