Un ruolo da protagonista per l’Ince: Tajani apre il trentennale a Trieste

TRIESTE\ aise\ - “Gli anniversari non sono traguardi, ma un nuovo inizio”. Così il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, intervenuto alla Conferenza per il Trentennale del Segretariato InCE oggi a Trieste.
Una città, ha evidenziato il Ministro, “un tempo simbolo di divisioni e oggi crocevia di pace, dialogo e crescita. Una città al centro di un territorio che esprime un tessuto produttivo dinamico e innovativo, ben integrato nell’economia centro-Europea e dell’area adriatico balcanica”.
Quella dei Balcani, ha aggiunto, è “una regione che il Governo vuole mettere sempre più al centro del proprio impegno per la crescita e la competitività. Perché se anche il mondo in questo momento è concentrato sulla grave crisi nel Golfo e in Iran, non dobbiamo perdere di vista il futuro della nostra Europa, a partire proprio dal percorso di allargamento o riunificazione, come mi piace chiamarlo”.
Il Ministro ha quindi annunciato che l’Italia intende “aderire come Partner Strategico all’Iniziativa dei Tre Mari che renderà Trieste e la Regione Friuli-Venezia Giulia sempre più protagonista e ponte di dialogo tra l’Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico”.
Sottolineata l’importanza del trentennale dell’Organizzazione che “nel tempo ha saputo diventare un punto di riferimento in Europa”, Tajani ha richiamato la fase storica che negli anni 80 portò alla nascita dell’Ince che oggi, “in uno scenario internazionale segnato da instabilità e conflitti”, deve diventare “sempre più forte, capace di promuovere dialogo e crescita per i nostri cittadini e le nostre imprese” per essere “una grande piattaforma politica di collaborazione regionale, che contribuisca alla costruzione di un’Europa motore di crescita e competitività. Un foro di dialogo che metta sempre più insieme territori, società civili e Parlamenti per promuovere valori e principi condivisi”.
“In questo impegno, - ha detto ancora Tajani – è cruciale partire dal processo di riunificazione dei Balcani alla storia Europea, una priorità strategica assoluta per il Governo. È il più grande investimento strategico europeo”.
Per il Ministro il 2026 “è un anno cruciale. Dobbiamo accelerare il processo di integrazione e l’InCE è chiamata a dare un contributo fondamentale. L’InCE è l’unico foro che riunisce tutti i principali Paesi candidati all’Unione Europea: Balcani occidentali, Ucraina e Moldova. Anche per questo ho voluto che il Segretario Generale Dal Mas partecipasse alle riunioni del Gruppo Amici dei Balcani occidentali dello scorso anno”.
Il Ministro ha quindi ricordato l’impegno dell’Ince al fianco dell’Ucraina sostenendo che l’Organizzazione “può mettere a disposizione il suo saper fare e la sua rete regionale per la ricostruzione e il futuro dell’Ucraina, favorendo progetti comuni e scambi di esperienze. È una sfida che richiederà impegno e determinazione che vedrà l’Italia saldamente al fianco dell’InCE. Voglio condividere con voi il sogno che nel 2027 l’Ucraina possa assumere la Presidenza dell’InCE”.
L’InCe, ha proseguito Tajani, “sarà sempre più chiamata a giocare un ruolo da protagonista anche nello sviluppo della connettività regionale. Investire in connettività vuol dire rafforzare i legami tra Paesi, e creare nuove opportunità di crescita per territori e imprese. L’Italia ha messo a disposizione il Fondo InCE-BERS. Sosteniamo progetti infrastrutturali capaci di collegare i Paesi candidati al mercato unico europeo. Penso al Corridoio VIII, alla linea ferroviaria Trieste-Belgrado e al cavo elettrico che collega l’Italia al Montenegro, che puntiamo a raddoppiare. Proprio oggi presiederò un Conferenza sul corridoio economico e logistico IMEC. Un progetto strategico a cui stiamo lavorando con l’India e con altri partner per collegare l’Europa e i Balcani con i grandi e dinamici mercati dell’Asia. In questo progetto di crescita, la regione adriatica e balcanica, con i suoi porti e le sue imprese, avranno un ruolo di protagonisti”.
“Nell’arco temporale che va dalla caduta del muro di Berlino ai giorni nostri, l’InCE si è affermata come piattaforma di dialogo, cooperazione e crescita per le nostre imprese. Oggi – ha osservato il Ministro – InCE ha molte nuove sfide davanti a sé. È un percorso ricco di sfide, a partire dall’allargamento, l’impegno per una connettività nuova e al passo con le esigenze di questi tempi complessi, il sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina. È un percorso – ha concluso – che vogliamo fare insieme. L’Italia continuerà a fare la sua parte, con convinzione e spirito di squadra, per costruire un’Europa più forte, più unita e più competitiva”. (aise)