Iran: il G7 chiede la cessazione immediata degli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili

ROMA\ aise\ - Cessazione immediata degli attacchi ai civili, minimo impatto sui partner regionali, sforzo coordinato per l’assistenza umanitaria e ripristino permanente della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Queste le richieste dei Ministri degli Esteri G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America che, insieme all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, si sono riuniti sotto la Presidenza francese del G7 all’Abbazia di Vaux-de-Cernay, ieri e oggi, 26 al 27 marzo.
“Abbiamo discusso della situazione in Iran e nella regione”, si legge nella dichiarazione congiunta rilasciata a margine dei lavori. “Abbiamo sottolineato l’importanza di ridurre al minimo l’impatto del conflitto sui partner regionali, sulle popolazioni civili e sulle infrastrutture critiche, nonché la necessità di coordinare gli sforzi per l’assistenza umanitaria. Chiediamo la cessazione immediata degli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili. Non esiste alcuna giustificazione – sottolineano i Ministri G7 – per il deliberato bersagliamento dei civili in situazioni di conflitto armato, né per gli attacchi alle strutture diplomatiche”.
I Ministri, poi, hanno “evidenziato il valore di partenariati diversificati, del coordinamento e delle iniziative di sostegno, anche per mitigare gli shock economici globali quali le interruzioni delle catene di approvvigionamento economiche, energetiche, dei fertilizzanti e commerciali, che hanno un impatto diretto sui nostri cittadini” e, infine, “ribadito l’assoluta necessità di ripristinare in modo permanente la libertà di navigazione sicura e senza pedaggi nello Stretto di Hormuz, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con il diritto del mare”.
L’Italia, ha scritto su X il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, “vuole porre fine alla crisi in Medio Oriente, una guerra che oltre a destabilizzare l’intera regione ha serie ripercussioni sulla nostra economia. Abbiamo ribadito l’impegno per una de-escalation e per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Per questo siamo in prima linea nella missione ASPIDES nel Mar Rosso e in ATALANTA nell’Oceano Indiano. Contribuiremo con ogni sforzo a garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto per proteggere le nostre rotte commerciali”. (aise)