Meloni incontra Modi: Italia e India più vicine che mai

ROMA\ aise\ - “Una giornata che sarebbe riduttivo non definire storica per le relazioni tra le nostre due Nazioni”. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro con il Primo Ministro dell'India, Narendra Modi, oggi a Villa Pamphili. Giunto ieri a Roma, Modi questa mattina è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente Mattarella; poi, con la delegazione ministeriale che lo accompagna, si è recato a Villa Doria Pamphilj per una interlocuzione che, nelle parole di Meloni, ha avuto l’obiettivo di “rilanciare” i già ottimi rapporti tra i due Paesi. Sette le intese siglate oggi tra i due Paesi in tema di Difesa, Imprese e Made in Italy, Ambiente e della Sicurezza Energetica, Cultura, Agricoltura, Infrastrutture e Trasporti e Salute (una dichiarazione congiunta d'intenti sulla facilitazione della mobilità di infermieri dall'India all'Italia).
Ora Italia e India sono più vicine che mai”, ha evidenziato la Premier. “Le nostre relazioni sono adesso nella condizione di poter esprimere il loro potenziale al massimo livello”, ha aggiunto, rimarcando il contributo di ministeri e diplomazie, “che hanno lavorato molto in questi anni”, e di due “sistemi produttivi che dimostrano crescente interesse l'uno per l'altro”, come dimostrato da tre business forum Italia-India promossi l’anno scorso e dagli “oltre sette incontri che io e il Primo Ministro Modi abbiamo avuto in questi tre anni e mezzo”.
Primo obiettivo quello di “far crescere il nostro già solido interscambio commerciale fino a 20 miliardi di euro, dagli attuali 14 nei prossimi tre anni, cioè entro il 2029”, un “obiettivo molto ambizioso”, ma “alla portata, anche sfruttando chiaramente il potenziale dell'accordo di libero scambio sottoscritto tra Unione europea e India”.
In questo quadro, ha aggiunto Meloni, “si inserisce l'impegno a portare avanti insieme l'iniziativa INNOVIT India, che prevede la nascita di un centro italiano a Nuova Delhi, in grado di favorire la collaborazione tra i nostri talenti, tra i nostri ecosistemi innovativi, tra le nostre start-up, aziende, università, istituti di ricerca”.
Meloni ha quindi citato il “lavoro comune” che Italia e India per “assicurare che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sia responsabile e rimanga centrato sulla persona”.
Tra gli obiettivi primari quello di “valorizzare la complementarietà tra i nostri tessuti anche in molti altri settori: dalla manifattura avanzata alle infrastrutture, dall'energia alla space economy. La difesa è un ambito di cooperazione sul quale stiamo lavorando molto e bene. I minerali critici, l'agroindustria, il trasporto marittimo, il turismo, la cultura, che sono, per due grandi civiltà millenarie, anche un'occasione di crescere insieme”.
Le intese siglate oggi quindi “puntano a rafforzare la nostra cooperazione in uno spettro molto ampio di ambiti”.
Certo, ha aggiunto Meloni, “la forza delle relazioni tra le nostre Nazioni non si misura solo dalla profondità dei rapporti politici o dei numeri economici, ma anche, come dicevo, soprattutto dalla capacità di avvicinare sempre di più i nostri popoli, creare occasioni di conoscenza reciproca. Per questo abbiamo deciso di lanciare nel 2027 l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India: un'occasione unica per far dialogare le nostre culture millenarie e renderle sempre più connesse”.
Italia e India sono entrambe penisole, “due piattaforme logistiche che sono proiettate in spazi cruciali per il mondo, il Mediterraneo e l'Indo-Pacifico. Crediamo – ha evidenziato Meloni – che rafforzare le interconnessioni tra questi due grandi spazi sia fondamentale, per questo siamo anche determinati a portare avanti l'IMEC: il Corridoio Infrastrutturale ed Economico tra Europa, Medio Oriente e India, un'iniziativa che come sapete è nata in ambito G20, nella quale crediamo entrambi molto perché pensiamo che possa liberare un potenziale straordinario per il nostro commercio, per le nostre imprese e per le nostre relazioni”.
I due Paesi, ha confermato la Premier, “condividono una visione comune su molte delle grandi sfide del nostro tempo: la stabilità internazionale, la difesa delle regole, la sicurezza economica, la resilienza delle catene del valore, la promozione della pace, lo sviluppo inclusivo”. Con Modi “abbiamo parlato anche di molti degli scenari complessi che la nostra epoca ci pone di fronte, sull'Ucraina, del nostro impegno per arrivare a una pace giusta e duratura, sulla crisi iraniana, ci siamo confrontati con l'auspicio comune che il negoziato di pace possa andare avanti, trovare una conclusione positiva, in un contesto che chiaramente sappiamo essere molto precario. Sulla libertà di navigazione, per il ripristino della quale entrambi lavoriamo, siamo due Nazioni che non devono ricordare perché la libertà di navigazione sia molto importante per loro. Indo-Pacifico, dove ovviamente condividiamo la visione indiana di un Indo-Pacifico libero, aperto e inclusivo. In questi scenari che sono sempre più interconnessi tra loro, Italia e India continueranno a fare la propria parte a ogni livello, spesso insieme, per contribuire alla pace e riportare stabilità”.
Questa visita “apre una nuova pagina nelle nostre relazioni, pagina che non sarà l'ultima di questo lungo libro che stiamo scrivendo insieme con determinazione, facendo al meglio il nostro lavoro. C'è una parola indiana che questo lo dice bene, che è “Parishram”, che significa “duro lavoro”, “impegno costante”, “fatica”. Parola che mi dicono essere molto utilizzata in India, viene spesso utilizzata, ci proviamo, in un proverbio altrettanto popolare: “Parishram safalta ki kunji hai”. Che significa “il duro lavoro è la chiave del successo”. Ecco, - ha concluso – noi siamo abituati a costruire così le nostre relazioni, con un duro lavoro che però alla fine diventa successo”. (aise)