UE-NATO: “L’attacco russo a Lipsia segna una nuova escalation”. Più difesa e sostegno all’Ucraina – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ – Il tentativo di colpire un aereo cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia-Halle, attribuito dal governo tedesco alla Russia, rappresenta “una nuova escalation sul territorio dell’Unione europea”. È il duro monito lanciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al fianco del segretario generale della NATO Mark Rutte, al termine di un incontro dedicato oggi alla sicurezza europea e al sostegno all’Ucraina.
Secondo le autorità tedesche, l’operazione sarebbe stata condotta da agenti russi utilizzando materiale di tipo militare. Se fosse riuscita, ha sottolineato von der Leyen, avrebbe potuto provocare “danni enormi e persino la perdita di vite umane”. La presidente della Commissione ha espresso la piena solidarietà dell’Unione alla Germania, aggiungendo che l’eventuale obiettivo di intimidire gli europei e indebolire il loro appoggio a Kiev ha prodotto l’effetto opposto: “Ha soltanto rafforzato la nostra determinazione. L’intimidazione non funzionerà”.
L’episodio di Lipsia, nella lettura di Bruxelles, non costituisce infatti un fatto isolato, ma si inserisce in una successione di azioni ostili: incursioni nello spazio aereo europeo, droni capaci di paralizzare gli aeroporti, incendi e sabotaggi, interferenze contro infrastrutture energetiche, industriali e di comunicazione. Una forma di guerra ibrida che porta la minaccia sempre più vicino alla vita quotidiana dei cittadini.
“Questa è la nuova normalità”, ha avvertito von der Leyen, invitando gli Stati membri a considerare le infrastrutture civili come potenziali obiettivi di prima linea e a proteggerle di conseguenza. Ed era sulla linea del recente avvertimento dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della Nato : «non siamo in guerra, ma la pace piena é finita». L’Unione dispone già di squadre di risposta rapida, utilizzabili anche oltre i suoi confini, ma deve acquisire una capacità di reazione più veloce e coordinata. A questa strategia si accompagna la leva economica: le sanzioni hanno indebolito l’economia russa e Bruxelles è pronta ad adottarne di nuove quando la responsabilità di azioni pericolose venga accertata.
Ampio spazio è stato dedicato all’Ucraina. La Commissione ha ricevuto una nuova richiesta finanziaria, del valore di diversi miliardi di euro, per rafforzare la difesa aerea del Paese attraverso sistemi avanzati. Gli Stati membri stanno esaminando la domanda, che secondo von der Leyen “va nella giusta direzione”. Parallelamente, l’Europa lavora con Kiev alla realizzazione di una propria capacità antimissile.
Questi interventi si aggiungono al prestito europeo da 90 miliardi di euro già operativo. Dal mese di giugno, 8,5 miliardi sono stati destinati all’acquisto di droni e missili, mentre altre risorse potranno finanziare velivoli da combattimento prodotti dall’industria europea.
La presidente della Commissione ha quindi ricordato il piano da 800 miliardi di euro per gli investimenti nella difesa, comprendente i 150 miliardi dello strumento SAFE. L’obiettivo non è soltanto spendere di più, ma farlo insieme e in maniera più efficiente, rafforzando l’industria europea, i sistemi di allerta e la capacità di intercettare rapidamente le minacce.
Piena sintonia è stata espressa da Mark Rutte. Il segretario generale della NATO ha ribadito che l’Alleanza e l’Unione europea devono agire in modo complementare e che gli Alleati restano uniti nella difesa collettiva. Nel 2025, ha ricordato, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato complessivamente la spesa militare di oltre 139 miliardi di dollari.
Gli investimenti dovranno tradursi in capacità operative, ma anche in nuovi stabilimenti, linee produttive e forme più strette di cooperazione industriale all’interno dell’Europa e tra tutti gli Alleati. Una politica che, secondo Rutte, può rafforzare contemporaneamente la sicurezza, l’occupazione e la base tecnologica occidentale.
Il segretario generale ha accusato Mosca di essere divenuta “sempre più sconsiderata”, richiamando non soltanto la prosecuzione della guerra contro l’Ucraina, ma anche il crescente numero di droni e missili entrati nello spazio aereo alleato e le attività ibride condotte direttamente sul territorio europeo.
“Se la Russia pensa di dividerci con le minacce o di dissuaderci dal sostenere l’Ucraina, si sbaglia”, ha affermato Rutte. Gli Alleati hanno concordato di destinare almeno 70 miliardi di euro a Kiev quest’anno e una somma analoga il prossimo anno, con particolare attenzione alla difesa aerea.
Il messaggio congiunto di Commissione europea e NATO è dunque netto: l’Europa è entrata in una nuova era della propria sicurezza. Le azioni ibride russe non saranno considerate episodi marginali, ma parte integrante della minaccia. La risposta sarà una cooperazione ancora più stretta tra UE e NATO, maggiori investimenti nella difesa, nuove sanzioni e la prosecuzione del sostegno politico, finanziario e militare all’Ucraina. (alessandro butticé\aise)