Arriva a Madrid la mostra “Dante700. Un ritratto di Dante e i luoghi del poeta nelle fotografie di Massimo Sestini”

MADRID\ aise\ - Nell’ambito di Madrid Ciudad Dantesca, per le celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, l’Ambasciata d’Italia in Spagna e l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presentano la mostra “Dante700. Un ritratto di Dante e i luoghi del poeta nelle fotografie di Massimo Sestini”, organizzata dall’IIC e dall’Associazione MUS.E, promossa dal Comune di Firenze e dai Musei Civici fiorentini, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
La mostra è stata protagonista di una prima presentazione a Roma, presso le sale del Quirinale e di una seconda tappa a Firenze presso il Complesso di Santa Maria Novella, proseguendo con un tour internazionale, grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’esposizione arriva a Madrid, al Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, dopo la sua tappa all’IIC di Bruxelles e a Parigi presso la sede dell’UNESCO, e vi resterà esposta sino all’11 giugno.
Un racconto fotografico in 20 immagini, realizzate da Massimo Sestini, fotoreporter di fama internazionale, noto per la sua capacità di cogliere la realtà con uno sguardo inedito e con tecniche fotografiche sperimentali e non convenzionali. Da Firenze, città natale di Dante, a Ravenna, dove sono conservate le sue spoglie, passando per la sorgente dell’Arno sul Monte Falterona. Ma anche Venezia, Roma, Verona e Poppi, per scoprire, come in un vero reportage, quanto il volto del poeta continui ad accompagnare le nostre vite.
Lo sguardo di Sestini, sempre proiettato al futuro, emozionante e mai banale, scongiura l’effetto cartolina anche attraverso l’impiego di strumentazioni innovative. Con un’asta telescopica, sormontata da una fotocamera leggerissima, Sestini porta il visitatore letteralmente all’altezza della statua di Dante in una Piazza Santa Croce, a Firenze, svuotata dal Covid. Con un drone, invece, fotografa l’artista Enrico Mazzone intento a realizzare l’opera lunga 97 metri, Divina Commedia, all’interno del Mercato Coperto di Ravenna. E ancora, immerso nella laguna veneziana, con maschera, pinne e boccaglio, il fotoreporter sfida i vaporetti per immortalare “La barca di Dante”, opera in bronzo dello scultore georgiano Georgy Frangulyan. Sono di grande rilievo nella mostra, altre due foto che regalano uno sguardo assolutamente inedito.
La prima, un’incredibile immagine del Giudizio Universale di Giorgio Vasari e Federico Zuccari che decora la cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze. La foto, che offre – per la prima volta – una visione dell’affresco dall’alto verso il basso, è stata realizzata grazie a una fotocamera radiocomandata calata con un filo da pesca dalla sommità della lanterna del Duomo, a 85 metri di altezza. La seconda, un’immagine simbolica di Firenze che – ripresa dall’alto – diventa un pianeta: Sestini l’ha realizzata sporgendo da un elicottero una macchina fotografica per immagini sferiche legata a un palo lungo otto metri. Non mancano scatti tratti dalla cronaca, tra liceali alle prese con le terzine dantesche e opere di street art che celebrano con creatività il grande genio della letteratura.
“Dante700” è realizzata con la consulenza artistica di Sergio Risaliti, critico d’arte, curatore, scrittore e direttore del Museo Novecento di Firenze, e con la consulenza scientifica di Domenico De Martino, docente dell’Università di Pavia e direttore del festival Dante 2021 a Ravenna.
Massimo Sestini (Prato, 1963) è uno dei più importanti fotogiornalisti internazionali. Grazie a una produzione sterminata, con l’alternarsi tra reporter infiltrato e fotografo ufficiale, Sestini ha raccontato come nessun altro quattro decenni di storia del costume, della politica e società italiana. I primi scoop arrivano a metà anni Ottanta: da Carlo d’Inghilterra fotografato a Recanati mentre dipinge un acquerello, a Licio Gelli ripreso a Ginevra mentre è portato in carcere appena costituitosi dopo la fuga in Argentina, all’attentato al Rapido 904 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro. Da quel momento, Sestini si dedica ai grandi avvenimenti d’attualità. L’obiettivo è essere sulla notizia, qualunque sia il mezzo per arrivarci; anche quando pare impossibile. Le sue fotografie escono sulle prime pagine dei principali giornali del mondo. Il costante aggiornamento tecnologico, l’intuizione immediata delle opportunità del digitale, l’uso di teleobiettivi sempre più potenti saranno i suoi alleati. Sarà così testimone della tragedia della Moby Prince e autore delle foto dall’alto degli attentati a Falcone e a Borsellino. Nel 2014 è a bordo della “Fregata Bergamini”, testimone delle operazioni di salvataggio “Mare Nostrum”, a largo delle coste libiche. Dopo dodici giorni di tempesta, riesce a riprendere dall’elicottero un barcone di migranti tratto in salvo. La foto vince il prestigioso World Press Photo nel 2015, nella sezione General News.
Nel panorama dei fotoreporter internazionali, Massimo Sestini è noto per la sua capacità di imbarcarsi con reparti speciali, sporgersi da elicotteri sostenuto da un’imbracatura, immergersi per riprendere l’esplosione di ordigni, volare su ogni tipo di aeromobile militare e civile. (aise)