Conclusa a Shanghai la missione di Tajani in Cina

SHANGHAI\ aise\ - Si è conclusa oggi, 17 aprile, la missione in Cina del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che, dopo Pechino, ha fatto tappa a Shanghai. In entrambe le città sono stati registrati “risultati concreti” per il rafforzamento dell’export italiano nel mercato asiatico.
Tra i principali esiti, l’avvio di una strategia mirata ad accrescere la presenza del Made in Italy in Cina, con attenzione ai comparti dell’agroalimentare, della meccanica e della gioielleria. È stato inoltre sottoscritto un piano d’azione sull’e-commerce e sono stati finalizzati tre accordi tra SACE e partner cinesi, tra cui due intese strategiche a sostegno dell’export nei settori industriale e del legno-arredo, per un valore complessivo di 360 milioni di euro.
Il sostegno del Governo alla comunità imprenditoriale italiana in Cina è stato al centro della Commissione Economica Mista e del Dialogo Imprenditoriale, co-presieduti a Pechino dal ministro Tajani e dal ministro del Commercio Wang Wentao, alla presenza di oltre 50 imprese italiane e cinesi. A Shanghai, il ministro ha inoltre guidato un incontro con circa 70 imprenditori italiani e i rappresentanti di ICE, SACE, SIMEST e CDP. L’incontro ha fornito l’occasione per affinare la strategia del Governo in sostegno alla comunità d’affari italiana, in particolare per affrontare le complessità e gli ostacoli tipici di un mercato come quello cinese.
Nel corso della riunione, Tajani ha assistito alla firma di importanti intese del Sistema Italia con controparti cinesi, per sostenere l’export italiano in Cina e progetti italo-cinesi in settori ad alto tasso di innovazione.
Sono oltre 1.500 le imprese italiane operanti in Cina, impiegando 130 mila addetti e producendo un fatturato di circa 33 miliardi di euro. La missione ha contribuito a rafforzare il dialogo con le autorità cinesi, con l’obiettivo di migliorare le condizioni operative per le imprese italiane e promuovere un contesto più trasparente e prevedibile. Tra i settori prioritari per lo sviluppo dell’interscambio e degli investimenti emergono la transizione energetica, la meccanica avanzata e le tecnologie a basso impatto ambientale.
La presenza industriale italiana in Cina si conferma solida, con importanti gruppi attivi in ambiti strategici quali energia, siderurgia, aeronautica, cantieristica navale e agroalimentare. Nell’area di Suzhou, alle porte di Shanghai, operano oltre 100 aziende italiane, rendendola il principale distretto produttivo italiano al di fuori dell’Unione europea.
Anche la cultura è stata al centro della missione, durante la quale Tajani ha inaugurato, insieme al ministro della cultura cinese Sun Yeli, la mostra degli Uffizi “Omaggio ai Grandi Maestri, da Leonardo a Caravaggio”, che vede esposte a Pechino 36 opere del Rinascimento italiano. A Shanghai il ministro ha poi inaugurato la mostra “Italia Meravigliosa” organizzata in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, un’iniziativa di diplomazia della crescita concepita per promuovere il saper fare italiano mettendo in luce aspetti quali l’innovazione industriale e la creatività. (aise)