PNRR per ricostruire il Paese: il Sottosegretario Amendola al webinar di PwC Italia

ROMA\ aise\ - Si è tenuto questa mattina “Il Piano”, quarto appuntamento di PwC “Italia 2021 – è tempo di ricostruire”, il ciclo di incontri organizzati da PwC Italia per confrontarsi con autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale su temi e iniziative per contribuire attivamente al futuro del nostro Paese. Ospite d’eccezione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, Vincenzo Amendola.
Di seguito alcuni passaggi dell’esponente dell’esecutivo sull’attuazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza e sull’azione di rilancio del Paese, espressi nel corso della conversazione con Andrea Toselli, Presidente PwC Italia:
Il Next Generation Eu come patto fondativo per una nuova Italia
"Dobbiamo dirci la verità: in passato l'Italia sui fondi europei ha speso male, è stata lenta nell'assorbimento, con procedure lunghe e farraginose, vari centri di programmazione che erano molto limitati e procedure di spesa troppo lente. Non a caso noi ancora non abbiamo assorbito tutte le risorse del QFP del bilancio europeo scorso. Ora ci troviamo dinanzi a un Next Generation potentissimo finanziato da 800 miliardi di bond emessi dalla commissione: ci troviamo di fronte a un fondo complementare, sempre per investimenti coerenti del Governo italiano e anche a 100 miliardi di fondi europei per il 21-27, quindi un ombrello di investimenti non solo per risalire il crollo del PIL dell'anno scorso e la crisi sanitaria, ma per cambiare il nostro paese. Io credo che questo non sia un appuntamento solo della classe politica, ma della classe dirigente italiana e la svolta per il Next Generation deve essere un patto fondativo per una nuova Italia: riforme e investimenti che ci portano in un’altra dimensione."
Trasparenza e velocità
"Dobbiamo essere veloci, l'impegnativa del piano è al 2022, la spesa finale al 2026, quindi faremo delle norme per velocizzare le procedure per questi investimenti pubblici e per sostenere ovviamente gli investimenti trasformativi anche sul settore economico. Allo stesso tempo, dobbiamo essere invece molto duri nel controllo di tutta la filiera. Abbiamo organismi, grazie anche ai salti dell'utilizzo del digitale, per cui riusciamo, tra Guardia di Finanza e l'Anac, che ha un grande archivio oramai di tutti i bandi di gara, e dobbiamo riuscire ad essere sicuri nella velocità”.
Governance e procedure di attuazione
"Le linee guida Europee dicono che la Governance deve essere imperniata o in un Ministero o in un'unità di missione. L'Italia ha scelto ministero, che è il MEF, perché il MEF nel suo nel suo corpo ha la ragioneria che serve per tutta la rendicontazione e per la valutazione delle spese, e ha un sistema anche digitale, cioè ha il corpo più formato per reggere questa sfida. Accanto al MEF ovviamente i Ministeri di spesa, cioè quelli più esposti sulle sei linee guida, dalla sanità fino alla transizione digitale economica ed ecologica, saranno attori di questo meccanismo. Il piano è nazionale, le Regioni e gli enti locali sicuramente faranno parte dei meccanismi di implementazione del piano, perché le Regioni per alcuni aspetti costituzionali su alcune materie hanno una predominanza. Il punto centrale è che sarà fondamentale, non solo vedere la fisionomia della Governance, ma le procedure. Su tutta la filiera abbiamo da fare delle semplificazioni normative. Noi useremo una delle norme per costruire delle corsie preferenziali, perché queste risorse devono andare in un fast track, ma il suggerimento dell'Unione Europea, che io credo sia giusto, è di farlo bene, perché se questi meccanismi funzionano, saranno un enzima, un lievito per modificare un'esperienza di Pubblica Amministrazione in Italia che è al centro delle raccomandazioni di riforma della commissione europea”. (aise)