Disinformazione e propaganda filo-russa in Italia: i dati dell’Istituto Gino Germani in Senato

ROMA\ aise\ - L’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici presenterà il rapporto di ricerca “Dezinformacija e misure attive: le narrazioni strategiche filo-Cremlino in Italia sulla NATO, le politiche estere e di sicurezza occidentali, e i rischi di guerra nucleare” in un convegno in programma lunedì prossimo, 4 dicembre, dalle 11.00 alle 13.00 nella Sala Zuccari de Senato, a Palazzo Giustiniani.
Il convegno discuterà l’attuale evoluzione delle misure attive della Russia tese a condizionare la politica italiana e lo spazio informativo nazionale, in una fase particolarmente delicata per il nostro paese che prelude alle elezioni europee del 2024.
All’evento, organizzato su iniziativa del senatore Marco Lombardo d’intesa con l’Istituto Germani, interverranno Luigi Sergio Germani (Direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici), Massimiliano Di Pasquale (ricercatore associato dell’Istituto Germani e responsabile dell’Osservatorio Ucraina dell’Istituto), Antonio Talia (giornalista di Radio24 e saggista, autore di La stagione delle spie. Indagine sugli agenti russi in Italia); Giovanni Ramunno (membro del comitato scientifico dell’Istituto Germani e giornalista), e Lorenzo Crippa (studioso di politica interna ed estera russa).
Modera Aldo Torchiaro (giornalista de Il Riformista).
Il rapporto di ricerca dell’Istituto Germani “Le narrazioni strategiche filo-Cremlino in Italia sulla NATO, le politiche estere e di sicurezza occidentali, e i rischi di guerra nucleare”, che costituirà la base di discussione del convegno, analizza l’evoluzione della propaganda e della disinformazione filo-Cremlino in Italia su temi cruciali di politica estera e sicurezza internazionale nel periodo 2014-2023.
L’Istituto ha prodotto, inoltre, altri due rapporti, su dezinformacija e misure attive in Italia: uno dedicato alle narrazioni strategiche filo-Cremlino sulla guerra in Ucraina, l’altro a quelle relative alla democrazia liberale e alle società occidentali “decadenti”. (aise)