LA DUPLICE AZIONE DEGLI IIC: A COLLOQUIO CON MARIA MAZZA DIRETTRICE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI COLONIA – DI VALERIA MARZOLI

LA DUPLICE AZIONE DEGLI IIC: A COLLOQUIO CON MARIA MAZZA DIRETTRICE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI COLONIA – di Valeria Marzoli

COLONIA\ aise\ - Maria Mazza ha lavorato durante gli ultimi venti anni come funzionario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, prestando servizio in qualità di responsabile dell’area culturale presso varie sedi diplomatiche. Dal 2017, è Addetto Culturale del Consolato Generale d’Italia di Colonia e Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia. In questa intervista, Mazza parla del ruolo degli IIC, di come è cambiata l’emigrazione e dei progetti a lei più cari.
D. Lei ha lavorato negli Istituti Italiani di Cultura di varie città Buenos Aires, Belgrado, Amburgo, Colonia. Quali sono le differenze tra queste diverse realtà?
R. Nell'ambito del mio percorso professionale ho avuto modo effettivamente di lavorare in realtà culturalmente diverse: nei Balcani, in Macedonia e in Serbia, poi in Germania, ad Amburgo e ora a Colonia e nel Sudamerica, a Buenos Aires. Dal mio punto di vista, ossia di un operatore culturale che è chiamato a svolgere all'estero la missione di promozione della lingua e della cultura italiana, è molto importante il contesto in cui si opera. Non è la stessa cosa parlare di Italia se si è in Germania, nei Balcani o in Sudamerica. Per i tedeschi ad esempio l'Italia rappresenta un punto di riferimento culturale importante, l'anello di congiunzione con il mondo greco-latino della classicità, i viaggi di formazione di artisti ed intellettuali lo testimoniano, dal '700 ai nostri giorni. Per le nazioni dei Balcani l'Italia rappresenta invece spesso il luogo desiderato in cui vivere, è il primo paese che incontrano geograficamente nell'area mediterranea, oggetto di speranze e aspirazioni per una vita migliore. Per l'Argentina l'Italia è il paese di origine per metà della sua popolazione: in Italia risiedono le radici familiari e culturali di gran parte del popolo argentino, in qualche modo rappresenta il loro passato, da cui è impossibile prescindere. Sono differenze che incidono sulle relazioni tra i nostri popoli. Di volta in volta siamo chiamati a rapportarci in maniera idonea ai diversi contesti culturali e sociali e proprio in questa capacità di adattamento risiede la chiave vincente della nostra azione all'estero.
D. L’Istituto Italiano di Cultura mira a far conoscere la lingua italiana in quanto simbolo dell’identità nazionale ma anche a far sì che gli italiani in Germania non spezzino il legame esistente con la Madrepatria. Ci vuole parlare dei progetti svolti dall’Istituto Italiano di Cultura di Colonia volti a sottolineare queste diverse esigenze?
R. Vi è effettivamente una duplice azione della nostra promozione: essa è rivolta principalmente al pubblico locale, ma anche al numeroso pubblico di connazionali che vivono nell'area. Il successo della nostra azione direi che si possa misurare proprio nel riuscire ad intercettare gli uni e gli altri in egual misura e nel riuscire anche a creare un rapporto più stretto tra le comunità. L'Istituto di Cultura come luogo di incontro è un aspetto fondamentale della nostra attività, è sempre uno degli obiettivi primari da raggiungere. Per questo noi cerchiamo di presentare sì la lingua e la cultura italiane, ma allo stesso tempo di renderle anche fruibili a chi non conosce la nostra lingua, e ciò ha di nuovo un duplice fine: avvicinare gli stranieri al nostro mondo ma anche far sentire vicino il nostro mondo agli italiani dell'area. Molti sono gli eventi che vengono organizzati dall'Istituto: si va dai progetti artistici che non hanno bisogno della lingua italiana per essere recepiti, mi riferisco ai concerti o alle mostre d'arte. Vi sono poi gli eventi letterari: nel presentare i nostri migliori autori siamo attenti all'aspetto linguistico, ma anche ai contenuti del messaggio stesso, quindi ci serviamo di traduttori o di interpreti che possano veicolare agli stranieri quei contenuti e allo stesso tempo cerchiamo di far conoscere agli italiani dell'area questo o quell'altro autore, per avvicinarli alla realtà culturale dell'Italia di oggi. Il cinema poi ci aiuta grandemente: con le immagini si trasmette immediatamente la realtà della società italiana, mentre i dialoghi, sempre con la traduzione in tedesco, parlano contemporaneamente ai più diversi pubblici. Potrei portare molti esempi ma quello che mi preme sottolineare è la nostra totale apertura a tutti coloro che frequentano i nostri eventi, al di là delle nazionalità, dell'appartenenza ad un determinato gruppo o di altro fattore distintivo. Tutti sono da noi benvenuti e il pubblico stesso arricchisce e dà senso agli eventi che organizziamo con la sua presenza. Per questo curiamo anche il momento conviviale al termine di ogni evento, in cui ci si scambiano impressioni, pensieri, si comunica reciprocamente e ci si arricchisce a vicenda. Il nostro lavoro consiste anche in questo scambio.
D. Ci faccia conoscere quali iniziative volte a sostenere e a promuovere progetti ideati e realizzati da donne sono stati organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura di Colonia?
R. Tra i numerosi eventi che abbiamo organizzato negli ultimi due anni, ve ne sono alcuni che pongono al centro dell'attenzione la figura della donna. Abbiamo avuto ad esempio Dacia Maraini ospite in Istituto alla fine del 2017, personalità al femminile per eccellenza della nostra cultura, in occasione della presentazione del libro: 'La bambina e il sognatore'; e, sempre in ambito letterario, nel corso del 2018 abbiamo ospitato Francesca Melandri, bestseller in Germania, con il suo libro 'Sangue giusto'. Nell'ambito degli eventi che regolarmente organizziamo con il Forum Accademico Italiano di Colonia, che riunisce tutti i ricercatori scientifici italiani dell'area del Nordreno Vestfalia, abbiamo organizzato in Istituto lo scorso maggio un incontro con l'astronauta Samantha Cristoforetti, che ha davvero impressionato il pubblico per l'alto livello della sua performance: proprio il caso di questa straordinaria personalità del mondo della scienza, il fatto che da donna abbia raggiunto traguardi altissimi finora destinati ad una carriera tipicamente maschile, è stato un motivo di riflessione sulle grandi capacità che le donne dimostrano nelle più diverse circostanze. Per tornare agli eventi più vicini a noi nel tempo, il prossimo 29 ottobre avremo in Istituto un grandissimo nome della lirica italiana, il soprano Valeria Esposito, che ha al suo attivo una straordinaria carriera in tutto il mondo, una donna dalla qualità vocale eccellente, con grandi doti artistiche e che ha saputo conciliare positivamente il successo di una grande carriera con le scelte affettive e familiari. Ecco, questi sono solo alcuni degli eventi del nostro programma che hanno visto protagoniste le donne, ma ve ne sarebbero molti altri da menzionare.
D. Oggi l’emigrazione è profondamente diversa dal passato e spesso sono giovani diplomati o laureati a lasciare il nostro Bel Paese ma credo che gli Istituti Italiani di Cultura rappresentino per loro un punto di riferimento molto forte. Ci renda partecipi dei mutamenti che gli Istituti Italiani di Cultura oggi sono stati chiamati a sostenere per rispondere a questi cambiamenti.
R. Il mondo negli ultimi decenni è cambiato molto velocemente, in generale la globalizzazione ha avvicinato i paesi del mondo; nel nostro caso in particolare la distanza fisica tra l'Italia e la Germania non è più così grande come poteva essere percepita fino agli anni '80. I media, le reti sociali, i voli low cost, tutto ciò ha contribuito ad avvicinarci. Così anche gli emigrati italiani in Germania si rapportano al mondo tedesco in altro modo rispetto al passato e i giovani che numerosi lasciano purtroppo il nostro Paese si dirigono spesso proprio verso il territorio tedesco, perché qui trovano lavoro, qualità di vita, un ambiente accogliente e buone prospettive socio-economiche. Gli Istituti di Cultura costituiscono un punto di attrazione per questi giovani, poiché la cultura è un collante molto forte e perché da noi è possibile attuare quello scambio ideale tra italiani e tedeschi o tra italiani e appartenenti ad altre nazioni, incontrandosi sul fertile terreno della cultura: l'arte, la scienza, la musica. Molti di loro, arrivati in Germania, cercano contatti con altri italiani e con persone del luogo e a questo fine l’Istituto può essere per loro un luogo stimolante. È importante in ogni caso tenere alto il livello degli eventi organizzati, questo direi che sia il modo migliore per attrarre pubblico. Inoltre, bisogna offrire alle persone che ci frequentano eventi di attualità che rispecchino la realtà del Paese Italia così come esso si presenta oggi.
D. Per concludere, ci parli di un suo obiettivo che le piacerebbe realizzare per la foltissima comunità italiana a Colonia.
R. L'anno scorso, su impulso di due professoresse di italiano di Colonia, abbiamo organizzato per la prima volta insieme al Comites locale un evento rivolto ai bambini e agli adolescenti della comunità italiana. Visto il risultato dell'evento, che ha registrato una presenza di oltre 200 partecipanti tra bambini e genitori, abbiamo pensato di far diventare questo appuntamento ogni anno un momento di incontro tra l'Istituto e le famiglie. Si tratta di una fiera del libro per ragazzi, accompagnata da letture per bambini realizzate per fasce di età diverse da volontari che si dedicano a questo ambito, ci sostiene in questo l'Associazione “mehrSprache” di Colonia, ed è abbinato all’evento anche la realizzazione di uno spettacolo teatrale per ragazzi, che quest'anno sarà dedicato alle favole di Gianni Rodari. Ritengo che sia un progetto molto utile per la comunità dei piccoli italiani, un modo per avvicinare le nuovissime generazioni alla nostra istituzione e per coinvolgere attivamente le famiglie degli italiani di Colonia. Naturalmente la manifestazione è aperta anche ai bambini tedeschi che frequentano le nostre scuole di italiano nell'area, quindi essa diventa un'occasione di incontro e di scambio tra italiani e tedeschi. È su questa linea che intendiamo continuare, nella speranza di avere un numero sempre maggiore di interessati alla lingua e alla cultura italiane. (valeria marzoli\aise)