Attivisti Flotilla liberati in Libia dopo un mese: stamattina il rientro in Italia

ROMA\ aise\ - Dopo un mese di detenzione in Libia, sono stati finalmente liberati i due attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, e del cittadino italo-uruguaiano, Matias Alvarez Rodriguez, che atterreranno nella tarda mattinata di oggi all’Aeroporto di Fiumicino, a Roma.
A renderlo noto, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che tramite un post su X ha spiegato di essere “felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia”. “Insieme a loro è stato affidato al nostro Console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni”.
La liberazione è avvenuta “grazie a un intenso lavoro diplomatico”. Tajani ha quindi ringraziato il personale della Farnesina e l’intelligence italiana “per l’ottimo lavoro svolto”.
Anche la Global Sumud Flotilla si è detta felice per la liberazione dei due detenuti italiani: “non vediamo l’ora di riabbracciarli alle 12.50 a Fiumicino”, hanno scritto su Facebook. Oltre alla felicità, hanno però voluto ribadire che “non smetteranno di chiedere giustizia” per una detenzione “senza accuse chiare”. “Un mese fa esatto venivano rapiti in Libia al check point 5+5 durante le ultime trattative per assicurare un passaggio sicuro al Land Convoy diretto a Gaza attraverso Rafah per portare aiuti umanitari, come cibo, medicinali, case mobili e ambulanze. Da quel momento, sono stati nelle mani di Haftar senza accesso regolare alle visite consolari e senza accuse chiare. Ieri, dopo estenuanti trattative, l’espulsione e oggi il ritorno in Italia insieme alle altre 8 persone prigioniere. Non smettiamo di chiedere giustizia”.
Nella nota dell’annuncio dell’espulsione e del ritorno in Italia dei due suoi attivisti, la Global Sumud Italia ha chiarito: “resta l'amarezza per un governo che celebra il proprio operato senza delle azioni chiare sulle violazioni commesse contro i propri cittadini durante le due missioni Global Sumud Flotilla, dalle forze israeliane a quelle libiche”.
Le critiche sono rivolte soprattutto al Ministro Tajani: “oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile”.
“Esigiamo che le nostre istituzioni si muovano con interventi diplomatici ad alto livello, formali condanne contro le violazioni del diritto, attivazione di sanzioni mirate contro i responsabili e la sospensione di ogni forma di cooperazione – ha scritto la Global Sumud Italia -. La liberazione di Dina e Domenico è un primo passo, ma la comunità internazionale non può chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani e sulla criminalizzazione del crescente movimento internazionale verso la Palestina, oggetto di impedimento e rischio su tutti i fronti”. (aise)