Crans-Montana: Tajani in Svizzera

ROMA\ aise\ - “Ho voluto essere qui a Crans-Montana per essere vicino ai familiari delle vittime, a coloro che nutrono una speranza di riabbracciare un proprio caro. Insieme alle autorità svizzere, a cui ribadiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, stiamo facendo il possibile per affrontare questa emergenza. Una preghiera in questo luogo di dolore”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che nella tarda mattinata di oggi è arrivato a Crans-Montana dove nella notte di Capodanno un rogo divampato nel bar Le Constellation ha ucciso 47 persone ferendone più di 100. Tra i morti ci sarebbe anche un giovane italiano, Emanuele Galeppini, di 17 anni giovane promessa del golf, residente a Dubai con la famiglia. La sua scomparsa, pianta dalla Federazione Italiana Golf, non è stata ancora confermata dalla Farnesina che attende l’esame del DNA. Il Ministro ha voluto rendere omaggio alle vittime, accompagnato dal Presidente del Consiglio di Stato vallese, Mathias Reynard.
Al momento, come riporta Palazzo Chigi, risultano confermati 13 cittadini italiani feriti e sei dispersi. Le ustioni e la mancanza di telefoni ed effetti personali rende difficile il riconoscimento delle salme e, quindi, complicato stabilire se alcuni dei dispersi rientrino tra le vittime non ancora identificate.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in costante contatto con il Ministro Tajani, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con i soccorritori italiani.
Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d’Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (CROSS) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani). Ai primi tre pazienti giunti all’Ospedale Niguarda di Milano si è aggiunto un paziente trasferito questa mattina; oggi ci saranno altri tre trasferimenti e si proseguirà nei prossimi giorni secondo un calendario condiviso con le autorità sanitarie elvetiche.
Già da questa notte, l’Italia ha invitato in Svizzera diverse squadre: si tratta dei team di valutazione e coordinamento generale del DPC; del gruppo di supporto tecnico dalla Regione Piemonte; di sanitari esperti nella gestione dei pazienti grandi ustionati della Regione Lombardia, al fine di valutare le condizioni sanitarie e di trasportabilità; di psicologi dedicati al supporto dei familiari dei feriti.
L’identificazione delle vittime è particolarmente complessa a causa delle gravi ustioni riportate da molti dei deceduti, conferma Palazzo Chigi. Oltre ai tre trasferiti in Italia dl ieri al Niguarda e ai quattro di oggi, il programma prevede nei prossimi giorni il trasferimento dl altri sei, secondo una sequenza in definizione. Questa mattina è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della Protezione Civile.
“Come sapete nella serata di ieri abbiamo già ricoverato qui a Niguarda tre ragazzi: una giovane di circa trent’anni e due quindicenni. Oggi stiamo organizzando il trasferimento degli altri giovani italiani, attualmente ricoverati nei diversi ospedali della Svizzera”, ha confermato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. “Un passaggio fondamentale è stato l’invio, ieri sera, di un nostro team di specialisti del Centro Ustioni del Niguarda, tutti esperti nelle problematiche legate alle ustioni. Hanno visitato durante la notte i vari ospedali svizzeri e questa mattina siamo stati in grado di avere le cartelle cliniche di tutti i ricoverati italiani. Questo ci ha consentito di stabilire chi fosse trasportabile, e chi invece, per le gravissime condizioni cliniche, non può essere trasferito in sicurezza”.
“Oggi contiamo di riuscire a trasferire a Niguarda quattro giovani feriti, condizioni meteorologiche permettendo. In questo modo, entro la serata di oggi, potremmo avere sette dei nostri ragazzi ricoverati qui a Niguarda. Gli altri sei feriti italiani – ha precisato Bertolaso – si trovano attualmente tra gli ospedali di Berna e soprattutto di Zurigo, dove è presente il Centro Ustioni ustionati. Si tratta dei casi più complessi, non ancora trasportabili. Li stiamo seguendo costantemente con i nostri team: se nei prossimi giorni i medici svizzeri daranno l’autorizzazione, li riporteremo tutti a casa. Aggiungo che non siamo noi a decidere chi può essere trasferito: parliamo di strutture sanitarie svizzere di altissimo livello. Quando il medico curante autorizza il trasporto, da quel momento il paziente passa sotto la nostra responsabilità. Qui a Niguarda sono pienamente operativi il team dell’emergenza-urgenza, il Centro Ustioni, il Dipartimento di area critica, con il coinvolgimento del direttore generale Alberto Zoli, che sta coordinando l’intera organizzazione dei trasferimenti dalla Svizzera.
Il criterio che seguiamo è molto chiaro: trasportabilità clinica e autorizzazione dei genitori, trattandosi in larga parte di minorenni. Non corriamo alcun rischio inutile: la priorità assoluta resta la sicurezza dei ragazzi”.
Supporto è stato assicurato anche dalla Regione Liguria: “abbiamo dato piena disponibilità per garantire supporto operativo in seguito alla tragedia avvenuta durante la notte di Capodanno a Crans-Montana. Presso l’ospedale Villa Scassi è attivo un centro di riferimento internazionale per questo tipo di eventi e sono stati messi a disposizione posti letto sia di terapia intensiva sia di sub-intensiva”, ha ricordato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. “Siamo in costante contatto con la Farnesina, la Protezione Civile regionale che si è attivata immediatamente con l’assessore Giampedrone e la Croce Rossa; domani potrebbero arrivare presso la nostra struttura feriti che necessitano di cure urgenti”.
L’ospedale Villa Scassi di Genova ha immediatamente attivato tutti i percorsi assistenziali necessari per garantire la presa in carico dei pazienti in condizioni di massima sicurezza e con il più alto livello di specializzazione. “Siamo un centro di riferimento europeo per la cura delle ustioni, accreditato ufficialmente circa un mese fa, e disponiamo di tutte le caratteristiche necessarie per offrire supporto anche a livello europeo”. (aise)