Conferenza sulla navigazione nello Stretto di Hormuz: Meloni a Parigi

PARIGI\ aise\ - “La libertà di navigazione è una questione centrale per l’Italia, l’Europa e tutta la comunità internazionale”. Così Giorgia Meloni che oggi pomeriggio ha partecipato alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo. Convocata dal Presidente francese, Emmanuel Macron, alla riunione hanno partecipato il Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, e il Cancelliere federale della Germania, Friedrich Merz.
Nelle dichiarazioni congiunte rese alla stampa a margine della riunione, tutti hanno espresso soddisfazione per l’annuncio iraniano della riapertura dello stretto durante il cessate il fuoco concordato con gli Usa e con quello tra Israele e Libano (gli Usa hanno invece confermato la chiusura da parte loro – ndr), auspicando il rispetto degli accordi, funzionali alla fine della guerra.
La richiesta che “Paesi indipendenti, terzi rispetto al conflitto” inviano da Parigi, ha sottolineato Macron, è per “la riapertura completa e immediata dello stretto, da parte di tutti gli attori coinvolti” con il conseguenze “ripristino del libero passaggio, in vigore prima della guerra” e il “totale rispetto del diritto del mare”. Gli stessi Paesi, ha detto il Presidente francese, si oppongono a qualsiasi “tentativi di privatizzare lo stretto” e “ad ogni sistema di pagamento”.
Insieme al Regno Unito, ha annunciato Macron, sarà presto organizzata una “missione neutra per mettere in sicurezza le navi mercantili che transiteranno nel Golfo”. Per questo, si terrà un’altra “riunione presto a Londra, in coordinamento con Usa e Israele”.
Riaprire Hormuz, ha detto Meloni, significa “affermare un principio cardine del diretto internazionale”, oltre che rappresentare una “questione di enorme rilevanza economica”, visto la quantità di merci transita per lo Stretto. Significa anche “costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale, come si vede bene in queste ore”, ha osservato la Premier italiana secondo cui è “molto significativa” anche “la partecipazione di diverse Nazioni all’incontro di oggi, a dimostrazione che l’iniziativa non è mossa da interesse di parte ma generale”.
“Serve uno sforzo in diversi ambiti: diplomatico, securitario e umanitario, se si pensa ai marittimi bloccati nel Golfo e alle Nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi”, ha aggiunto Meloni, prima di assicurare che “l’Italia è pronta a fare la sua parte”.
“Ovviamente – ha aggiunto – l’attenzione di tutti è concentrata sulla presenza navale” nell’area, un “aspetto irrinunciabile” sia “per sminare quel tratto di mare” ma anche “per rassicurare l’industria marittima”.
“È chiaro – ha precisato - che questa presenza internazionale” si attiverà “solo a ostilità cessate”, “coordinata” con tutti gli attori interessanti e “con una postura esclusivamente difensiva”.
L’Italia “mette a disposizione le sue unità navali, dopo le necessarie autorizzazioni parlamentari”, in linea con il “nostro impegno per la sicurezza navale” come dimostrato nelle operazioni Ue “Aspides” e “Atlanta”. Quella italiana sarà una “esperienza preziosa”.
Il confronto di Parigi “dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte, nel quadro della sicurezza internazionale, insieme ai suoi partner” nel Golfo, così come negli altri fronti di guerra, oggi nel mondo. (aise)